Toro, dall’emergenza arrivano grandi sorprese

Toro, dall’emergenza arrivano grandi sorprese

In una situazione di assoluta emergenza – con una formazione titolare in cui solo uno dei 3 difensori schierati era in realtà un centrale di ruolo – il Toro riesce a sorprendere tutti, a partire dall’Inter, con un inizio gara strepitoso che sembra condizionare tutto il match.
 
In una situazione di assoluta emergenza – con una formazione titolare in cui solo uno dei 3 difensori schierati era in realtà un centrale di ruolo – il Toro riesce a sorprendere tutti, a partire dall’Inter, con un inizio gara strepitoso che sembra condizionare tutto il match.
 
AVVIO MICIDIALE–Fin dal fischio d’inizio infatti, in campo si vede solo il Torino, trascinato da un grandissimo Alessio Cerci che prima colpisce un palo clamoroso (il sesto stagionale per i granata, record condiviso con la Juventus) e poi si conquista rigore ed espulsione di Handanovic, con i nerazzurri costretti a giocare in inferiorità numerica per 85 minuti. Ancora una volta Cerci si è dimostrato l’uomo in più dei granata: per lui 7 tiri totali e 5 dribbling riusciti su 7 tentati, tutti record per un giocatore del Toro in un singolo incontro di questa stagione.
 
SOLITE DISATTENZIONI– A macchiare una buona prestazione dei granata, che avrebbe potuto (forse dovuto, data la superiorità numerica) regalare i tre punti contro la più quotata Inter, ancora troppi errori individuali e disattenzioni difensive. Il primo gol dell’Inter è il terzo subito su situazioni di calcio d’angolo (record negativo), l’ottavo su palle inattive, inclusi i rigori. Il secondo è stato causato da un grave errore in uscita di Padelli, il terzo è responsabilità di Darmian (e in situazioni come quella il non essere un difensore centrale di ruolo può risultare fatale). Sale a 8 il conto dei punti persi da situazione di vantaggio, nessuna squadra ha fatto peggio in questa Serie A.
 
LE TRE SORPRESE – Nonostante questo, Mister Ventura ha avuto buoni riscontri dai giocatori meno utilizzati finora, e anche da quelli a cui ha richiesto qualche sacrificio in più in ruoli a loro non propriamente consoni (ad eccezione di quell’errore di Darmian in marcatura). Spiccano in particolare le prestazioni di Farnerud, Vives e Bellomo. Lo svedese ha trovato la sua prima rete in maglia granata, il centrocampista napoletano si è mostrato a suo agio in una posizione in cui non aveva mai giocato (per lui 5 palloni recuperati, nessuno meglio in questo match), mentre il barese nei pochi minuti a disposizione ha firmato, con un po’ di fortuna, il primo e importantissimo gol in Serie A, quello del pareggio finale.
 
UN TORO COL VIZIO DEL GOL–Tra i vari aspetti positivi di questo inizio di stagione, non possiamo trascurare la buona vena realizzativa della squadra granata: escludendo le sconfitte con Atalanta e Juventus, il Toro ha trovato almeno due reti in tutti gli altri sei incontri. In totale sono 13 i gol firmati da Cerci e compagni: il Torino non ne metteva a segno così tanti nelle prime 8 partite di Serie A dal 1978/79. Ben altri tempi: quell’anno il Toro chiuse il campionato al quinto posto.
 
Giacomo Zanetello (Twitter: Zanna_81)
Dati forniti da Opta  – www.optasports.com/it
 
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