Intervista al Giro

Intervista al Giro

di Walter Panero

 

Alcuni di voi si ricorderanno del mio incontro, avvenuto poco più di tre settimane fa, con il Giro d’Italia che stava per iniziare. Questo è il seguito di quell’intervista realizzato ieri alla conclusione della corsa rosa.


Ri-buongiorno. Allora,…

di Walter Panero

 

Alcuni di voi si ricorderanno del mio incontro, avvenuto poco più di tre settimane fa, con il Giro d’Italia che stava per iniziare. Questo è il seguito di quell’intervista realizzato ieri alla conclusione della corsa rosa.


Ri-buongiorno. Allora, che mi dice?

Oh…..buongiorno…..ancora lei….l’ho vista sa sulle strade mentre cercava in qualche modo di raccontare le emozioni belle o brutte che si sono susseguite in queste tre settimane durissime….

Oh….davvero?…Non pensavo di farmi notare così tanto. Preferisce partire dalle cose brutte o da quelle belle?

Guardi. Delle brutte non vorrei parlare. Lo hanno già fatto in tanti, anche lei ho visto. Purtroppo quel ragazzo aveva il destino segnato. Ma la cosa bella, pur nella tragedia immensa, è che tutti i santi giorni lungo le strade la gente non ha smesso per un istante di ricordarlo con scritte, cartelli, parole. Non ci dimenticheremo mai di lui. Il Giro non si dimentica dei suoi eroi, e nemmeno di coloro (per fortuna pochi in oltre cent’anni di storia) che sono “caduti” sulla strada. Non potremo mai dimenticare Wouter Weylandt. Lui e la sua povera famiglia saranno sempre e per sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi. Questo è il Giro! Questo è il ciclismo! Spesso si usa a sproposito l’espressione “una grande famiglia”, ma in questo caso mi sento di dire che è proprio così. Come nelle famiglie, ci siamo stretti nel momento più duro, ma poi siamo andati avanti. Perché , che ci piaccia o no, la vita continua anche dopo i momenti più tristi.

Tutto tremendamente vero. Ma a questo punto è davvero difficile continuare questa chiacchierata. Diventa dura parlare di sport, di divertimento, dopo aver visto in faccia la morte….

Sì, ma come le ho detto prima la vita deve continuare. E noi abbiamo continuato e ne abbiamo viste delle belle….

Beh…io personalmente ho visto solo uno sterminato strapotere di Alberto Contador…..forse addirittura esagerato….che ne dice?

Certo. Ma secondo lei cosa dovevamo fare? Lasciarlo a casa? Sapevamo tutti che, nel momento in cui alla partenza c’era il miglior corridore del mondo, quello che non sbaglia una corsa a tappe da quattro anni, sarebbe stata davvero durissima, quasi impossibile. E in effetti il suo dominio è stato terrificante….

Secondo lei si poteva fare di più per batterlo?

Onestamente contro questo Contador, forse il più forte di sempre, c’era davvero ben poco da fare. Penso di poter dire con certezza quasi assoluta che Contador, questo Contador, non era battibile. E’ un fenomeno assoluto. Uno dei più grandi della storia di questo sport.

Quindi non ha niente da rimproverare a quelli che avrebbero dovuto essere i suoi avversari più accreditati, ovvero Scarponi e Nibali?

Ma secondo lei cosa avrebbero potuto fare? Ogni volta che hanno provato ad attaccarlo si sono trovati di fronte un vero e proprio muro di gomma che li respingeva all’indietro senza attenuanti. E’ chiaro che ad un certo punto non potevano far altro che accontentarsi del secondo posto. Quella per il piazzamento d’onore è stata davvero una bella lotta, che alla fine ha premiato il Marchigiano, il quale si è dimostrato leggermente superiore al Siciliano nelle tappe di montagna. E quest’anno, se non andavi in salita avevi ben poche possibilità di sopravvivere. Comunque loro mi sono piaciuti entrambi, anche se forse da Nibali mi aspettavo qualcosa in più dopo il terzo posto dello scorso anno e la vittoria alla Vuelta di settembre. Ma il ragazzo ha solo ventisei anni ed avrà parecchio tempo per rifarsi….

E mi dica, a parte i primi tre della generale, chi le è piaciuto?

Beh….sicuramente il Francese Gadret che non mi aspettavo così forte da arrivare quarto (si vede che le salite italiane gli piacciono più di quelle francesi, visto che al Tour non ha mai brillato); poi gli Olandesi Kruijswijk e Weening che è stato anche maglia rosa; quindi devo segnalare il ritorno dei grandi scalatori, ovvero i Baschi Igor Anton e Mikel Nieve che hanno vinto le due tappe più belle e il minuscolo Venezuelano José Rujano di cui, dal 2005, si erano un po’ perse le tracce; bellissime anche le vittorie di tappa di Petacchi, di Gatto (davanti a Contador!) e l’impresa di Kiryienka sul Finestre durante la penultima tappa conclusasi al Sestriere. Tra gli altri Italiani ho apprezzato moltissimo le vittorie di tappa dei giovanissimi Ulissi e Capecchi, due ragazzi su cui ripongo molte speranze per il futuro. Un discorso a parte va poi fatto per Garzelli che, con i suoi quasi trentotto anni, ha animato la corsa dal primo all’ultimo giorno dando battaglia sempre sulle montagne. Per fortuna non se n’è andato a casa a mani vuote, visto che ha meritatamente conquistato la maglia verde di miglior scalatore….

Abbiamo parlato dei più bravi, invece da chi è rimasto deluso?

Mi aspettavo di più da Joaquim Rodriguez (quinto, ma al termine di una prestazione abbastanza anonima), da Kreuziger (bravino e regolare, ma senza acuti) e soprattutto da Menchov: passi per il suo ottavo posto, ma non l’abbiamo mai visto tra i protagonisti manco per un secondo. Il Giro di Sastre, poi, è stato davvero scandaloso: da un ex vincitore del Tour, per quanto sull’orlo della pensione, era lecito attendersi almeno un acuto, invece niente. Quanto a Di Luca posso dire che si è sacrificato molto in un oscuro ruolo di gregariato per Rodriguez, ma anche da lui era lecito attendersi qualcosina in più….

Qual è stato secondo lei il momento più bello di queste tre settimane?

Scatti di Contador a parte, il mio preferito (che in realtà ha sempre per protagonista il campione spagnolo) è stato l’arrivo di Macugnaga con il “buon gregario” Tiralongo che per la prima volta in vita sua tagliava il traguardo a braccia alzate, scortato fino all’arrivo proprio dal suo ex capitano che aveva fatto di tutto per consentirgli di vincere.

Non sto a chiederle quale sia stato il momento più brutto….

Eh…purtroppo ne abbiamo parlato all’inizio….un altro brutto momento è stato quello della tappa dello Zoncolan: si doveva scalare il Crostis, quel giorno, ma purtroppo questo non è stato possibile per motivi che ora non mi va di ribadire. Posso solo dire che quello che è accaduto non è stato rispettoso verso coloro che avevano lavorato tanto perché quella tappa si potesse disputare nella sua interezza e verso tutti quei tifosi che aspettavano di veder passare i corridori proprio in cima al Crostis. La gente si è arrabbiata molto, e in un certo qual modo va capita. Certo la contestazione verso Contador (che non ne poteva nulla) è stata sbagliata, offensiva e soprattutto c’entrava ben poco con la tradizione di grande sportività che caratterizza da sempre il pubblico del ciclismo….

A proposito di pubblico…..

Meraviglioso! Non trovo altri aggettivi! Solo così posso definire la splendida cornice di pubblico che si è vista ovunque, ma soprattutto sullo Zoncolan, al Nevegal, nella tappa di Bergamo e sul Colle delle Finestre. Chi dice che il ciclismo è uno sport morto e che non suscita più interesse nel grande pubblico non ha capito proprio niente! Invito chi dice queste sciocchezze a rivedersi le immagini delle tappe che ho citato prima. O della partenza da Torino con gli Alpini e tutto il resto. E anche quelle dell’arrivo di Milano….

Ha qualcosa da rimproverarsi?

Beh….devo ammettere che qualcosa che non è andato per il verso giusto c’è stato. Chi mi ha disegnato ha voluto stupire in ogni modo ed ha forse esagerato….

In che senso? Sta criticando gli organizzatori?

…Nel senso che le montagne danno spettacolo, e questo lo sappiamo tutti. Le montagne sono il pane del ciclismo, quello che la gente vorrebbe sempre vedere….

Però….

Però non esiste che in un grande Giro ci siano soltanto tre frazioni che si concludano in volata. E soprattutto non esiste che, dopo la dodicesima tappa, tutti i velocisti siano di fatto stati costretti a ritirarsi perché non c’erano più tappe adatte a loro. Anche i velocisti, sia pure in maniera diversa dagli scalatori, danno spettacolo. E penso che meritassero più rispetto. Bastavano un paio di tappe a loro favorevoli nell’ultima settimana e campioni come Cavendish e Petacchi sarebbero forse arrivati fino a Milano….E poi credo che otto arrivi in salita, di cui ben tre consecutivi, siano decisamente troppi specie se alla partenza hai uno come Contador: rischi, come in effetti è avvenuto, che la corsa si risolva in due o tre giorni e che, dopo una settimana o poco più, si sappia già il nome del vincitore finale….

In effetti è andata proprio così….

Detto questo, come ho sottolineato all’inizio, Contador quest’anno avrebbe vinto anche se gli avessero legato una zavorra di dieci chili alla sella. Ma qualcosa in più per dare pathos alla corsa forse lo si poteva fare….

Però! Complimenti! Una bella prova di onestà da parte sua…..a questo punto non mi resta che ringraziarla e darle appuntamento alla prossima edizione di cui ovviamente non le chiedo nulla….allora grazie mille di tutto e alla prossima….

Grazie a lei….e…mi lasci dire una cosa: mi spiace davvero tanto che sia finita così….

Parla di…parla del….

Naturalmente parlo del mio quasi coetaneo….il suo caro, vecchio, povero Toro…..se la passa proprio male in questo periodo, eh? Mi sanguina davvero il cuore a vedere che siete caduti così in basso….mi auguro sinceramente che usciate fuori il prima possibile dalla brutta situazione in cui vi siete ficcati e di cui, mi pare di capire, non si vede la via d’uscita….

Eh sì….proprio così….un tunnel in cui non si vede la luce…..

Coraggio! Prima o poi ne uscirete fuori. Per quanto possa valere, io faccio il tifo per voi e mi unisco a voi nel gridare forza Toro!

Uhm….grazie….le rispondo con un Viva il Ciclismo, Viva il Giro e naturalmente sempre forza Toro! Quello vero, però, non quella sottospecie di animale senza attributi che siamo stati costretti a vedere quest’anno.

 

CLASSIFICA FINALE GIRO D’ITALIA 2011:


  1. Alberto CONTADOR (Spagna) in 84h05’14”

  2. Michele SCARPONI (Italia) a 6’10”

  3. Vincenzo NIBALI (Italia) a 6’56”

  4. John GADRET (Francia) a 10’04”

  5. Joaquim RODRIGUEZ (Spagna) a 11’05”

  6. Roman KREUZIGER (Rep. Ceca) a 11’28”

  7. José RUJANO (Venezuela) a 12’12”

  8. Denis MENCHOV (Russia) a 12’18”

  9. Steven KRUIJSWIJK (Paesi Bassi) a 13’51”

  10. Kanstantin SIVTSOV (Bielorussia) a 14’10”

 

CLASSIFICA A PUNTI (Maglia rossa): Alberto CONTADOR

CLASSIFICA GRAN PREMIO DELLA MONTAGNA (Maglia verde): Stefano GARZELLI

MIGLIOR GIOVANE (Maglia bianca): Roman KREUZIGE

 

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