Ma che me frega del Toro?!?

Ma che me frega del Toro?!?

di Walter Panero

 

Sembra ieri ed invece sono passati quasi tre mesi da Toro-Padova di fine maggio: quell’orribile film horror che sarebbe davvero improprio definire partita di calcio, almeno se la guardiamo con i nostri occhi di tifosi granata, visto che probabilmente quelli veneti ricorderanno a lungo quella partita come uno dei momenti più alti della loro storia.
Ricordo la grande attesa di…

di Walter Panero

 

Sembra ieri ed invece sono passati quasi tre mesi da Toro-Padova di fine maggio: quell’orribile film horror che sarebbe davvero improprio definire partita di calcio, almeno se la guardiamo con i nostri occhi di tifosi granata, visto che probabilmente quelli veneti ricorderanno a lungo quella partita come uno dei momenti più alti della loro storia.
Ricordo la grande attesa di quel giorno. E il grande tifo di uno stadio quasi tutto granata. Purtroppo, come spesso è accaduto negli ultimi anni, le aspettative e le speranze di noi tifosi andarono deluse. Ancora una volta. L’ennesima.
Quel giorno, uscendo dallo stadio, mi resi conto che in giro c’era un comprensibile e giustificatissimo scoramento. Ebbi una sensazione strana: mi sembrava che il mondo, almeno il nostro mondo dipinto di granata, fosse finito quel giorno. Come se, raggiungendo uno dei punti più bassi della propria storia, il Toro fosse giunto alla fine della sua corsa ultra centenaria. L’impressione generale era che non ci fosse più futuro. Per il Toro. Per tutti noi.

“Adesso quei porci venderanno Bianchi ed Ogbonna e non compreranno nessuno….prenderemo il solito allenatore del cavolo….e il nostro obiettivo per la prossima stagione sarà salvarsi dalla C…”. Questo diceva la maggior parte della gente. Questo pensavo anch’io dentro di me, anche se non trovavo la forza e la voglia di esprimere ciò che provavo: infatti, da sempre, quando il Toro le busca e fa pena (cioè spesso), non riesco a fare altro che chiudermi in me stesso. In silenzio.
Un silenzio che, personalmente, ho preferito mantenere per diverse settimane nelle quali ho deciso, per così dire, di “disintossicarmi” dal Toro e, più in generale, da tutto ciò che riguarda il calcio. Una disintossicazione che ho sempre ritenuto necessaria nel periodo estivo e che onestamente quest’anno era oltremodo fondamentale. L’estate, Mondiali ed Europei a parte, è sempre stata per me un periodo nel quale dedicarmi al riposo, alle letture, ai viaggi e a seguire gli altri sport: il nuoto, l’atletica, il tennis e soprattutto il mio amatissimo ciclismo.

E il calcio con le sue telenovelas da quattro soldi a base di colpi milionari a volte solo immaginati? E il Toro con Ogbonna e il Capitano che vanno o restano a giorni alterni? Lì, in un angolino. Quasi sullo sfondo. Quasi in disparte.
Sappada appariva lontanissima dall’Alpe d’Huez dove attendevo con impazienza il passaggio del Tour. Provavo quasi un po’ di compassione per i fratelli che dicevano o scrivevano di non veder l’ora che iniziasse la nuova stagione per poter tornare allo stadio a vedere all’opera il Toro che si stava formando. Ma che Toro?!? Che calcio se io potevo assistere in diretta alla grande sfida tra Cadel Evans ed i fratelli Schleck?!? Se avevo potuto avvicinare un grandissimo come Contador? Se ero riuscito a scambiare quattro chiacchiere con una leggenda vivente come Gimondi?
Mi sentivo un uomo libero, finalmente. Quasi sollevato, come se mi fossi tolto un peso enorme dalle spalle e dallo stomaco.

“Che me frega del Toro?!? Che me frega del Toro?!? Che me frega del Toro?!?”.
Continuavo a ripetere mentalmente questa frase come un mantra, quasi per convincermi. Anche se la bandiera che portavo con me sulle strade del Tour era la nostra bandiera, l’unica che mi sento di sventolare con orgoglio. Anche se, alla prima occasione, mi attaccavo quasi di nascosto ad internet con lo scopo di venire su queste colonne per dare un’occhiata furtiva alle ultime notizie di mercato.

Che me frega del Toro?!? Dicevo ancora fino a pochi giorni fa.

Che me frega della partita col Lumezzane?
E poi eccomi lì a smanettare sul computer per cercare qualche sito che trasmettesse il match.

Che me frega del Toro che gioca a Siena?
Sarà, ma eccomi lì in una caldissima sera d’estate, chiuso in casa davanti alla televisione a provare una gioia senza limiti nel vedere che una rete locale toscana trasmetteva la partita. Ed ecco che mi ritrovo a sussultare quando Antenucci sfiora il gol al primo minuto. A soffrire quando il Siena inizia ad attaccare. Ad incazzarmi quando Vives commette un fallo sciocco che provoca il rigore della sconfitta. A deprimermi quando mi rendo conto che, al di là del buon fraseggio, non abbiamo mai tirato in porta in novanta minuti.

Che me frega del Toro?!?
Ma ecco che cerco di organizzarmi con ferie e permessi per fare in modo di non perdermi neanche un secondo delle prime tre partite interne di campionato, guarda caso tutte la sera per la gioia di chi come me abita fuori città.

Che me frega del Toro?!?
Eppure non c’è attimo della mia giornata in cui non cerchi di sapere se Rolly ed Angelo se ne andranno o resteranno con noi che ne abbiamo ancora tremendamente bisogno, alla facciazza di quelli che ora li criticano ma che, ci scommetto, sarebbero anche i primi a prendersela con la società se le cose senza di loro (o senza uno di loro) dovessero mettersi male.

Che me frega del Toro?!?
Invece eccomi qui a digitare parole sulla tastiera in una caldissima sera di agosto: potrei uscire a fare un giro, prendere un po’ d’aria, magari mangiarmi un gelato. E invece no: sono qui a parlare, a scrivere di Toro. Come sempre.

Che me frega del Toro?!?
Ma so che stasera sarò davanti ad un qualche televisore, in religioso silenzio. Col cuore come sempre in affanno, ma nel contempo pieno di speranze per questa nuova stagione che va a cominciare.

Che me frega del Toro?!?…
…Sì, sì….però Ventura sembra proprio l’uomo giusto preso per giunta al momento giusto. Però Ebagua è stato uno dei migliori attaccanti del campionato scorso ed ha trascinato il Varese ai play off. Però Iori potrebbe essere il regista che cercavamo da tanto, troppo tempo. Però Guberti è un giocatore di categoria superiore. Uomini che, se li avesse presi qualcuna delle nostre avversarie, saremmo lì a dire: “ecco….gli altri comprano….e lo fanno per tempo!…Invece noi siamo sempre lì a guardare e ad aspettare i saldi di fine stagione”.

Che me frega del Toro?!?….
…Ma quando vedo certa gente, anche fratelli o sedicenti tali, che ne parlano male non riesco a fare a meno di incazzarmi e di rispondere per le rime. Che si vergognino loro, se vogliono, di essere del Toro! Mi spiace, anzi non mi spiace affatto, ma questo a me non capiterà mai. Perché? Semplice: perché IO SONO DEL TORO!

Che me frega del Toro un bel par di balle!
Oggi inizia un nuovo campionato. Il terzo consecutivo in serie B. Sono stufo, non solo e non tanto di vedere giocare il Toro in B, ma di vedere un Toro che non è il Toro e manco ci somiglia. Non vorrei più assistere a campionati deprimenti come lo scorso: iniziato malissimo, continuato male, finito peggio. Un campionato nel quale, dopo circa due mesi, si era già capito che l’unico obiettivo realistico potevano essere i play off. Sono stufo di vedere una squadra senza gioco e soprattutto senza palle. Una squadra che, specie in casa, ha paura di tutto e di tutti. Una squadra che si sente superiore a chiunque, ma che lo è solo in superbia.
Allo stesso modo, sono stufo di una tifoseria divisa che pensa più ad insultare e ad insultarsi che a sostenere la squadra. Che pensa più a dire “io l’avevo detto” riferendosi a questo o quel giocatore, a questo o quell’allenatore, a questo o quel dirigente piuttosto che a tifare. Che pensa più a rappresentare sé stessa e le proprie idee che a tenere alta la nostra bandiera.

So che sto per dire una serie di ovvietà, ma quest’anno vorrei vedere una squadra consapevole dei propri limiti ma anche delle proprie possibilità. Una squadra che non abbia paura e che, soprattutto in casa, sappia imporre il proprio gioco senza se possibile farsi bucare alla prima occasione. Una squadra che, come ha ribadito più volte il Nostro Mister, sappia riportare un po’ di entusiasmo tra il nostro popolo depresso e litigioso e riavvicinare quello stesso popolo allo stadio. Una squadra che sia veramente degna della maglia e del nome che porta. Una squadra per la quale nessuno possa più dire, come troppo spesso accade, che me frega del Toro!
Sto sognando? Sto delirando? Forse sì. Perdonatemi: credo sia colpa del caldo!

In bocca al lupo e buona stagione a tutti coloro che vogliono veramente bene alla nostra bandiera ed ai nostri colori.

Forza Toro sempre, comunque ed ovunque!

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