Serie A, ecco come cambiano le gerarchie dopo il mercato

Serie A, ecco come cambiano le gerarchie dopo il mercato

Calciomercato/ Ieri si è finalmente concluso il mercato invernale, andiamo a scoprire come sono cambiate le squadre di serie A e le gerarchie del campionato.

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Come sempre in ogni mercato c’è chi si è mosso molto e chi molto meno, chi ha cercato di fare degli acquisti mirati secondo le proprie necessità (e possibilità) e chi si è scatenato rivoluzionando la squadra, facendo in alcuni casi probabilmente più danni che altro. Insomma: non sempre fare tanti acquisti significa fare acquisti migliori.

CHI SALE – Chi ha fatto pochi acquisti ma molto mirati è stato il Napoli: sono arrivati solo Strinic in difesa e Gabbiadini in attacco, per sostituire l’infortunato Insigne. Due ottimi innesti: l’ex doriano classe 1991 è stato pagato 13 milioni, ma li vale tutti. Ha deciso la partita con il Chievo e si preannuncia come l’arma in più del Napoli nella lotta per il secondo posto. Ivan Strinic invece si è subito preso il posto da titolare andando a rinforzare il reparto difensivo, anello debole degli azzurri nel girone d’andata. Interessanti anche gli acquisti del nuovo Cagliari guidato da Zola, che, impelagato nella lotta per non retrocedere, si è mosso con attenzione per cercare di puntellare la rosa. In avanti sono arrivati in prestito il venticinquenne croato Cop, che ha subito firmato un gol fondamentale contro il Sassuolo, e il giovane talento belga M’poku, nome da seguire. Tra i pali poi è sbarcato sull’isola l’ex Udinese Brkic, acquisto importante destinato ad aiutare non poco la terza peggiore difesa del campionato. Importante investimento anche per l’Atalanta che si è rafforzata in attacco con l’arrivo di Pinilla, subito in gol nello scontro diretto contro il Cagliari.

CHI HA RIVOLUZIONATO – Diverse società invece hanno voluto (o dovuto) rivoluzionare la rosa con partenze ed innesti ad effetto. Tra queste spicca certamente la Sampdoria: il pittoresco Ferrero ha ceduto Gabbiadini, faro della squadra fino a dicembre, Gastaldello e Krsticic, portando però sotto la Lanterna giocatori come Muriel, Eto’o, Coda, Acquah, Munoz (in prestito fino a giugno), e i giovani Correa e Bonazzoli (quest’ultimo arriverà a giugno), oltre alla grottesca vicenda Diakitè, prima preso e poi scaricato dai blucerchiati. Questo via vai però ha finora creato più scompiglio che altro: Eto’o ha già litigato con Mihajlovic, la Samp è stata strapazzata a Torino dai granata e la piazza si è improvvisamente trovata in subbuglio. Discorso simile per l’Inter: gli arrivi in nerazzurro di Podolski e Shaqiri, accolti come messia dai tifosi, non paiono aver risolto i problemi di identità della squadra di Mancini. Curiosità desta la Fiorentina che di fronte a 31 milioni più bonus ha rinunciato alla classe di Cuadrado ripiegando su diversi innesti, tutti da valutare: sono arrivati in viola Diamanti, Gilardino, Salah e Rosi, oltre al secondo portiere Rosati. Confusionario il mercato del Milan che prima ha preso Cerci lasciando partire Torres, poi è riuscito a fare vestire il rossonero a Destro ed infine si è reso conto delle proprie lacune difensive e ha provato a porvi rimedio con gli arrivi last minute di Antonelli, Bocchetti e Paletta. Infine la Roma: divisa tra l’inseguimento sempre più complicato alla Juve e la difesa del secondo posto la squadra di Garcia, falcidiata anche da numerosi infortuni, ha risolto le spinose questioni Destro e Borriello cedendo entrambi. Così è arrivato Doumbia (ora però in Coppa D’Africa) seguito da Spolli e Ibarbo per quello che è sembrato un mercato più ‘costretto’ dalle necessità che voluto.

CHI E’ STABILE E CHI SCENDE – Chi esce ‘sconfitto’ dalla sessione di mercato invernale? Per le note vicende societarie ovviamente il Parma, costretto a lasciar andare via tutti i giocatori migliori e destinato ormai ad una traumatica discesa in serie B. Male anche il Cesena, che non si è rinforzato nonostante la classifica deficitaria, e il Genoa che ha perso giocatori importanti sostituendoli con elementi non dello stesso valore, specie in attacco. Tra le squadre invece che restano ‘stabili’ c’è il Toro, con l’arrivo di IchazoMaxi Lopez e Gonzalez, il Chievo che ha puntato sull’interessante innesto di Fetfatzidis, l’Empoli che ha inserito Saponara nel collaudato meccanismo di Sarri e la Juventus, che dall’alto della sua salda prima posizione si è limitata a fare operazioni ‘di contorno’ con gli innesti di Sturaro e Matri e la partenza di Giovinco.

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