Toro, messaggio allo Zenit: (per fortuna) non siamo la Juve!

Toro, messaggio allo Zenit: (per fortuna) non siamo la Juve!

Il Granata della Porta Accanto/ I tifosi a Caselle ad accogliere la squadra il più bel segnale: c’è un ritorno da giocare alla morte. E su Benassi…


Ci sono partite da Toro e partite da Toro. Nel senso che ci sono partite in cui il Toro riesce con la grinta e con il cuore a fare dei miracoli (vedi recentemente Athletic…

Il Granata della Porta Accanto/ I tifosi a Caselle ad accogliere la squadra il più bel segnale: c’è un ritorno da giocare alla morte. E su Benassi…


Ci sono partite da Toro e partite da Toro. Nel senso che ci sono partite in cui il Toro riesce con la grinta e con il cuore a fare dei miracoli (vedi recentemente Athletic e Napoli) ed altre in cui tra arbitraggi insulsi e cavolate incredibili proprie riesce a perdere nelle maniere più “fantasiose” possibili (qualcuno di voi è stato a Reggio Emilia nel famoso spareggio con il Perugia, ad esempio?).
Ecco, la partita con lo Zenit si colloca in questa seconda categoria.
Per dieci giorni ne abbiamo fantasticato come di una sfida epica, di un passaggio cruciale della nostra recente storia, dell’ennesima prova di maturità nel lungo percorso di crescita venturiano e poi un doppio giallo di Benassi ci costringe a commentare un’amara (ed inevitabile) sconfitta in quel di San Pietroburgo. Alla vista del cartellino rosso sventolato in faccia all’ex centrocampista del Livorno quanti di voi hanno pensato alla straordinaria partita del PSG la sera prima che in 10 (senza Ibrahimovic!) ha strappato la qualificazione in Champions al Chelsea di Mourinho? Bè, noi non siamo il PSG. E per fortuna, aggiungo io! E non siamo nemmeno la Juve che si sarebbe sognata di vedere tanti tifosi a Caselle ad accogliere comunque con affetto la squadra sebbene non sia tornata trionfante dalla Russia. Questo è lo spirito del Toro, dei suoi tifosi e della sua tribolata ma bellissima storia. Se la Juve tornasse da Dortmund senza qualificazione quante sciarpe bianconere si vedrebbero allo scalo torinese?
Girano le scatole a perdere 2-0 senza aver avuto la possibilità di giocare ad armi pari almeno nel numero di uomini in campo. Però abbiamo perso con lo Zenit San Pietroburgo non con il Cittadella o l’Albinoleffe! Ragazzi, a poterne giocare di partite così! E’ vero non siamo forti come sogneremmo, non facciamo miracoli in serie, ma dobbiamo renderci conto che il primo gol lo abbiamo subito da un giocatore pagato 40 milioni di euro, cioè come quasi tutto il fatturato annuale della società Torino FC. Io odio questi esercizi contabili che pesano il valore di una squadra in base al valore economico della società perchè in fondo in campo non ci vanno i bilanci ma 22 ragazzi capaci più o meno di giocare a pallone e che tu valga 100 milioni o 100 mila euro alla fine non sempre questo fa la differenza. Non sempre, anche se in questo caso è stato così.
Io dico che al di là del 2-0 subìto, c’è una partita (90 minuti, più eventuali 30, più eventuali calci di rigore) ancora da giocare in casa nostra e, possibilmente, in undici contro undici. Tutto è teoricamente ancora possibile. Loro hanno i soldi, i campioni strapagati, ma noi siamo il Toro e loro questo non potranno mai esserlo! Noi venticinquemila che saremo sugli spalti del Comunale avremo il compito di spingere questi nostri ragazzi a dare il massimo affinchè, vada come vada, escano dal campo consapevoli che di meglio non si poteva fare. E sono certo che qualificazione o meno alla fine sarà una festa comunque. Perchè non siamo la Juve. Per fortuna.
Lasciatemi finire con una battuta sul “povero” Benassi. Il ragazzo ha diritto di fare i suoi errori e crescere accumulando esperienza, ma, diavolo, proprio contro la Juve e lo Zenit doveva pagare i suoi “peccati” di gioventù? Avesse sbagliato contro un Sassuolo qualunque nessuno ne avrebbe più parlato dopo un paio di giorni. In simpatia mi viene da consigliargli di fare una gita al mare durante il ponte del 25 aprile. Il 26 c’è il derby di ritorno…

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