Serie A: commento alla 10a giornata

Serie A: commento alla 10a giornata

di Nino Mancini

Alla decima giornata la classifica si ricompatta con otto squadre in cinque punti, molto spettacolo e diverse sfide decise nel finale ad iniziare dall’anticipo pomeridiano del Granillo dove l’Inter vince nel recupero grazie ad un gol di Cordoba su palla inattiva; partita strana con i nerazzurri incapaci di controllare il doppio vantaggio e padroni di casa con un gioco più brillante della…

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di Nino Mancini

Alla decima giornata la classifica si ricompatta con otto squadre in cinque punti, molto spettacolo e diverse sfide decise nel finale ad iniziare dall’anticipo pomeridiano del Granillo dove l’Inter vince nel recupero grazie ad un gol di Cordoba su palla inattiva; partita strana con i nerazzurri incapaci di controllare il doppio vantaggio e padroni di casa con un gioco più brillante della loro classifica, anche stavolta Mourinho ha utilizzato tutti gli attaccanti a disposizione ma il filtro di centrocampo ne ha risentito e i calabresi hanno trovato spazi sui quali costruire le loro azioni più brillanti.

In serata la Juve batte la Roma grazie ad una magia di Del Piero su punizione, giallorossi in palla solo per venti minuti nei quali creano occasioni e colpiscono un palo ma dopo il raddoppio di Marchionni ad inizio ripresa escono dalla partita; se Ranieri con quattro vittorie consecutive chiude ufficialmente la crisi Spalletti si ritrova con una classifica inusuale per la sua squadra, ritiro fino alla delicata sfida Champions di martedì con il Chelsea ma l’impressione è che si sia chiuso un ciclo.

Spettacolo ad Udine nel match clou del pomeriggio, il Genoa gioca un calcio brillante e lo dimostra al Friuli quando in svantaggio dopo qualche minuto riesce con pazienza a creare occasioni e ribaltare il risultato nella ripresa, il pareggio di Quagliarella nel finale regala un punto prezioso a Marino che deve ringraziare Handanovic migliore in campo; partita non indimenticabile a Bergamo dove il Lecce pur in vantaggio di un uomo per buona parte della ripresa non riesce ad avere la meglio sull’Atalanta.

Il Cagliari rimonta in sette minuti il Bologna che crolla sotto i colpi di Acquafresca e Jeda, più che un’ipotesi l’esonero di Arrigoni al cui posto potrebbe arrivare Sinisa Mihailovic; il Palermo batte il Chievo grazie ai suoi bomber Miccoli e Cavani che divora diverse occasioni, poca cosa i veronesi fuori dalle mura amiche con una posizione di classifica traballante, la Lazio batte il Catania nel finale grazie ad un’invenzione di Foggia dopo che gli etnei hanno controllato il match nonostante il tridente offensivo Pandev-Rocchi-Zarate.

Derby toscano al Siena che batte una Fiorentina dimessa, l’assenza di Gilardino per l’ultimo turno di squalifica evidenzia le carenze in zona gol mentre i ragazzi di Giampaolo in casa riescono sempre a dare in meglio, il Toro esce da Marassi senza punti per un colpo di tacco di Bellucci nel finale che regala ai doriani una vittoria immeritata per ammissione di Marotta, pesa sul risultato un gol regolare annullato ad Amoruso; De Biasi può consolarsi con la prestazione dignitosa dei suoi ragazzi ma non è la prima volta in questo torneo che i granata vengono pesantemente penalizzati da decisioni arbitrali.

Bel posticipo a San Siro dove il Milan va in testa alla classifica battendo il Napoli in un finale rocambolesco, rigore discutibile sbagliato da Kaka e nell’azione successiva Denis devia nella sua rete un cross di Ronaldinho, onore ai partenopei in dieci per oltre un tempo e rossoneri che hanno fatto fatica a trovare spazi nella ragnatela predisposta da Reja, Lavezzi vale da solo il prezzo del biglietto.

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