Serie A 2015-2016, alla scoperta delle due new entry Carpi e Frosinone

Serie A 2015-2016, alla scoperta delle due new entry Carpi e Frosinone

La prossima Serie A/ Alla faccia di Lotito, le due piccole realtà sono entrate nella massima serie dalla porta principale: sarà un campionato inedito

 

La prossima Serie A è alle porte. In questi giorni, non tiene banco soltanto il calciomercato: le squadre stanno già per iniziare i ritiri pre-campionato, e tra presentazioni ufficiali e dichiarazioni di rito, i motori si stanno già scaldando. La stagione 2015-2016 sarà però piuttosto particolare. Nella massima serie infatti faranno la loro prima apparizione Carpi e Frosinone, entrambe promosse meritatamente e a sorpresa (se si considerano le previsioni di inizio campionato cadetto). Una situazione (quella con delle new entry nella massima serie) che non si verificava dal 2005-2006, quando esordiva in Serie A il Treviso, promosso dopo il caos e il fallimento di Genoa e Torino. Una situazione dunque per certi versi inedita da una decina d’anni: andiamo a conoscere meglio le due nuove squadre.

CARPI – Il Carpi ha una storia lontana dal grande calcio e dai grandi palcoscenici, ma non per questo da nomi conosciuti per la nostra Serie A. La società emiliana ha militato per anni tra Eccellenza e Serie D, fino a fare il salto di qualità intorno agli anni ’90 con l’approdo in Serie C, grazie alla guida di allenatori come Di Canio e De Biasi, che poi sarebbero approdati in squadre più blasonate. Dopo quel periodo considerato di grande successo, il ritorno nel baratro: i biancorossi prima retrocessero, poi fallirono nel 2000. Tra il 2002 e il 2009, il ritorno ai vecchi campi della Serie D. A partire dal secondo decennio dei duemila, però, arrivano solo successi: inizia una scalata che porta il Calcio Carpi ad esordire prima in Serie B nel 2013, ed ora nella massima serie. Solo quattro sconfitte in tutta la stagione, la miglior difesa ed un’organizzazione di gioco che fa invidia a molte squadre ben più quotate. Stadio a dimensioni ridotte (4mila posti circa, da ampliare a 10mila), ingaggi minimi, giocatori tutt’altro che noti al grande pubblico, un proprietario non particolarmente ricco: in pochi si spiegano il successo degli emiliani, ma certamente è una bella favola per il calcio moderno.

FROSINONE– Storia simile quella del Frosinone. I ciociari sono approdati per la prima volta nella loro storia in Serie B nel 2006. Lo scorso anno, poi, hanno ottenuto la promozione nella serie cadetta, alla quale hanno preso parte con l’obbiettivo di salvarsi, ma sono andati oltre le aspettative. L’allenatore è un’ex conoscenza granata: Roberto Stellone, attaccante protagonista della prima era Cairo e della storica promozione del 2006 di fronte ai 60mila del Delle Alpi. Non è il solo ex granata però ad aver contribuito alla promozione: tra le fila dei gialloblu è passato anche Mario Santana in prestito dal Genoa, esterno d’attacco che ha militato sotto la Mole due stagioni fa. A differenza del Carpi, il Frosinone è leggermente superiore per seguito e tifoseria. Il “Matusa”, storico stadio dei ciociari, ha 10mila posti a sedere, ma è già partito il progetto per la costruzione di un nuovo impianto e la demolizione di quello vecchio comunale.

Comunque sia, le due squadre hanno molto in comune e rappresentano quel calcio sano e puro di provincia, ancora poco contaminato e rovinato dalle grandi attenzioni di un pubblico più vasto e dai soldi, i brogli e gli interessi che rischiano di derivare da questo. Per la felicità di Lotito, un bel pezzo d’Italia “tifa” per queste due belle e semplici realtà. Tra scandali loschi e una mercificazione di tutto il possibile sempre più dilagante, Carpi e Frosinone, salvo contaminazioni, non possono che fare bene allo spirito della nostra Serie A.

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