Torino, che meraviglia!

Torino, che meraviglia!

Le Saldature / Torna la seguitissima rubrica del nostro Beppe Pagliano: è un Torino da godere…

4 commenti

Cosa  posso dire che non sia già stato detto in questi giorni?

Questo Toro sta gradualmente diventando grande, lo dico con un misto di paura e di timore nel dovermi improvvisamente risvegliare e  scoprire che quello che stiamo vivendo sia solamente un sogno bellissimo.

Effettivamente solo nei nostri sogni più belli potevamo immaginare di essere a punteggio pieno dopo due giornate di campionato e per giunta con qualcun altro di nostra conoscenza fermo a zero punti. Tutto sta girando per il meglio, le vittorie arrivano fin qui tutte in rimonta ed in modo entusiasmante, il Torino nel corso dei secondi tempi frantuma letteralmente gli avversari, nonostante gli inizi soporiferi in cui regala regolarmente una rete alla squadra di turno.

Ecco se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo è nell’approccio alla partita che risiede il tallone d’Achille della squadra di Ventura, ma fino ad ora i giocatori granata sono riusciti a rimediare a questo inconveniente davvero alla grande. Chi mi conosce sa come in questi anni non mi sia mai sbilanciato in voli pindarici, anzi ho sempre tenuto un profilo estremamente basso, non risparmiando critiche, a volte feroci, a dirigenza e guida tecnica, ma oggi come oggi non si può che essere grati a chi ha in mano le sorti della società, finalmente abbiamo uno zoccolo duro di giocatori degni della maglia granata e su queste fondamenta si sono innestati altri mattoni fatti di giocatori giovani, capaci ed ambiziosi.

Le critiche ed i rimbrotti del passato erano indirizzati verso tutto ciò, ed ora che la dirigenza ha intrapreso questa strada non possiamo che essere ottimisti e fiduciosi sul futuro.

La squadra granata a mio modesto avviso può davvero essere la scheggia impazzita di questo campionato, ed al momento non mi pongo traguardi, anzi mi sbilancio nell’affermare che questo Toro non deve avere paura di nessuno e soprattutto non deve avere paura di spiccare il volo, provando a raggiungere vette fino a poco tempo fa inimmaginabili.

Il Toro attuale è quadrato e competitivo in ogni reparto ed in ogni singolo ruolo, anzi per ogni ruolo ci sono almeno due giocatori completamente intercambiabili, molti dei quali sotto i venticinque anni. Tutto ciò non può far sì che questa squadra abbia ancora enormi margini di miglioramento, considerando il fatto che tutti hanno l’interesse a remare dalla stessa parte sia chi è titolare e sia chi gioco forza dovrà sostituire i titolari durante la stagione. Da quanti anni non vedevamo una squadra così coesa, da quanti anni non ammiravamo un talento come il giovane Baselli, da quanti anni non potevamo permetterci il lusso di tenere in panchina giocatori come Belotti e Zappacosta, da quanti anni non eravamo così orgogliosi della squadra che scende in campo?

Ed ora godiamoci questa prima sosta dovuta alle qualificazioni europee, approfittiamone per tenere gli occhi fissi sulla classifica e convinciamoci che tutto questo non deve essere un avvenimento straordinario, ma deve diventare la normalità.

4 commenti

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  1. Toro - 2 anni fa

    Mi sono iscritto ora dopo il cambio di sito. Devo fare i miei complimenti il sito è davvero ottimo e navigabile anche da mobile dove prima avevo qualche problemino.
    GRAZIE!

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  2. Sergio Rossi - 2 anni fa

    Qual’e’ la peggior nemica del cauto ottimismo? Ma e’ l’euforia accentuata, senza freni, quella che non ci permette di vedere la realta’ nella sua giusta dimensione. Le basi ci sono, la squadra e’ solida e i margini di miglioramento sono ancora ampi. Fermiamoci a questi “pilastri” ed aspettiamo altri responsi. Due giornate sono troppo poche per qualsiasi tipo di valutazione. Detto questo, sono con Ventura, la permanenza nei quartieri alti (che ci permetta la vista all’Europa League) deve essere la regola, non l’eccezione. Oltre non vado, altrimenti rischio le vertigini…

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  3. PrivilegioGranata - 2 anni fa

    Per ora, con tanti giocatori giovani, il low profile è la cosa migliore.
    Ricordiamoci le figuracce della Roma due anni fa, quando Garcia dichiarò che avrebbe vinto lo scudetto.
    Le dichiarazioni di Ventura sono sagge ed equilibrate: non siamo più una rivelazione, ma per il Toro essere tra le prime sei deve essere la normalità.

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  4. giampierodemaggi_187 - 2 anni fa

    assolutamente condivisibile. Ritengo però utile chiosare quanto argomentato aggiungendovi una sola considerazione finale. La situazione attuale nel suo insieme ci fa respirare un’aria diversa dal solito, addirittura infastidisce il nostro sentirci dannatamente granata perchè alla luce dei fatti stiamo rientrando nel salotto buono del calcio italiano. Vuol dire che dovremo farci l’abitudine, pazienza. Ma il mio messaggio è questo:godiamo di una sintesi felice tra potenzialità tecniche e ambientali, societarie ed “umorali”, di risultati e di primi confronti, ed allora non confondiamo l’umiltà con il complesso di inferiorità e dichiariamo, a tutti i livelli, che quest’anno il Toro se la gioca assolutamente alla pari con le cosiddette grandi e quindi si propone a pieno titolo per lo scudetto 15-16! Poco conta se il risultato sarà difficile da conseguire, niente illusioni e niente delusioni, conta invece che per la prima volta dopo tanto tempo i nostri avversari, al fischio di avvio, dovranno sudare per contenerci. Non è arroganza nè tracotanza, dev’essere una onesta presa di coscienza di ciò che possiamo realizzare nel rispetto di un Grande Toro! E questo, amico Beppe, finora non avevamo avuto il coraggio di dirlo.

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