Dylan Dog

Dylan Dog

di Steve Della Casa

Esce finalmente sugli schermi “Dylan Dog”, il film americano tratto da uno dei più famosi fumetti italiani. “Dylan Dog” è noto come l’investigatore dell’incubo, il sognatore che sa andare a fondo agli aspetti più tortuosi dell’animo umano. Affronta vampiri, morti viventi e licantropi senza paura. Ha il cuore infranto da una fidanzata che…

di Steve Della Casa

Esce finalmente sugli schermi “Dylan Dog”, il film americano tratto da uno dei più famosi fumetti italiani. “Dylan Dog” è noto come l’investigatore dell’incubo, il sognatore che sa andare a fondo agli aspetti più tortuosi dell’animo umano. Affronta vampiri, morti viventi e licantropi senza paura. Ha il cuore infranto da una fidanzata che è morta, e anche quella di cui si innamora nel film non farà una bella fine. Il fumetto è fantastico, inferiore solamente a Tex e a Julia (altri due personaggi straordinari delle edizioni Bonelli). Il film è molto vecchio stile con gli effetti speciali che sono volutamente retrodatati e ci riportano agli anni Ottanta. È bello pensare agli zombie come a una comunità allegra e autoironica, è notevole che una discoteca (con il suo contorno di droghe e di violenza) sia il luogo geometrico del male. Chi ama Dylan Dog fumetto sente molto la mancanza di Groucho, ma comunque si diverte e si rilassa.

Se Dylan Dog è davvero l’investigatore dell’incubo, noi granata dobbiamo sicuramente assoldarlo. “Incubo” è la parola che in questo periodo ritorna di più nelle conversazioni con i miei amici. Incubo, è bene dirlo, addolcito dalle disavventure dei pigiami, ma le disgrazie altrui adesso non bastano più. Incubo dovuto al fatto che sì, è vero, oggi ho letto molte cose su quanto la squadra possa essere stata costruita male. Col senno di poi son bravi tutti, mentre la costruivano a me non dispiaceva. Vorrei solo che tirassero fuori le palle. E che si rendessero conto di quanto male stanno facendo a una delle squadre più importanti d’Italia. Poi fanno molto male anche a me, ma questo posso capire che a loro non interessa. Mi salva l’odio per i gobbi e il fatto che vanno male. Ma quanto durerà ancora, per loro e per noi?

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