Zenuni, Edera, Martino: è un Torino Primavera che guarda già al futuro

Zenuni, Edera, Martino: è un Torino Primavera che guarda già al futuro

Verso la Finale Scudetto / Non ci sarà bisogno di rifondare nuovamente la Primavera: dal portiere al reparto offensivo, il Torino ha già in casa i giocatori per la prossima stagione

 

Il giorno dopo la sconfitta ai calci di rigore nella Finale Scudetto Primavera 2014, contro il Chievo di Nicolato, era già chiaro che per il Torino c’era tanto da lavorare. C’era un Longo con il contratto in scadenza e tante società di Lega Pro interessate; c’era soprattutto una squadra che, per forza di cose, avrebbe dovuto essere stravolta in vista della stagione successiva.

SOLO FISSORE E MANTOVANI – La formazione arrivata in finale nel 2014, infatti, era costruita interamente con giocatori del 1994 e del 1995. L’unico classe 1996 a disposizione di Longo, in tutta la squadra, era quel Matteo Fissore che oggi si ritrova capitano; oltre a lui aveva esordito, in campionato, solo Valerio Mantovani. Era quindi chiaro che la squadra, eccezion fatta per pochi fuoriquota, avrebbe dovuto essere ricostruita da cima a fondo; attingendo, però, più dal calciomercato che dal vivaio granata, che non offriva molto riguardo alla leva 1996, da molti addetti ai lavori definita l’annata maledetta del vivaio granata.

PROSPETTIVE FUTURE – Tutt’altre prospettive assume invece il futuro prossimo della Primavera granata. Nell’attuale rosa di Longo, tanti sono i giocatori classe 1997, ossia le leva che sarà protagonista nella stagione 2015-2016. Basti pensare che, nelle semifinale Scudetto contro la Fiorentina, Longo ne ha schierati titolari tre (il portiere Zaccagno, l’esterno Zenuni e il centravanti Martino) e altri tre erano in panchina (Edera, Candellone, Tindo). Senza dimenticare Sallustio e Benassi, che hanno già esordito in Primavera quest’anno. E  soprattutto in casa Toro c’è un gruppo, quello degli Allievi Nazionali classe 1998, che ha vinto il girone di campionato e giocato le Final Eight di categoria, da cui si potrà attingere a piene mani (giocatori come Kouakou, Rivoira, Auriletto e Giraudo sono già stati testati, con soddisfazione, da Longo nelle amichevoli di preparazione prima di partire per la Liguria).

Insomma, è una Primavera del Torino che, se si prepara per giocarsi domani il nono titolo italiano della sua storia, guarda già al futuro. Il direttore delle giovanili Massimo Bava non sarà chiamato ad alcuna rifondazione, ma solo a ritoccare un gruppo che, sulla carta, sembra già avere potenzialità interessanti…

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