Anche sul Viareggio rischio scommesse?

Anche sul Viareggio rischio scommesse?

Difficile pensare che persino una gara del Torneo di Viareggio, per molti ragazzi l’apice della propria carriera a livello di calcio giovanile, possa essere compromessa dalle scommesse. Eppure, da quando molti allibratori hanno iniziato a bancare anche i match della famosa competizione, che il Torino sta affrontando in questi giorni,…

Difficile pensare che persino una gara del Torneo di Viareggio, per molti ragazzi l’apice della propria carriera a livello di calcio giovanile, possa essere compromessa dalle scommesse. Eppure, da quando molti allibratori hanno iniziato a bancare anche i match della famosa competizione, che il Torino sta affrontando in questi giorni, il rischio si è fatto concreto.

 

MODIFICA NORMATIVA – Per arginare eventuali fenomeni di malcostume, la Federcalcio è subito intervenuto per modificare l’art. 6 del Codice di giustizia sportiva, quello, ormai famosissimo, che vieta ai tesserati delle squadre professionistiche di scommettere, anche per interposta persona, su gare organizzate da Figc, Uefa o Fifa. La nuova versione della norma, infatti, estende il divieto, finalmente, anche ai dilettanti ed ai ragazzi dei settori giovanili, che ora non possono “effettuare o accettare scommesse, direttamente o per interposta persona, presso i soggetti autorizzati a riceverle, relativamente a gare  delle competizioni in cui militano le loro squadre”.

 

BASTERA’? – Come spesso accade, peraltro, il fatto che la norma sia stata mutata difficilmente potrà raggiungere, immediatamente, dei risultati tangibili: non sarà certo un po’ di inchiostro sul Codice federale a poter fare da deterrente assoluto, soprattutto in un ambito, quale quello dilettantesco e giovanile, nel quale il denaro che gira è sensibilmente inferiore a quello proprio ‘dei grandi’, col rischio che eventuali comportamenti scorretti attecchiscano ancora di più.

Che si punti del denaro su gare giovanili è, a nostro parere, semplicemente assurdo, anche se la legge lo consente, e decisamente preoccupante: già il Campionato Primavera, e persino alcune sfide del Campionato Allievi Nazionali, sono bancati da scommettitori del sudest asiatico che sfuggono alle normative europee, che si giochi sul Torneo di Viareggio, legalmente, e sul nostro territorio, è fenomeno francamente inquietante.

 

ALLARME IN FEDERCALCIO – Condividiamo, insomma, la preoccupazione espressa a riguardo da Gianni Rivera, Presidente del Settore giovanile e scolastico della FIGC, e di Damiano Tommasi, Presidente dell’Assocalciatori. Il primo è stato molto chiaro nel riferire: “Fosse per me eliminerei del tutto le scommesse sullo sport – spiega Rivera – a maggior ragione sulle partite di un torneo giovanile. Anche perché non mi pare che l’aver legalizzato le giocate abbia contribuito a migliorare la situazione. Ormai la cultura del denaro è sempre più dominante all’interno dello sport”, il secondo, invece, ha sostenuto:  “Le giocate legali possono servire a contenere il fenomeno regolamentandolo – dice l’ex mediano di Nazionale, Roma e Verona – ma sono anche un campanello d’allarme perché dimostrano l’interesse degli scommettitori intorno al calcio giovanile, un mondo all’interno del quale per la giovane età i protagonisti sono più indifesi. Abbiamo notizie da un paio di anni di puntate dal Sud Est Asiatico sul campionato Primavera in situazione nelle quali è difficile dire cos’è legale e cosa non lo è perché tutto passa attraverso siti internet difficilmente controllabili. In questo senso la situazione è pericolosa”.

 

RISCHI INACCETTABILI – Se è difficile, per un appassionato di calcio, accettare che un giocatore di Serie A possa compromettere le proprie prestazioni in cambio di denaro, è ancora più arduo pensarlo di un giovane della Primavera, che dal calcio ha solo tanto da imparare. Non ci resta che sperare, per il bene del calcio, che, divieti formali a parte, nessuno caschi in questa rete, tanto insidiosa, anche se il rischio che si corre è altissimo e, c’è da scommetterci (mi si perdoni il gioco di parole) che prima o poi qualcuno ci cascherà.

 

Diego Fornero

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