Toro, trova la differenza

Toro, trova la differenza

di Luca Sgarbi

E’ come aprire la “Settimana Enigmistica”.
Sfogli una pagina, sfogli quella successiva e vai alla ricerca del tuo gioco preferito. Che, nel nostro caso, si chiama “Trova la differenza”.
Nel disegno le protagoniste preferite – e chi sennò. Cinque a caso. Novara, Varese, Reggina, Padova e Torino. Tre pretendenti certe al ballo e uno spareggione in arrivo. Senza dimenticarci per un attimo…

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di Luca Sgarbi

E’ come aprire la “Settimana Enigmistica”.
Sfogli una pagina, sfogli quella successiva e vai alla ricerca del tuo gioco preferito. Che, nel nostro caso, si chiama “Trova la differenza”.
Nel disegno le protagoniste preferite – e chi sennò. Cinque a caso. Novara, Varese, Reggina, Padova e Torino. Tre pretendenti certe al ballo e uno spareggione in arrivo. Senza dimenticarci per un attimo di quel disegno nel quale scorgere la differenza. L’uomo diverso.  Quello che una e una soltanto ha (e non sempre sfrutta). Quello capace di creare la differenza. Differenza, differenza, differenza. Ripetere per rendersi conto. Differenza, differenza, differenza. Ripetere ossessivamente, giusto per capire che “no, in serie B non è proprio una cosa normale avere uno così”.
Il buon Rolando, a tratti furioso, spesso decisivo, qualche volta impalpabile. Ma pur sempre Rolando. Oggetto da 45 gol in due anni, materiale da trattare con estrema cura per le difese avversarie. 
Innescare lui, innescarlo a dovere, significa vincere. Significa creare la differenza rispetto a tutte le altre, significa urlare “io ce l’ho e voi no”. Da lì bisogna ripartire, detto alla giornata 42 fa strano ma è così.
Di chi è Rolando? Del Novara? No, loro hanno Bertani e Gonzalez, due che alla doppia cifra stappano la bottiglia.
Di chi è Rolando? Del Varese? No, a Varese c’è Ebagua, buon giocatore, ma con tutto il rispetto…
Di chi è Rolando? Della Reggina? No, sullo Stretto si tengono stretti stretti Bonazzoli, Campagnacci e compagnia bella. Ma, per piacere, non ditemi che fareste cambio.
Di chi è Rolando? Del Padova? No, a Padova cannoneggia – per  modo di dire – Ardemagni, uno che si è sgonfiato come un copertone bucato quest’anno. C’era Succi, tempo d’inverno, ma ora non c’è. E quindi, la differenza, è tutta lì. Che tu, di Rolando, non ti devi preoccupare. Gli altri eccome.
Analisi riduttiva? Certo, ma è un gioco. Quasi come  esibire una figurina. La mostri e ti senti più forte. Magia. La mostri e speri che l’illusione duri a sufficenza. Perchè per il grande ballo serve un grande ballerino. Che tu hai. E gli altri no.

(Foto Dreosti)

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