Vorrei

Vorrei

Lettere alla Redazione / Riceviamo e pubblichiamo l’articolo gentilmente inviatoci da Carmelo Pennisi

di Redazione Toro News

La redazione di Toro News torna ad aprire le colonne della prima e più grande testata on-line dedicata al Torino FC ai suoi lettori, i quali da sempre meritano di avere spazio. Gli indirizzi di riferimento a cui mandare le vostre lettere sono le stesse: redazione@toronews.net o gianluca.sartori@toronews.net. Gli articoli su qualsiasi argomento legato al mondo Toro: i più meritevoli e significativi saranno settimanalmente pubblicati sul nostro sito. Oggi tocca a Carmelo Pennisi, torinista e noto sceneggiatore cinematografico (tra i suoi lavori: Karol-Un uomo diventato Papa, La lettera e l’indimenticabile, per i tifosi granata, Ora e per sempre).

Vorrei parlare del Toro, vorrei parlare di Urbano Cairo, vorrei parlare della crisi che al momento la squadra sta attraversando, vorrei parlarne anche se non mi ritengo un tecnico della materia, vorrei parlarne certo che i fratelli granata perdoneranno un qualche mio scivolone o una qualche mia ingenuità. Ma prima vorrei fare una premessa; forse retorica, forse banale: io amo il Toro.

Avevo solo cinque anni quando questo amore sbocciò, e da allora quelle maglie granata che corrono dietro un pallone su un manto erboso non hanno smesso di dare un senso a molti di quei sentimenti che il mio cuore non smette di generare. Mio nonno, tifoso interista, mi fece comprendere come il Toro fosse un patrimonio della nazione, e quanto fosse giusto che lui ricordasse a memoria tutta la formazione del Grande Torino.”Nessuno della mia generazione– disse una volta, fiero, mio nonno- potrebbe mai dimenticarsela. Il Grande Torino, Fausto Coppi e Tazio Nuvolari avevano acceso una luce fra tutta quell’oscurità che la guerra aveva lasciato”.

Spesso si dimentica che gli echi che giungono dal passato, sono quei rumori di fondo che pazientemente pongono le basi e le ragioni del nostro attuale stare insieme come nazione. Uno di questi rumori di fondo sono stati quei grandi giocatori, che nella seconda metà degli anni 40 diedero spettacolo in tutti i campi d’Italia e d’Europa, sottolineando ai contemporanei che il nostro Paese esisteva ancora. Ricordando ai nostri avi il dovere di ricostruire con orgoglio su quel poco che era rimasto. La tragica fine degli “Invincibili”, poi, consegnò le loro gesta al ricordo del mondo intero. Perché il mondo conosce la storia della nostra squadra, mostrando in tante occasioni di onorarla e rispettarla.

Caro Urbano Cairo, di questo stiamo parlando, e davvero non può non capirlo. Fu mamma Maria, raccontano le cronache, a convincerla nel 2005 a rimettere insieme ciò che era rimasto della squadra granata e della sua storia. Fu mamma Maria a sedere con lei, sin da subito, nel consiglio d’amministrazione del Toro. Era mamma Maria, dicono le cronache più maliziose, ad essere la vera tifosa della nostra squadra. Non so davvero dire se lei comprò la squadra per amore filiale, per convenienza, o per tutte due le cose insieme; tale dilemma rimarrà per sempre custodito nello scrigno della sua coscienza. Comunque, per qualsiasi motivo lei abbia ‘salvato’ il Toro, noi tifosi le ne siamo grati. Sinceramente.

Detto questo, ora vorrei parlarle di un “però”, vorrei tentare di raccontare a lei, persona di talento imprenditoriale indiscusso e persona che si è “fatta da sola”(solo per questo dovrebbe essere additato come un esempio), perché c’è qualcosa che proprio non si può approvare nello “spettacolo” da alcuni anni messo in scena dalla squadra che ha l’onore e l’onere di presiedere.

Quando si prende in carico una storia come il Torino, si hanno dei compiti precisi da ottemperare. Il primo compito di un buon presidente del Toro, è quello di creare le condizioni per un derby dove la compagine granata scenda in campo regalando la sensazione di dare davvero fastidio alla Juventus. Ciò non è un particolare di poco conto. Spesso si diventa tifosi del Toro, perché questa squadra ha nel suo codice genetico una certa serie di valori, che non sono migliori o peggiori di altri: sono semplicemente i suoi. Tra questi valori c’è la magnifica utopia, per usare una metafora di Emiliano Mondonico, di essere indiani in un mondo dominato da cowboys. Perché alla filosofia bianconera del “vincere è l’unica cosa che conta”, l’esistenzialismo granata oppone il battersi nella difficoltà come elemento costitutivo della coscienza del tifo torinista. Non pretendiamo troppo, in fondo, quando noi tifosi desideriamo una Juve che torni a temerci quando scende in campo per il derby.

Non starò qui a descriverle, dottor Cairo, quanti e quali valori discendano da questo primo compito da ottemperare. Lei non è un uomo banale, e sicuramente non ha bisogno che io glieli elenchi. Ma un concetto deve essere chiaro: se il Toro non riesce a battersi nel derby, non è più il Toro. Lascio ai suoi criteri di valutazione, che sono sicuramente più informati e strutturati dei miei, sul perché da anni la nostra squadra non riesce più a mettere paura ai bianconeri. Noi tifosi viviamo nel mondo, e del mondo conosciamo le difficoltà e i cambiamenti. Sappiamo, quindi, della difficile crisi economica in cui il nostro Paese si sta dibattento, e sappiamo come il calcio stia inesorabilmente cambiando. Sappiamo come gestire una società di calcio sia diventato tremendamente più difficile, e sappiamo come sia ancora più difficile, per un club dal fatturato non importante, trattenere giocatori che vogliono traghettare verso altri lidi. Non è vero che i giocatori passano ma la squadra resta, non è vero che “morto” un Darmian se ne fa un altro. Sono certo che Darmian farà sempre parte del quadro dei nostri ricordi. E ne sono certo, perché sono tifoso del Toro. Ma pur in questo scenario di crisi economica e cambiamenti, nessuno può chiedere ai tifosi granata di accettare un futuro da comprimari. Nessuno può chiederci di non protestare, anche in modo vigoroso, di fronte alla progressiva perdita di identità della nostra squadra.

Mario Giordano, giornalista di cui apprezzo umanità e professionalità, ha scritto su queste colonne di tifosi granata dimentichi delle rovine da cui lei, dottor Cairo, ci ha tirati fuori. Stavolta Giordano sbaglia (capita anche ai migliori), perché nessuno qui dimentica niente. E nessuno si diverte a mettere in discussione la presidenza di Urbano Cairo. Ma Giordano non può liquidare, e glielo dico con vera stima e affetto, l’inquietudine dei tifosi del toro, giustificando l’operato di Urbano Cairo con il classico adagio che “chiunque fa, sbaglia”. Perché se è vero che chiunque fa sbaglia, è anche vero che dagli sbagli si dovrebbero trarre delle naturali conseguenze. Altrimenti tutto finisce per diventare relativo. Ed io sono certo che Mario Giordano, perché spesso lo leggo e lo ascolto, non è un relativista.
Personalmente non mi arrogo il diritto di chiedere a Cairo di farsi da parte (non vivo sulla luna.
So che Unicredit, principale creditore della famiglia Sensi, ha messo degli anni per trovare un James Pallotta disposto a rilevare la Roma), ma sicuramente posso permettermi di chiedere che al Torino calcio sia, finalmente, restituito l’onore sportivo.

Diventando adulto ho scoperto che mio nonno aveva ragione: il Torino è un patrimonio della nazione. Lo dico non perché sia un suo tifoso, ma perché è oggettivamente vero. E quando si gestisce un patrimonio della nazione si hanno delle responsabilità particolari, e si deve sempre ricordare di esserne proprietari per conto terzi. Caro Urbano Cairo, per quanto lo abbia sempre desiderato, non ho mai avuto occasione di vedere una partita nella Curva Maratona. Il giorno in cui questo accadrà, perché sono sicuro accadrà, probabilmente non vedrò nemmeno un attimo della partita, ma mi soffermerò a vedere i gesti e gli sguardi dei miei fratelli. E quel giorno, che sto sognando da una vita, in ognuno di loro vedrò quella forza da sempre sottovalutata.

Recuperi quella forza, dottor Cairo, la recuperi per farsi aiutare a restituire l’onore sportivo al Toro e per aiutarlo a riportarlo dove è giusto che stia. Il giorno dell’ultimo Torino-Udinese mi trovavo a Parigi per lavoro. Ero seduto ad un tavolino di un bar, armato di cuffietta e computer, a guardarmi la partita in streaming. Ad un certo punto una lacrima mi è scesa visibilmente sul viso, e qualche avventore si è subito preoccupato del mio stato. Ma proprio non sono riuscito a spiegare che quella lacrima era il frutto dell’emozione di essere stato seduto in groppa a Belotti, e che insieme a lui avevo percorso quei settanta metri verso il 2 a 0 sull’Udinese. Quei settanta metri di campo Belotti li aveva percorsi in precario equilibrio, dando sempre la sensazione di essere sul punto di cadere, ma con una tenacia e una fede incredibile. Sì, il nostro centravanti mi aveva trascinato (ed io avevo trascinato lui) in quella folle corsa, e per un attimo aveva avuto il potere di farmi dimenticare tutti i miei affanni e le mie preoccupazioni. Per un attimo mi era parso di correre insieme a lui a festeggiare sotto la Curva Maratona.

Ci sono cose che non hanno prezzo e in cui non si fanno calcoli. Cose per cui, davanti alla fine della nostra vita, saremo lieti di averla vissuta. L’unica cosa che mi sento di chiedere ad Urbano Cairo è di ricordarsi dello stupore. Perché se dopo le esigenze di bilancio, se dopo le giuste ambizioni, se dopo il giusto cinismo, ci si ricorda anche della bellezza dello stupore, allora tutto è possibile.

Anche di riportare il Toro dove è giusto che stia.

Carmelo Pennisi

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  1. Toro88 - 4 mesi fa

    belle parole. sono le stesse che ho in mente e nel cuore io.
    complimenti

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  2. bloodyhell - 4 mesi fa

    qualcuno ha detto che in sede di mercato spendiamo più di atalanta, sampdoria e fiorentina. se questo è vero, sarà forse che uno dei nostri problemi risiede nel direttore sportivo?

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    1. blackmapan_318 - 4 mesi fa

      Fiorentina speso €73,9 incassato €86,3 saldo €+12,4
      Sampdoria speso €54,4 incassato €59,89 saldo €+5,49
      Atalanta speso €48,9 incassato €43,12 saldo €-5,78
      Toro speso €24,10 incassato 76,8 saldo €+52,7
      Dati presi da Transfermarkt
      Una solo parola #cairovattene

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  3. user-13775722 - 4 mesi fa

    Abatta68, ok gli agnelli, ok fino a un certo punto pallotta, ma mi puoi spiegare dove de laurentiis poteva cacciare tanto grano se in realtá il suo patrimonio era inferiore di quello di cairo persino quando il nostro cavaliere non aveva ancora comprato la7 e soprattutto rcs? Allora come mai peró de laurentiis ha costruito lo stesso un napoli sempre piú forte, addirittura partendo da 2 anni consecutivi di c, fino ad arrivare da anni a lottare per ció che il napoli merita, vincendo pure anche qualche trofeo per arricchire la bacheca, mentre noi con urbano che tanto ci ha illusi il giorno dell’ipotetica Rinascita dobbiamo da 13 lunghissimi anni subirci solo mediocritá su mediocritá se non b, e i nostri acquistissimi costano niente popó di meno che 6 milioni, 7, record su record 9? Come fai a crescere davvero se compri solo questa gente qui? E non stiamo parlando di comprare messi, ronaldo o kroos, stiamo parlando del lavezzi giovane a 15, il mario gomez a 18, l’el sharawi a 16! Ma la cosa che piú di tutte non mi capacita e vorrei che me la spiegate, la ripeto: come puó una persona che entra nel calcio che vale 200 lottare da 10 anni per i vertici e da 3-4 x i verticissimi, NONI DI TRADIZIONE SPORTIVA, mentre una persona che già 13 anni fa ne valeva 250-300 ed ora 2-3 volte minimo di piú ci ha fatto arrivare solo una volta al massimo settimi, noi tra l’altro che siamo QUINTI X TRADIZIONE SPORTIVA, e si autodá un bell’8 x aver raggiunto uno schifo di nono posto? Perché questa persona continua e continua a ripeterci che noi abbiamo un fatturato 3 volte inferiore del napoli, 2 della lazio, 100000 della giuve, 10000000000 del real madrid, MA NON FA MAI NIENTE DI NIENTE PER ASSOTTIGLIARLO? Xk de laurentiis, partito da “nulla” quando era in c, é arrivato ora ad essere le 3 volte nostre che il cavaliere prosegue a menadito e senza vergognarsi a ripeterci? Perché noi da pestrin siamo a vives e molinaro e rossettini e carlao e iturbe e rincon, mentre de laurentiis da aronica é a cavani, higuain, callejon e mertens? P.S.: perché viperetta, che ha debiti e fallimenti fino a plutone, in 4 stagioni sta già “rischiando” di portare o almeno lottare per l’Europa la sua pdoria 2 volte? 2 su 4, contro le nostre 0 (forse mezza volta) su 13?

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    1. abatta68 - 4 mesi fa

      De Laurentis ha investito nella società, Cairo no… Cairo ha fondato una sua società (il Torino Fc, che prima non esisteva) e l’ha fatta diventare una del suo gruppo societario e come tale la gestisce. Ne ha individuato il costo (praticamente pari a zero) e le ha dato una collocazione economica sostenibile, in termini di entrate e uscite che, calcolatrice alla mano, ha definito nell’attuale serie A tra l’ottavo e il decimo posto. Fin quando rimane in questa forbice, la gestione economica e i risultati sportivi collimano e tutto torna (perlomeno a lui!). Quando azzecca gli acquisti ci guadagna in plusvalenze, quando non gli azzecca ci perde. Cosa gli hanno insegnato i 13 anni di presidenza? questo:
      1) una società di mezza classifica può permettersi di acquistare un giocatore intorno ai 3-6milioni. Se và male ci perdo poco o niente, se và bene genero una plusvalenza 5/10volte tanto e mi rifaccio di tutti quegli acquisti sbagliati, con tanto di interessi.
      2)Acquistare giocatori a 15/20 milioni non premia (vedi Njang, fatto una volta e mai più!), perchè hanno un ingaggio alto e se sbagliano la stagione quei soldi non li recuperi più.
      3) conviene fare un investimento di 100milioni per guadagnarne 10 in più con l’EL? no!
      conviene fare una squadra con pochi soldi, sperando nell’insuccesso di qualche altra candidata, cercando di rimanere tra le prime 8? si, è successo con il Parma.
      4) Conviene investire in infrastrutture? no! faccio un buon contratto di affitto per uno stadio da 25mila posti, costruito con i soldi per le Olimpiadi, tanto se rimango sempre decimo in classifica sicuramente non ci sarà mai una grossa affluenza allo stadio e i soldi mi arrivano dai diritti tv, non certo dagli incassi.

      A livello manageriale gli si può dire qualcosa? no!
      E a livello imprenditoriale? si, gli si può dire di tutto!

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      1. abatta68 - 4 mesi fa

        Lo striscione esposto domenica “il nostro Toro non esiste più” non mi è sembrata una denuncia provocatoria, ma semplicemente una verità che finalmente il tifoso ammette a se stesso. Siamo noi tifosi ad aver attribuito al Torino Fc una continuità storico al precedente AC Torino, facendo finta che il nostro Toro potesse continuare ad esistere, sempre uguale a se stesso. Il tifoso del Toro (io in primis) dà una connotazione simbolica alla sua fede da sempre, ai suoi colori e alla sua bandiera. Ma il Torino Fc avrebbe potuto tranquillamente presentarsi con la maglia verde o fucsia e dire di essere la nuova seconda squadra di Torino, senza alcun titolo o merito sportivo (la Cairese non ha mai vinto nulla)… questo è il Torino Fc, fedelissimo a sè stesso da 13 anni (per i motivi sopra esposti). Siamo noi tifosi ad aver frainteso, sarà per il colore della maglia quasi simile a quella vecchia società, alla quale mi ero tanto affezionato.

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  4. Gallo - 4 mesi fa

    Sono del sud, nato nell’anno nel quale abbiamo vinto l’ultimo scudetto…l’unico trofeo, e fecero di tutto per farcelo perdere, l’ho visto nel 1993. Il rispetto della Storia va benissimo ma fra 200 anni, con queste condizioni, staranno a suonare sempre la solita musica? E basta!!! L’Atalanta, l’Udinese, la Lazio, la Fiorentina, non hanno nulla in più di noi in termini monetari, eppure giocano o hanno giocato in Europa. La realtà è che a Torino dal dopoguerra comandano gli “agnelli”, ed a parte alcuni casi anche maldestri come Borsano, noi ormai da Tori ci siamo trasformati in “pecore”!!!

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  5. byfolko - 4 mesi fa

    Bah, tante parole, tanta poesia, tanti commenti, ma alla fine diciamolo chiaramente: Sono tutti scarsi, dal presidente ai giocatori. E con gente scarsa non vai da nessuna parte. Per me è già un miracolo che con questi 4 pagliacci probabilmente non andremo in B. Ma ttenzione, solo perchè abbiamo il culo di giocare a 20 squadre, altrimenti sarebbero cazzi. Senza centrocampo, con una difesa di vecchi, con una sola vera punta che non ha i piedi. Questa è la realtà di oggi. Ed è durissima.

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  6. user-13806499 - 4 mesi fa

    Grazie Carmelo per le Tue parole, mi hai portato indietro negli anni, quando anch’io all’età di 5 anni iniziavo a tifare Toro in una famiglia di interisti.

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  7. tapiro granata - 4 mesi fa

    Dimenticavo….ci sta facendo sparire con una tattica incredibilmente abile..piano piano soft…certo ce ne stiamo accorgendo ma ci stiamo ormai facendo l’abitudine.
    E’ una deriva fatta ad hoc…non vedo altro motivo..anzi lui è sponsorizzato sotto banco dalla famiglia ciucciapiselli cosi da far morire lentamente il Toro e in citta’ si avra’ una sola squadra come voleva l’avvocato bon’anima.
    D’altronde i ragazzini come cazzo fanno a tifare una squadra come la nostra che non vince quasi mai quando dall’altra parte sempre cè ne un altra che continua a vincere rubando ma vince. Resistono solo i figli di tifosi granata e non tutti.
    Bravo Cairo si stai riuscendo..chissa’ quanti milioni di euro ti daranno a obiettivo raggiunto.

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    1. dukow79 - 4 mesi fa

      Sempre detto che peggio che tifare Cairo c’è solo tifare per le merde…

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      1. byfolko - 4 mesi fa

        Quanto hai ragione, 100% d’accordo.

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  8. Orny62 - 4 mesi fa

    Mi inchino di fronte alle tue parole. Il nostro amore per il Toro è GRANDE e PROFONDO. Non meritiamo di trovarci per l’ennesima volta in tale deprimente situazione. Deprimente è la classifica.
    Deprimente è il gioco senza grinta nè costrutto che dobbiamo sorbirci ogni domenica.
    Deprimente è vedere giocatori strapagati che se ne fregano della Società che li ha a libro paga e dei tifosi che fanno sacrifici per poterli seguire.
    Deprimente è vedere allenatori che non sanno fare il loro lavoro e che si inchinano ai diktat della Società.
    Deprimente è vedere una Società che non agisce per il bene sportivo della propria squadra. È giusto che i bilanci siano in ordine ma non si può ridurre tutto a freddi calcoli contabili. Cairo è una persona intelligente, può anche sbagliare ma se errare è umano, perseverare è diabolico.
    Deprimente è soprattutto pensare ai bambini che potrebbero diventare tifosi del Toro: come possiamo pensare che si avvicinino ai colori granata se il nostro presente ma soprattutto il nostro futuro è a tinte decisamente oscure? Come possono incarnare i nostri valori se non vedono nessuno riversarli sui campi di gioco?
    Che tristezza…..!!!!

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  9. BAVARO GRANATA - 4 mesi fa

    A mio modesto parere non è solo un problema di risultati e investimenti : ci sono altri due fattori che determinano il pericoloso decadimento della società/squadra.
    1) grave e palese incompetenza tecnica degli unici due dirigenti della società ovvero cairo e petrachi rispetto ai dirigenti delle altre società calcistiche di medio alto livello : il caso immobile l ‘acquisto di niang
    aver trascurato verdi e Antenucci per tenere o prendere larrondo barretto Martinez -l’acquisto di de silvestri e il rinnovo di molinaro …. lasciare andar via birsa o kurtic per prendere gustafanson o il rotto obi .prendere come vice belotti un ragazzino della roma in prestito tale sadik quando in serie b ci sono giocatori come Caracciolo o calaiò che per pochi soldi avrebbero fatto panchinaa torino senza problemi ……….. o se vuoi un giovane emergente metti butic che è tuo e nn sadik ……….. la cairese è la unica squadra della serie a che ha una sola punta di ruolo tale belotti che è stato fuori 3 mesi ….
    il non prendere per pochi spiccioli gente come gulam e ilicic o ve lo siete dimenticati ? il mandar via Quagliarella perché 4 imbecilli non lo vogliono ( nn mi importa se nn esulta mi importa che faccia goal per la mia squadra. …) lasciare andar via d’ambrosio o glik -acquisti ridicoli e da presa in giro come carlao o quel lettone o il ragazzino belga o di taksidis che dopo aver lo preso dichirando di cercarlo da tempo viene dato in prestito 3 settimane dopo ……..o ( al quale si dava uno stipendio ridicolo rispetto al valore tecnico agonistico fame….)
    si potrebbe andare avanti per ore…. a descrivere le nefandezze tecniche commesse da gente a mio parere incompetente e in mala fede .
    La seconda considerazione e che non sussiste nulla di più opposto che la cultura cairota improntata solo a speculare ,arrichirsi in ogni modo, mentire in ogni modo sempre e comunque , nn parlare mai e dico mai con un po di sentimento ,.cairo è infastidito dai tifosi perché questi come i suoi pennivendoli dovrebbero solo stare zitti e osannare il suo operato . tale cultura è esattamente agli antipodi del dna storico granata fatto di passione ,cuore generosità spirito combattivo orgoglio e dignità .. TUTTI VALORI UMANI SCONOSCIUTI AL FACCENDIERE ORA PROPRIETARIO DEL TORINO .PER QUESTO IO SOSTENGO CHE SE SI HA ANCORA UN Po’ DI Dignità PREFERISCO IL VERO TORO ELA VERA CURVA MARATONA INSERIE C CHE LA CAIRESE IN SERIE A . PERCHè IL TOTO NN E UNA SEMPLICE SQUADRA DI CALCIO RICORDATEVELO .

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  10. abatta68 - 4 mesi fa

    Che dire? bella lettera, che in fondo esprime ciò che tutti noi pensiamo e sentiamo… purtroppo anche l’illusione è un elemento tipico dell’essere granata e su questo aspetto abbiamo costruito le nostre sofferenze, ma anche la capacità di resistere a queste e di saperle sempre motivarle, a volte in modo pacato, altre volte in modo più netto. Il tifoso del Toro è un romantico, passionale ed illuso e ha una visione del calcio simbolica (al contrario di quelli di Venaria)… abbiamo un simbolo da difendere, a prescindere dai giocatori o dai presidenti di turno, un patrimonio genetico che sentiamo il dovere di proteggere, perchè infondo è la nostra stessa essenza non solo di tifosi, ma anche di persone… perchè siamo fatti cosi, granata dalla testa ai piedi!

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  11. user-13746076 - 4 mesi fa

    Bella e commovente lettera. Genuina nella sua interezza. Ma temo resterà lettera morta, anzi personalmente non ho più dubbi in proposito. Cairo e’ interessato a monetizzare sino all’ultimo euro, poi ci abbandonerà al nostro destino. Nonostante tutto spero venga presto quel momento. Questo è il più grande auspicio che faccio per il futuro del nostro Toro.

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  12. user-13653020 - 4 mesi fa

    Bella lettera ma come spesso accade sono in sintonia con granatiere.
    Muravera granata

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  13. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

    Bellissima e commovente lettera…lungi da me sminuirla ma questi appelli al presunto cuore di cairo hanno lo stesso effetto che potrebbe avere una mia carezza sulla lavatrice di casa…Il presidente è solo un calcolatore seriale e non potrebbe essere altrimenti per diventare ciò che è diventato. Gli appelli al rispetto per la nostra storia purtroppo sono inutili e il Toro per lui non è un patrimonio nazionale ma un patrimonio aziendale possibilmente da far fruttare…Io credo che prima prendiamo coscienza di questo è prima smetteremo di illuderci, nell attesa che arrivi chissà quando qualcuno che conosca il valore reale del Toro e non solo il suo mero valore economico

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    1. Luke90 - 4 mesi fa

      Francamente io non mi illudo che al Toro arrivi qualcuno che conosca il valore reale del Toro.. ormai non funziona più così e credo che il mondo del calcio ce ne stia dando ampi esempi…
      Cairo prima o poi lascerà … l’unica cosa che si può sperare e che arrivi uno che possa permettersi di investire.. d’altronde tra uno che è tifoso ma non ha soldi e uno che ha soldi e non è tifoso.. la preferenza mi pare ovvia.
      Certo sarebbe meglio uno tifoso con i soldi .. ma alle favole non ci credo, perché a quest’ora si sarebbe fatto vivo da lustri ….

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      1. abatta68 - 4 mesi fa

        Il milan ha investito 200milioni in campagna acquisti e adesso stà cercando di rimontare un’annata che, fin qui, rimane ancora fallimentare, perchè se non entrano in CL i ricavi del prossimo anno non saranno sufficienti a giustificare un rientro economico e un equilibrio di bilancio. Per fare il salto di qualità occorre ambire alla CL, altrimenti non ne vale la pena fare investimenti (investire per fare cosa? andare in EL e ricavarne 10 milioni?). Questo Cairo lo sà e ragiona sul basso profilo. Questo per quanto riguarda la parte gestionale ovviamente, non certo quella sportiva. Se vuoi un tifoso del Toro senza soldi vengo io, basta che poi non mi contestate se vendo Belotti subito! Qui servirebbe gente con la grana da investire per fare tanta altra grana, vedi Napoli, Roma o Ggiuve, altrimenti per bene che ti vada, sei l’Atalanta e basta.

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      2. Granat....iere di Sardegna - 4 mesi fa

        Non sono del tutto d accordo. Al Toro ora come ora serve uno che spenda bene i soldi del Toro. Non serve un presidente magnate. Non servono i soldi di cairo. Vi faccio un esempio. Nel 2016 il Toro ha chiuso il bilancio con un utile di 1 mln abbondante, raggiunto grazie alla plusvalenza sulla cessione di Glick. Insomma in sostanza basterebbero una o al massimo due cessioni all anno ben remunerato per permettere un sostanziale equilibrio dei conti e fare quegli acquisti che servono per migliorare la rosa, con oculatezza ma anche con le idee chiare su come è dove intervenire, e faccio presente che nel 2016 il Toro ha speso soldini per liaijc, de Silvestri, prestito di falque e rossettini. Nel 2017 il Toro si è praticamente sbragato con plusvalenze stratosferiche e senza fare gli acquisti giusti pur spendendo più degli anni scorsi ma molto molto meno di quello che si poteva…A noi non serve un presidente magnate, ci serve un presidente che focalizzi obbiettivi sportivi di breve e medio periodo e si muova per raggiungerli con un sostanziale pareggio di bilancio, non con utili stratosferici che ammuffiscono (forse) nelle casse sociali. Tutto qui.

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        1. Andrea Valentino - 4 mesi fa

          Ci va un presidente che non abbia paura di dar fastidio ai gobbi, perché il reale problema è proprio quello. Quando lo troveremo potremo toglierci anche noi qualche soddisfazione

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  14. tapiro granata - 4 mesi fa

    Grande, sei stato unico, un autentico, come molti, tifoso granata dentro, nell’animo.
    Hai descritto cio’ che la stragrande maggioranza di noi tifosi sente dentro di se e cioè un apatia che lei Pres ha portato in noi e in tutta la societa’.
    Spero che Cairo legga e venga investito da un ondata di tremendismo granata nelle sensazioni cosi da smuovere la sua coscienza e trattare il Toro non solo come un azienda !!

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  15. Spadowsky - 4 mesi fa

    Bellissimo articolo!!!

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  16. FanfaronDeMandrogne - 4 mesi fa

    Chapeau.

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  17. CUORE GRANATA 44 - 4 mesi fa

    Bella lettera scritta in tono pacato dalla quale, mi pare di comprendere, traspare anche una delicatezza di sentimenti cosa ormai rara. Mi fa piacere che una persona così qualificata anche sotto il profilo professionale sia un tifoso del Toro così orgoglioso di esserlo( è risaputo che noi granata siamo geneticamente diversi). Penso tuttavia che per scalfire la “corazza di cinismo” di Cairo occorra ben altro!!! Grazie per la testimonianza e chissà se dal sassolino si formi una valanga che induca il “Nostro” a levare le tende!!!FVCG!!

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  18. dukow79 - 4 mesi fa

    Urbano comprati il Milan i cinesi sono in bancarotta, fai vincere lo scudetto di bilancio al popolo milanista…

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  19. Scott - 4 mesi fa

    Il timore terribile che ho è che lui pensi di non aver sbagliato niente. Dal suo punto di vista contano le mostruose plusvalenze create. Gli obiettivi sportivi non sono in capo al presidente, a quanto pare. I disastri sono quelli creati dall’ex allenatore, chissà ancora per quanti lustri. Insomma, fintanto che il problema sarà l’aver sborsato 15 mln per niang e non l’aver venduto Zappacosta per 30, sarà un dialogo con un sordo.

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  20. Sempregranata - 4 mesi fa

    Aggiungo solo, spero che la legga anche Mario Giordano e che riveda le sue posizioni.

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  21. Sempregranata - 4 mesi fa

    Caro Carmelo, le tue emozioni, i tuoi valori e le tue aspettative sono condivise dal mio cuore e sangue granata. Bellissimo articolo! Speriamo colga il segno.

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  22. ALESSANDRO 69 - 4 mesi fa

    Bellissima lettera con la speranza che non muoia ignorata in qualche archivio polveroso…….

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  23. blackmapan_778 - 4 mesi fa

    Dopo 13 anni ancora a supplicare quel piccolo uomo. Bho contenti voi. Il Toro esisteva prima ed esisterà anche senza di lui. cairovattene

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  24. mister - 4 mesi fa

    PAROLE SANTE.LEGGA E RIFLETTA PRESIDENTE

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