Mercato in uscita, spina nel fianco

Mercato in uscita, spina nel fianco

di Alessandro Salvatico

L’ha detto Rino Foschi: “Il nostro problema è vendere”. L’ha ribadito Urbano Cairo: “Abbiamo 28 giocatori, decisamente troppi”. Una questione da affrontare, un po’ come accaduto in Estate, a fine Agosto, quando i granata si trovarono nell’urgenza di sfoltire, riuscendovi solo in parte, e rimandando a Gennaio tale…

di Alessandro Salvatico

L’ha detto Rino Foschi: “Il nostro problema è vendere”. L’ha ribadito Urbano Cairo: “Abbiamo 28 giocatori, decisamente troppi”. Una questione da affrontare, un po’ come accaduto in Estate, a fine Agosto, quando i granata si trovarono nell’urgenza di sfoltire, riuscendovi solo in parte, e rimandando a Gennaio tale incombenza. Incombenza che è rimasta invece totalmente incompiuta, anzi peggiorata con l’arrivo di altri due elementi, che paiono destinati a non rimanere tali.

Un parco-giocatori tanto ampio, è risaputo, rischia di creare problemi all’interno dello spogliatoio, dove per forza di cose in molti si troverebbero confinati in tribuna, a non giocare praticamente mai. E crea anche problemi al portafoglio presidenziale, che deve accollarsi una trentina di ingaggi. Mancano quattro giorni alla fine del mercato ed il Torino è impegnato su questo fronte, così come lo è su quello dei necessari rinforzi per la squadra. Un’impresa ardua, per il nuovo direttore sportivo.

Gli esuberi più chiari a tutti sono tre: Franceschini, Malonga e Ventola. Quest’ultimo al 99% resterà però in granata, come sappiamo da fonti certe. L’unica trattativa imbastita con un club interessato al suo cartellino era quella con il Livorno, che si è poi orientato sull’argentino Cellerino per rinforzare il proprio reparto avanzato. Ventola non ha ancora 31 anni, non ha patito un infortunio neppure minimo dall’inizio del ritiro estivo, ma non gli viene concessa un’opportunità neppure ora che l’attacco granata è più asfittico che mai: giocano comunque sempre e solo tre giocatori, ossia Amoruso, Bianchi e Stellone. Il barese è entrato in campo con la Lazio (da portiere) e a Udine (dove colse una clamorosa traversa in spaccata volante). Resterà, deluso ma professionale.

L’insistenza esclusiva sui tre attaccanti “titolari” estromette completamente anche Dominique Malonga. Una partenza del francesino è ancora possibile, per un prestito in cadetteria presso Cittadella o Pisa, due società interessate ad assicurarsene le prestazioni fino a Giugno. Ma il tempo stringe davvero, ora. Difficile trovare una piazza per Ivan Franceschini, più che mai in disparte con l’arrivo di due nuovi difensori (Dellafiore e Rivalta); l’unica soluzione praticabile è uno scambio con una società presumibilmente di B, come l’AlbinoLeffe nel caso l’interesse del Torino per il centrocampista Carobbio dovesse mostrarsi davvero concreto.

Ricky Vailatti, utilizzato due volte da Novellino seppur solo per contingenze estreme, è un elemento che non può considerarsi certo al 100% della permanenza in granata. Ma la fiducia del tecnico è tanto poca che le due presenze gli hanno fruttato appena 87 minuti, meno di una partita intera, con un subentro+sostituzione nell’ultima occasione; il giovane torinese prenderebbe in esame altre proposte, se solo ce ne fossero.

Trattative per altri giocatori sono possibili sono nell’ottica di uno scambio, come quello ventilato con la Sampdoria per Pratali (Stankevicius la contropartita, prima dell’arrivo di Rivalta), o alcuni discorsi in piedi con la Fiorentina, ma i giorni a disposizione sono davvero pochi. Anche l’interessamento della Reggina per Alex Calderoni avrebbe potuto portare per lo meno ad una trattativa, stante la stima di Novellino per Jimmy Fontana che il mister terrebbe tranquillamente come dodicesimo, ma questi ultimi scampoli di mercato non permettono più operazioni simili.

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