Torino Primavera, a Viareggio una sconfitta che brucia

Torino Primavera, a Viareggio una sconfitta che brucia

Granata eliminati dall’Atalanta di Walter Bonacina. Il Toro non vince il torneo dal 1998

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Come un anno fa, per il Torino di Moreno Longo al Viareggio arriva un’altra eliminazione che brucia.

UNA SCONFITTA CHE BRUCIA – Brucia perché arrivata contro una squadra sicuramente forte ma alla portata, brucia perché arrivata ancora una volta ai calci di rigore (come nell’ultima finale scudetto contro il Chievo).
Non è più il Parma il carnefice dei granata, ma l’Atalanta di Walter Bonacina, brava a crederci fino in fondo e a non demordere dopo il doppio svantaggio.

LA PARTITA – Il Toro è aggressivo e ordinato come sempre, anche se la partita, nella prima frazione, non è sicuramente bella. Con grande cinismo (e anche, va detto, un po’ di fortuna), il Torino trova un doppio vantaggio capace di tagliare le gambe agli orobici, con Morra e Rosso, entrambe le volte con deviazione di Kresic.
L’Atalanta però (che tra i suoi ranghi ha messo in mostra un elemento interessantissimo come Tulissi) non molla, e nella ripresa, causa anche un vistoso calo dei granata, trova addirittura il pareggio, proprio con un Kresic che si riscatta alla grande, dopo che il Torino è stato colpevole di aver mancato il colpo del ko.
La stanchezza subentra in entrambe le compagini e, alla cinica lotteria dei rigori, un super Merelli regala la vittoria ai suoi, che ora affronteranno la Roma di Alberto De Rossi.

COSA NON HA FUNZIONATO – Per Lescano e compagni il rammarico di non aver giocato sui loro soliti livelli, complici forse la fatica per le tante gare giocate consecutivamente e la tensione. Alla grinta e al pressing mostrato inoltre, ieri non si sono sommati la solita organizzazione di gioco e il solito ordine tattico in fase offensiva, con la manovra che è apparsa, a tratti, un po’ confusa.
Ancora una volta dunque, dopo aver superato un difficile girone con Santos Laguna, Empoli e Rappresentativa serie D, il Torino deve abbandonare una competizione che non vince dal 1998, dai tempi di Semioli, Comotto, Tiribocchi e Pellissier, con Claudio Sala in panchina.
Ora Moreno Longo dovrà essere pronto a recuperare i suoi ragazzi sul piano psicologico, rituffandosi a capofitto su un campionato che può regalare delle belle soddisfazioni.

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