La legge del più forte

La legge del più forte

di Walter Panero

 

Il vulcano si staglia laggiù come un cono di roccia che unisce le viscere della terra con l’azzurro del cielo. Un cono scuro coperto di neve e dalla cima del quale si scorge il mare. Mare, montagna, neve, caldo, vento. Soprattutto vento: non a caso la leggenda dice che proprio lì sotto Eolo tenesse prigionieri i venti di cui era il Dio, in attesa di sprigionarli a spazzare la…

di Walter Panero

 

Il vulcano si staglia laggiù come un cono di roccia che unisce le viscere della terra con l’azzurro del cielo. Un cono scuro coperto di neve e dalla cima del quale si scorge il mare. Mare, montagna, neve, caldo, vento. Soprattutto vento: non a caso la leggenda dice che proprio lì sotto Eolo tenesse prigionieri i venti di cui era il Dio, in attesa di sprigionarli a spazzare la terra ed i mari.
Tutto questo è l’Etna.
Ma l’Etna è anche una strada polverosa che sale verso l’alto. Una strada che taglia le rocce nere portando il viandante verso il paradiso o verso l’inferno. Una strada sulla quale oggi decine di migliaia di persone provenienti da tutta la Sicilia, e anche dal Continente, attendevano per applaudire l’eroe di casa Vincenzo Nibali, ragazzo di Messina con la faccia smunta da emigrante. Uno che a ben vedere emigrante lo è davvero, visto che per correre in bici ha dovuto trasferirsi in Toscana.
Ma tutta quella gente è stata costretta ad inchinarsi alla grandezza dell’hidalgo Alberto Contador, grande di Spagna, vincitore del Giro del 2008 e di ben tre edizioni del Tour de France.

Sembrava una giornata tranquilla, contraddistinta da una fuga mattutina di nove corridori (gli Spagnoli Horrach e Lastras, il Belga Bakelandts, il Francese Charel, lo Svizzero Frank, l’Ucraino Popovych, il Bergamasco Vanotti, il Romagnolo Savini e l’attesissimo Palermitano Visconti) che hanno per molti chilometri mantenuto un vantaggio sui migliori di oltre cinque minuti, dando l’impressione che alcuni di essi potessero farcela a conquistare la tappa.
Questo fino a 6 chilometri e ottocento metri dal traguardo, posto ai 1.892 metri di quota del Rifugio Sapienza. In quello che gli esperti giudicavano il tratto più duro della salita, Alberto Contador, probabilmente vedendo gli avversari in difficoltà, si è alzato sui pedali lanciandosi all’attacco. Tra gli uomini di classifica, solo Scarponi ha cercato di resistergli, ma è durata poco, visto che a sei chilometri dall’arrivo lo scalatore marchigiano è stato rimbalzato all’indietro venendo presto riassorbito dal gruppetto degli inseguitori guidato da Nibali e Kreuziger.
L’azione del fenomeno spagnolo è proseguita in compagnia di José Rujano, il minuscolo scalatore venezuelano, che ha saputo resistere al forcing di Contador fino ad un chilometro e mezzo dalla conclusione, quando il Castigliano di Pinto si è involato verso il traguardo sul quale, oltre alla vittoria di tappa, ha conquistato anche la maglia rosa spodestando l’Olandese Weening andato letteralmente in crisi sull’ascesa finale.
Sull’arrivo, Contador ha preceduto Rujano di soli 3 secondi, mentre Garzelli ha regolato il gruppetto degli altri immediati inseguitori con Nibali, Kreuziger, Arroyo e Sivtsov staccati di 50”. Più  indietro Scarponi giunto a 1’07” dal leader.
Nella classifica generale, Contador precede ora il Bielorusso Sivtsov di 59” mentre, tra gli uomini di classifica, Nibali accusa un ritardo di 1’21” e Scarponi di 1’28”. Ancora più indietro si trovano due altri favoriti della vigilia quali il Russo Menchov (a 3’18”) e lo Spagnolo Rodriguez (a 3’34”).

La tappa di oggi ha detto che Contador, indicato alla vigilia come il principale favorito del Giro, sembrerebbe allo stato attuale delle cose il padrone assoluto della corsa.

“Non ho ancora vinto niente…il Giro non è finito e ci sono ancora un sacco di tappe dure…” ha detto la nuova maglia maglia rosa al termine dell’impresa odierna.

“Il Giro è ancora lungo e ci proveremo fino alla fine…” hanno risposto all’unisono i grandi battuti Nibali e Scarponi.

Dichiarazioni di circostanza? Lo sapremo tra qualche giorno. Dopo la giornata di riposo di domani e alcune tappe interlocutorie, da venerdì si riprenderà a salire con tre arrivi in quota consecutivi al Grossglockner, sullo Zoncolan e a Gardeccia.
Staremo a vedere se Contador continuerà ad imporre la sua legge dimostrandosi il tiranno assoluto della corsa rosa, oppure se qualcuno avrà la forza di inventarsi qualcosa che permetta di riaprire un Giro che attualmente sembra saldamente nelle mani del fenomeno spagnolo.

 

 

CLASSIFICA 9a TAPPA DEL GIRO D’ITALIA: MESSINA-ETNA

1. Alberto CONTADOR (Spagna)                  4h54’09”
2. José RUJANO GUILLEN (Venezuela)       a 3”
3. Stefano GARZELLI (Italia)             a 50”
4. Vincenzo NIBALI (Italia)   a 50”
5. Roman KREUZIGER (Rep. Ceca)  a 50”
6. David ARROYO DURAN (Spagna)  a 50”
7. Kanstantin SIVTSOV (Bielorussia)  a 50”
8. Igor ANTON (Spagna)   a 59”
9. John GADRET (Francia)    a 1’07”
10. Hubert DUPONT (Francia)   a 1’07”
…..
      12. Michele SCARPONI (Italia)    a 1’07”
      …..
23. Denis MENCHOV (Russia)       a 2’16”

 

CLASSIFICA GENERALE:

 

1. Alberto CONTADOR (Spagna)
2. Kanstantin SIVTSOV (Bielorussia) a 59”
3. Christophe LE MEVEL (Francia)   a 1’19”
4. Vincenzo NIBALI (Italia)   a 1’21”
5. Michele SCARPONI (Italia)  a 1’28”
6. David ARROYO DURAN (Spagna) a 1’37” 
7. Roman KREUZIGER (Rep. Ceca) a 1’41”
8. José SERPA PEREZ (Colombia)  a 1’47”
9. Dario CATALDO (Italia)   a 2’21”
10. Matteo CARRARA (Italia)  a 2’21”
……
20. Denis MENCHOV (Russia)  a 3’18”
…..
22. Joaquim RODRIGUEZ (Spagna)  a 3’34” 

 

foto da “Hetlaatstenieuws.be”

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