Torino e Robaldo, le ultime: in vista la consegna dell’impianto

Torino e Robaldo, le ultime: in vista la consegna dell’impianto

In città / Calendarizzato per il 22 novembre un incontro in comune per risolvere le ultime incombenze: dopodichè, il Torino avrà in mano le chiavi dell’impianto e potrà pensare ai lavori di ripristino

Toro

Eravamo rimasti all’8 marzo scorso: dopo un bando molto particolare per le sue modalità di svolgimento, a causa della partecipazione di una controparte che alla fine si è rivelata inattendibile, il Torino si è aggiudicato il Centro Sportivo Robaldo, storico impianto di proprietà del Comune di Torino che sorge al confine con Nichelino: 45mila metri quadrati con cinque campi e pertinenze del caso, ormai in disuso da anni, che il Torino trasformerà nel nuovo quartier generale del proprio vivaio. Sarà questa la sede di allenamenti e partite di almeno cinque categorie  – dalla Berretti ai Giovanissimi Regionali – ora “confinate” per le partite ufficiali al “Comunale” di Grugliasco e per gli allenamenti ai quattro angoli della città.

Robaldo, derby
La descrizione dettagliata dell’impianto Robaldo

Da mesi, però, la situazione è rimasta ingolfata, se vogliamo anche in modo imprevedibile: se ne accorge chi si trova a passare in questi giorni nella zona di strada Castello di Mirafiori, con il centro sportivo ancora in disuso e senza alcun elemento che faccia pensare a lavori in corso. Impedimenti di carattere burocratico hanno impedito il velocizzarsi della consegna dell’impianto nelle mani del Torino, che da mesi – dopo essersi aggiudicato il bando in pieno rispetto delle leggi statali e regionali – si sta spendendo senza soluzione di continuità per accelerare i tempi della pratica ed entrare in pieno possesso dell’impianto. La speranza comune – qualcosa di più di una speranza: una convinzione – è che presto si trovi il bandolo della matassa per concludere questa telenovela. Per il prossimo 22 novembre, infatti, è in programma un incontro in Comune, alla presenza dell’Assessore allo Sport di Torino Roberto Finardi, tra il Torino e la Circoscrizione X, ancora competente territorialmente nonostante sia in atto un accorpamento con la Circoscrizione II.

Un incontro dove, così è la volontà comune di tutte le parti in causa, dovrebbero essere risolte le ultime incombenze, con i rispettivi esperti già all’opera per trovare un’intesa definitiva e i chiarimenti che servono, specie su alcuni adempimenti di carattere tributario. Il tanto sperato buon esito della vicenda non è in discussione, si tratta solo di accorciare i tempi. Dopodichè, il Torino avrà in mano le chiavi dell’impianto e potrà pensare ai lavori di ripristino. Come da regolamento comunale, questi saranno a totale cura del concessionario, ossia il club di Urbano Cairo, che presenterà il progetto al Comune di Torino, con le previsioni di inizio e fine dei lavori, e riceverà le autorizzazioni del caso, con l’obbligo connesso di attivarsi per l’aggiornamento della scheda catastale dell’immobile e delle pertinenze.

Più concretamente: le tempistiche per la messa a punto del “Robaldo” non sono ancora stabilite. Dopo la consegna dell’impianto, si può pensare che il Torino si attivi fin da subito al fine di far partire i lavori in questa stagione sportiva, ormai certamente nel 2017. Dopodichè, scatterà il conto alla rovescia per veder rivivere il “Robaldo”, che andrà a comporre, insieme allo Stadio Filadelfia e allo Stadio Grande Torino, quella che di fatto  si potrà definire una Cittadella Granata nel cuore di Torino.

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