Viareggio Cup: l’Anderlecht in semifinale col difensore nato tre volte

Viareggio Cup: l’Anderlecht in semifinale col difensore nato tre volte

Che circa i giocatori africani non sempre le date di nascita registrate ufficialmente siano il massimo dell’affidabilità, è cosa nota, ma la situazione di Chancel Mbemba Mangulu, gigante difensivo congolese in campo ieri per l’Anderlecht contro il Torino, rappresenta forse un caso limite realmente imbarazzante.
Che circa i giocatori africani non sempre le date di nascita registrate ufficialmente siano il massimo dell’affidabilità, è cosa nota, ma la situazione di Chancel Mbemba Mangulu, gigante difensivo congolese in campo ieri per l’Anderlecht contro il Torino, rappresenta forse un caso limite realmente imbarazzante.
 
UN VETERANO GIOVANISSIMO – Innanzitutto, il ragazzo dispone già di un discreto bagaglio di esperienza, inusuale per un giocatore della sua ‘età’ (sarebbe nato, infatti, nel 1994), avendo anche appena disputato la Coppa d’Africa con il Congo, ed avendo a che fare con il calcio professionistico fin dal 2006, quando teoricamente avrebbe dovuto avere soli 12 anni. All’epoca, militava nel club locale E.S. La Grace, ma nel passaporto impiegato per il primo tesseramento la data di nascita riportata risultava essere 8 agosto del 1988, rimasta inalterata attraverso i due successivi trasferimenti del giocatore, prima ai connazionali dello Mputu, poi a quelli del MK Étanchéité.
 
E’ UN ’91 NEL 2011 – La svolta arriva nel 2011, quando la Federcalcio congolese intende ottenerne la partecipazione, fuori tempo massimo, alle qualificazioni per le Olimpiadi di Londra del 2012: l’iscrizione alla Nazionale Under 23 viene effettuata, dunque, con un nuovo documento, riportante il 30 novembre 1991 come data di nascita. E’ in quell’occasione che viene notato dagli scout del club belga dell’Anderlecht, avversario del Torino in Viareggio Cup proprio ieri sera. Fondamentale, a questo punto, si rivela, come riportato qualche settimana fa su ‘Il Fatto quotidiano’ la ‘consulenza’ del notissimo procuratore brasiliano Paulo Teixeira, non a caso soprannominato ‘il mago dei tesseramenti’.
 
MA IN BELGIO NON E’ TESSERATO FEDERALE – La Società belga, infatti, come spesso accade, avrebbe interesse a portarsi in Europa giocatori ad un costo relativamente basso ma, possibilmente, più giovani possibile, ed ecco che il gioco è fatto: Chancel Mbemba viene tesserato in Europa con una terza data di nascita: 8 agosto 1994, ideale per l’iscrizione del ragazzo nella categoria under 19, l’equivalente della nostra Primavera, ovvero il bacino al quale attingere per la partecipazione al Torneo di Viareggio. La situazione, però, è burocraticamente bizzarra: il ragazzo, infatti, risulta ancora tesserato alla FIFA come un classe ’91, ed ha partecipato alla Coppa d’Africa appena trascorso proprio con questo tesseramento. Così non è in Belgio, dove infatti il ragazzo, conformemente all’articolo 19 del Regolamento Fifa sullo Status e sul Trasferimento dei Calciatori (che blocca il trasferimento internazionale di minorenni) non è stato ancora registrato a livello federale, pur giocando per la ‘Primavera’ dell’Anderlecht da ormai un anno e mezzo.
 
ESEMPIO DI MALCOSTUME? – Insomma, il ‘caso Mbemba’, oltre ad essere piuttosto imbarazzante per la FIFA, e per il proprio ‘Transfer Matching System’, sistema informatizzato che dovrebbe monitorare i dati anagrafici dei calciatori, e per la Federcalcio belga, rischia di esserlo anche per gli organizzatori della Viareggio Cup, soprattutto se i belgi dovessero superare il Siena in semifinale e magari trionfare anche in finale lunedi. Non che la sola età anagrafica di Mbemba abbia concorso da sola a sancirne il successo, sopratutto nella fortunosa roulette dei rigori contro il Torino, ma sicuramente non si tratta di un esempio luminoso di correttezza e Fair Play. La FIFA sta portando avanti la propria inchiesta, ma intanto… il malcostume ha mietuto, almeno in parte, un’altra vittima, non soltanto la maglia granata ma, più in generale, l’intero sistema di tesseramenti internazionali, dove circuire le regole si rivela spesso determinante. Staremo a vedere.
 
Diego Fornero

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