La scossa non è bastata!

La scossa non è bastata!

di Stefano Brugnoli

 

Commentare una partita che nel primo tempo ha rasentato lo zero assoluto è impresa difficile.
Troppo brutto per esser vero il Torino che è sceso in campo oggi nella terra di Giovannone e pertanto ogni commento al nuovo modulo di gioco voluto da Papadopulo lo posticipo al mese di aprile quando i granata si spera lo abbiano interiorizzato al meglio per poterlo esprimere…

di Stefano Brugnoli

 

Commentare una partita che nel primo tempo ha rasentato lo zero assoluto è impresa difficile.
Troppo brutto per esser vero il Torino che è sceso in campo oggi nella terra di Giovannone e pertanto ogni commento al nuovo modulo di gioco voluto da Papadopulo lo posticipo al mese di aprile quando i granata si spera lo abbiano interiorizzato al meglio per poterlo esprimere in maniera decente in campo.
Nel pessimo girone di ritorno i granata avevano fatto punti solo contro le ultime della classe Cittadella, Crotone e Portogruaro con l’eccezione della gara col Pescara (non commento ulteriormente il perché quella gara sia andata in modo diverso rispetto al trend del 2011) e pertanto era lecito attendersi di uscire dal Matusa con almeno un pareggio.
Invece sappiamo tutti com’è andata a finire.
La scossa della disperazione tentata dalla società in luogo di una programmazione a gennaio non ha portato i frutti sperati e il Torino che ormai non segna da quattro partite ha perso identità, partite punti e posizioni in classifica.
Dopo il buon finale del girone di andata nessuno si sarebbe aspettato una involuzione così grave che mette il Torino ultimo nella classifica del girone di ritorno con sette sconfitte su undici partite.
La squadra sembra non avere carattere ed è in balia degli eventi, il giochino che ha funzionato nei mesi di novembre e dicembre lo si è intravisto solo nella partita contro il Pescara (meditate gente, meditate) quando con la sua scelta Lerda si è scavato la fossa da solo e il gol di Bianchi non ha fatto altro che coprire di terra la bara del progetto dell’allenatore che invece di proseguire con le sue idee (giuste o sbagliate che fossero, ma sempre le sue idee) ha cercato una tregua che non ha dato i frutti sperati…chissà se la partita col Pescara fosse finita 2 a 1 come saremmo messi ora, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte.
A gennaio la squadra sembrava essere sulle gambe, probabilmente per i carichi di lavoro, ora alla squadra sembra che manchi la forza morale per reagire e tutto quello che produce finisce inevitabilmente per essere sprecato con conclusioni sbagliate a volte per troppa fretta, a volte per troppa sicurezza di segnare a volte perché si perde l’attimo buono per colpire.
Neanche nella prima stagione di Ezio Rossi si era arrivati a perdere quattro partite di fila e purtroppo questa stagione gli assomiglia molto, con un girone di andata discreto e un ritorno da incubo come successe anche ai tempi di Sandreani. Gli infortuni di De Vezze e Sgrigna hanno sicuramente penalizzato il nuovo tecnico che si è visto mancare due valide alternative oltre al lungodegente Iunco.
Ma non è il tempo di cercare degli alibi ora è tempo di far quadrato per cercare di invertire questa caduta senza precedenti, per evitare che questa stagione sia ricordata come la peggiore della storia granata.

(Foto Dreosti)

 

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