Torino e Sud America: Mancuello il nome nuovo

Torino e Sud America: Mancuello il nome nuovo

Calciomercato / Petrachi vuole partire, ma resta impegnato su più fronti: il centrocampista dell’Independiente ha il doppio passaporto

Precedenza la mercato italiano, già sondato su più fronti (qui i dettagli), senza tralasciare le questioni interne. Quindi un occhio e un orecchio sempre orientati verso il Sud America. Laddove è spuntato da poco un nuovo profilo: Federico Mancuello, polivalente centrocampista argentino classe ’89, dal passaporto italiano, capace di adattarsi in una mediana a tre, in linea e all’occorrenza di trasformarsi in esterno fluidificante. Seguito anche da Palermo e Celta Vigo, il suo contratto con l’Independiente scadrà a dicembre 2016. Dieci gol e 5 assist nel Torneo Inicial, una delle più belle novità della nazionale albiceleste guidata dal Tata Martino che lo ha convocato in due occasioni. Lui ha ripagato la fiducia, segnando all’esordio con la Selección. 

Il mercato del Torino è quindi pronto a prendere il via, ovviamente, non appena terminato il campionato. L’ultima sfida contro il Cesena romperà gli indugi, poi partiranno i corteggiamenti e le trattative serrate. Risolta la ”questione-Maxi Lopez”, per il quale i granata hanno esercitato l’opzione unilaterale di prolungamento sino al 2016, il Torino avrà tempo sino al 30 giugno 2015 per risolvere una volta per tutte le comproprietà di Verdi e Benassi. Discorso simile per quanto riguarda l’opzione per il riscatto del cartellino di El Kaddouri, per il quale la dirigenza di via Arcivescovado proverà ad abbassare per quanto possibile l’esborso economico. 

In mezzo a tutto questo, c’è ancora la famigerata ”Missione in Sud America”, rimandata già una volta dal direttore sportivo Petrachi. Zavagno ha visto molte più partite del previsto e le segnalazioni sono sensibilmente aumentate. Le tappe, per ora, restano le stesse: Brasile, Argentina, Uruguay. E i nomi, già segnalati su queste pagine, sono sempre sul taccuino del direttore sportivo Petrachi. Il quale vorrebbe partire al più presto, cercando di verificare di persona le doti dei giocatori segnalati, che più lo hanno positivamente incuriosito. 

Dalle rivelazioni del Brasileirão come Marcos Guilherme, Erik e Geuvânio (lo manda Leo Junior), giovani stelle rispettivamente in forza ad Atletico Paranaense, Goiás e Santos, agli uruguaiani Arambarri e Mathìas Suarez del Defensor. Il primo, centrocampista roccioso e dinamico (qui la scheda completa): un metro e settantaquattro centimetri d’altezza, per 71 chilogrammi, fisico possente che lo favorisce negli inserimenti. Abile anche nel giocare davanti alla difesa. Il secondo, classe ’96, è considerato il miglior terzino della sua generazione (leggi qui), perfetto per il 3-5-2, capace di adattarsi all’occorrenza anche come marcatore centrale.

Sullo sfondo poi le altre segnalazioni, come il paraguaiano Miguel Almiron del Cerro Porteño, il costoso (probabilmente troppo costoso) Vangioni. La precedenza è riservata ai casi interni e al mercato italiano, ma il Sud America non per il Torino e per Petrachi, non passa mai di moda.

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