Il calciomercato estero e altre cose belle sparse per il mondo…

Il calciomercato estero e altre cose belle sparse per il mondo…

Tackle / La rubrica di Jacopo Di Miceli

Premier, Liga, e campionato tedesco. Nel suo consueto appuntamento sulle nostre pagine, Jacopo Di Miceli fa una disamina perfetta dello stato attuale del calciomercato. Non quello nostrano, ma quello che opera oltre i nostri confini: tra sprechi ed esagerazioni…

PREMIER LEAGUE – La sontuosità del campionato inglese ha ormai toccato vette di tale perfezione che è quasi irritante assistere alla scioltezza con cui i club di Premier fanno piovere sterline oltre lo stretto della Manica, nell’arduo e sconcertante tentativo di migliorarsi ancora. Il mercato invernale della perfida Albione è un inutile orpello, anzi – oserei dire – è una provocazione bella e buona, come rivestire d’oro la facciata di Versailles. 

Prendete, ad esempio, le prime due della classe, Chelsea e Manchester City, che possono permettersi, con la massima nonchalance possibile, di relegare in panchina superuomini come Drogba, Filipe Luis, Lampard, Kolarov o Dzeko, gente che farebbe la fortuna di qualsiasi società di Serie A.
Eccole, però, a gennaio, nel mercato di “riparazione” (che, ormai, abbiamo capito essere un’espressione piuttosto indisponente se trasposta nel contesto inglese), spendere più di 30 milioni a testa per rimpolpare i rispettivi reparti d’attacco.

Pellegrini si è visto recapitare dallo Swansea Wilfried Bony, boa della Costa d’Avorio e capocannoniere di Premier nell’anno solare 2014. Bony, arrivato per supplire alle ripetute magagne fisiche di Aguero e Dzeko, ha già scavalcato nelle gerarchie Jovetic, appena escluso dalla lista Champions: uno spreco che suscita un’indignazione impossibile da descrivere senza scivolare nel turpiloquio.
Mourinho, invece, prima di rovesciare una vagonata di banconote con il volto della Regina sulla testa dei Della Valle per l’acquisto di Cuadrado, ha almeno avuto il buon gusto di vendere Schurrle per una cifra quasi equivalente.

Qualche posizione più indietro, a Wenger non è sfuggita una statistica che vedeva il difensore brasiliano Gabriel Paulista ai primi posti nella classifica per palloni intercettati in tutta la Liga spagnola. Sono stati così scuciti 15 milioni per portare il talentuoso centrale del Villareal all’Arsenal.
Non rischia la figura dello spilorcio neppure il patron del Leicester, formazione in lotta per la salvezza, che si è aggiudicata per 9 milioni Andrej Kramaric dello Rijeka. Con i suoi 37 gol in 42 partite l’attaccante della nazionale croata ha trascinato la sua squadra fino al 3° posto nei gironi di Europa League, davanti ai ben più quotati belgi dello Standard Liegi.

LIGA – Che ad Ancelotti Illaramendi non avesse mai stuzzicato grandi fantasie lo si era intuito (d’altronde, è anche normale se ti sei abituato a disporre per anni di un certo Andrea Pirlo in quel ruolo). I dirigenti del Real Madrid non sono però tipi da storcere il naso quando si tratta di soddisfare i piccoli ghiribizzi dei loro allenatori. Quello del tecnico italiano si chiama Lucas Silva: “volante” del Cruzeiro, quotazione di 13 milioni di euro, a 22 anni ha già un palmares che né io né voi tutti insieme riusciremmo a eguagliare. Presumibilmente sarà lo stesso Silva a insidiare il posto a Khedira, Kroos e Modric, con buona pace del basco Illaramendi.

Nella stessa zona del campo il Valencia, con una mossa finanziaria cui stento ancora a credere, viste le sempre moribonde casse degli andalusi, si è assicurato per 25 milioni i servigi di Enzo Perez, medianone argentino messosi in luce nel Benfica.

BUNDESLIGA – Difficile sapere di cosa abbia più disperato bisogno il Borussia Dortmund per risollevarsi dall’inaspettato baratro della retrocessione, se dei poteri magici di uno stregone o di un viaggio taumaturgico a Medjugorje. Per ora è arrivato Kevin Kampl, centrocampista sloveno del Salisburgo pagato 12 milioni. L’esordio è stato subito positivo, ma la crisi dei gialloneri stenta a essere spazzata via. Fossi in Klopp, a questo punto non me la sentirei di escludere le prime due opzioni.

Chi, invece, veleggia sereno, sospinto dai venti dell’entusiasmo, è il redivivo Wolfsburg, che, dopo qualche stagione appannata, è tornato a calcare le zone alte della Bundes. La proprietà Volkswagen, ingolosita dai risultati, non ha esitato a sganciare 32 milioni per riportare in Germania André Schurrle, chiuso al Chelsea da Hazard. L’ala ex Leverkusen potrà fornire un prezioso contributo per la rincorsa al primo posto, che, dopo il 4-1 rifilato al Bayern Monaco, non pare più un’utopia.

ALTRE COSE BELLE SPARSE PER IL MONDO – Il mercato invernale ha certificato l’ascesa di nuove potenze calcistiche. Mentre in Francia il Monaco è tornato a spendere dopo un’estate al risparmio, riscattando per quasi 16 milioni Bernardo Silva, promettente trequartista mancino, fuori dall’Europa il Guangzhou Evergrande guidato da Fabio Cannavaro si colloca addirittura al 3° posto al mondo per spese effettuate. Per la “modica” cifra di 26 milioni l’ex difensore della nazionale italiana ha ottenuto un profondo restyling dell’attacco, grazie allo sbarco in Cina dei brasiliani Ricardo Goulart, dal Cruzeiro, e Alan, dal Salisburgo. 

Al 6° posto, poi, troviamo sorprendentemente i messicani dell’America, – che al pari degli altri club del campionato messicano – si sono ormai stabilizzati come un interessante polo di attrazione per i giocatori dell’America Latina, mettendosi così in concorrenza con le tradizionali società di Brasile e Argentina.

Infine, al riparo da sguardi indiscreti, nelle ombre della Serie B tedesca, sta crescendo una nuova realtà sovvenzionata dal ricchissimo gruppo Redbull, già proprietario del Salisburgo. Si tratta del Lipsia, attualmente settimo, che già in estate aveva provato il salto di qualità con gli acquisti di Rebic e Commper dalla Fiorentina. In questa sessione ha investito ben 7 milioni per l’attaccante israeliano Damari dell’Austria Vienna, capocannoniere delle qualificazioni ad Euro 2016, e 3,7 per Forsberg del Malmoe. Si aprono in questo modo gustosi e, allo stesso tempo, terribili scenari primaverili: nei panni di un tifoso del Borussia, spererei con tutto il cuore di non assistere a uno spareggio-Bundesliga con gli outsider del Lipsia.

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