Toro, pareggio con rammarico

Toro, pareggio con rammarico

Questo Toro rasenta ormai la linea dell’impossibile. Vuoi per sfortuna, vuoi per ingenuità, la squadra granata rischia di diventare un’incompiuta. Dopo il Milan e il Verona anche la Sampdoria raschia qualcosa dal barile del Toro e questo è davvero un peccato. Cerci&Co. contro i blucerchiati avevano,…

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Questo Toro rasenta ormai la linea dell’impossibile. Vuoi per sfortuna, vuoi per ingenuità, la squadra granata rischia di diventare un’incompiuta. Dopo il Milan e il Verona anche la Sampdoria raschia qualcosa dal barile del Toro e questo è davvero un peccato. Cerci&Co. contro i blucerchiati avevano, a un minuto e mezzo dalla fine della partita in pieno recupero, la vittoria in mano quando ancora l’ingenuità nel non saper tenere palla, controllarla lontano dall’area, ha portato il pareggio su rigore alla squadra di Delio Rossi. Infatti non è tanto l’intervento scomposto di Glik che ha procurato il penalty a creare rammarico, ma piuttosto la gestione della sfera in pieno recupero.
A fine partita ha ben ragione mister Ventura ad arrabbiarsi con Vives. Pensando la partita prima del fischio d’inizio dove si prospettava ai granata un incontro rischioso, e in certi momenti della partita lo è stato, il pareggio poteva essere anche visto come un punto guadagnato ma al 90′ con il Toro il vantaggio sono più pesanti i due punti persi che avrebbero portato il Toro in una posizione in classifica davvero dignitosa. Poi il Toro ha anche sofferto in questa partita la verve di due giocatori in particolare: Gavazzi e Sansone. I due sono stati senza dubbio una spina nel fianco per la difesa granata, ‘graziata’ dall’arbitro al 47’ con il gol di Pozzi, annullato come da regolamento (giusto o no?), dopo una bella parata di Padelli su punizione di Palombo, mentre Sansone ha timbrato con un bella rete la sua partita. Gol nato da un intervento sbagliato di Glik a centrocampo che ha dato il via libera al più classico dei contropiedi. Per il polacco giornata davvero storta visto anche il rigore procurato.
Se nel primo tempo il Torino ha costantemente avuto il possesso palla, giostrando bene a centrocampo, c’è però da registrare la pochezza in fase offensiva tant’è che nei primi 45′ Padelli prima del gol si è dovuto superare per ben due volte su tiri di Sansone e di Obiang, mentre il primo tiro granata, deviato in angolo, lo si deve registrare al 65’ con Vives. Davvero troppo poco in così tanti minuti giocati. Eppure, il centrocampo con Vives, Brighi e El Kaddouri ha funzionato bene fino sulla trequarti, soprattutto nel primo tempo prima di entrare in una sorta di trance agonistica nei primi minuti del secondo tempo, lasciando troppe voragini per vie centrali,  dove i doriani si sono infilati mettendo in difficoltà il Toro. Con Cerci che ha sempre giostrato sulla ‘sua’ fascia destra, Immobile si è trovato spesso isolato e ingabbiato dai difensori blucerchiati. 

Attacco granata che è andato meglio con l’entrata di  Meggiorini. Infatti, Ventura viste le difficoltà del Toro ad alzare il baricentro e ad insidiare la porta avversaria, ha cambiato modulo portando il Toro ad un 3-4-3 che ha dato altra musica alla manovra offensiva granata tant’è che, dopo il tiro di Vives al 65’, il Toro è arrivato al pareggio con Immobile sull’angolo battuto da Cerci e assist involontario di Obiang. Gol che ha dato fiducia ai granata: infatti, al 66’ un contropiede di D’Ambrosio ha mandato Cerci alla conclusione in piena area con respinta di Da Costa in angolo. Sul successivo angolo. D’Ambrosio viene cinturato in area ma per l’arbitro non è rigore. Toro che si è fatto sempre più audace grazie al lavoro di Meggiorini, che agendo centralmente è andato a infastidire la difesa avversaria come una zanzara, ha fatto sbandare la Sampdoria creando grandi benefici proprio a Cerci e Immobile.
Le prove del vantaggio granata si vedono al 71’ con Moretti colto in fuorigioco mentre centra in pieno la traversa ed infatti al 72’ Danilo D’Ambrosio, in percussione dopo aver fatto fuori due avversari, viene falciato in area. Il rigore è netto e Cerci va a timbrare il suo sesto gol in campionato. Il Toro non sembra accontentarsi, e al 79’ con Meggiorini va al tiro dopo bello scambio con Immobile. Sembra ormai fatta per la vittoria, ma i granata faticano ad amministrare i minuti finali. Ancora Padelli va a superarsi all’88’ in bella uscita alta ma la Sampdoria spinge e il Toro non riesce a tenere lontani gli avversari dalla propria area. Poi il rigore e il gol di Eder per un pareggio che scontenta ambedue le squadre.

Se per il Toro si tratta in realtà di un rammarico per una vittoria sfuggita di un nulla ma con una classifica comunque sorridente (si tratterà però di vedere quanto e se peseranno nel futuro questi punti persi), per la Sampdoria il pareggio equivale ad una sconfitta visto il suo posto in classifica in piena zona retrocessione. E’ vero che siamo solo alla settima giornata di campionato, ma risalire è sempre difficile. L’analisi sul rigore causato da Glik: è Eder che entra su Glik mentre il capitano granata cerca di prendere la sfera in maniera scomposta ma non sull’avversario quindi non era rigore, ma non è qui che il Toro ha perso i punti ma piuttosto regalando palla negli ultimi minuti agli avversari. Il Toro ha messo in difficoltà l’avversario quando in attacco hanno giocato le tre punte (così com’è successo nell’ultimo quarto d’ora nel derby): questo vorrà dire pur qualcosa. E adesso rientrano anche Barreto e Gazzi, due nuovi acquisti a tutti gli effetti.

 

Gino Strippoli

 

(foto Dreosti)

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