Belotti, contro il Chievo per sfatare la “maledizione veronese”

Belotti, contro il Chievo per sfatare la “maledizione veronese”

Guai e sfortune contro scaligeri e clivensi per il capitano granata

di Roberto Bianco

Scorre qualcosa di più della semplice sfortuna tra Andrea Belotti e le formazioni veronesi. Il 1° ottobre del 2017, 7a giornata di campionato, contro il Verona di Pecchia e dell’ex Cerci, il capitano granata patì l’infortunio che mise nei guai sia il Toro che l’Italia di Mister Ventura. Anno da dimenticare per il Gallo, condizionato e ridimensionato da quell’infortunio e dalle ricadute che seguirono. Una maledizione.

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Malaugurata sorte anche con l’altra formazione veronese. Il Chievo è la squadra che il Gallo ha affrontato più volte in Serie A, ben otto, senza essere mai riuscito a segnare. L’occasione più semplice per fare male ai gialloblù arriva nel novembre del 2017, durante l’ultimo Torino-Chievo: penalty a favore, ma il capitano granata si fa ribattere il tiro dal para-rigori Sorrentino. Porta stregata anche negli ultimi due match, nell’aprile 2018, quando lo stesso Belotti ciabatta una buona occasione in area, e nella partita del girone d’andata, quando solo l’unica rete fin qui realizzata da Zaza ha permesso ai granata di piegare le resistenze clivensi.

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Domenica, all’ora di pranzo, Belotti ha l’opportunità di sfatare la “maledizione veronese”. Contro il Chievo fanalino di coda, di fronte a una delle peggiori difese del campionato, il Gallo è chiamato a dare al Toro il suo contributo sottoporta, muovere la classifica marcatori e ritrovare la sua proverbiale confidenza con il goal. Gioia che manca dal 29 dicembre scorso, rete su rigore decisiva per il pareggio in casa della Lazio. Il suo ritorno al goal è il principale margine di miglioramento del Torino, in una corsa all’Europa che vede i granata pienamente protagonisti.

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  1. peter1 - 4 settimane fa

    Il Gallo è un combattente e, in campo, si dimostra molto altruista. Se solo fosse più freddo in zona gol, avremmo un attaccante che tutte le altre consorelle della A ci invidierebbero a occhi chiusi.

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