Claudio Sala: ‘Nel ’98 vinto a Viareggio con la partita perfetta’

Claudio Sala: ‘Nel ’98 vinto a Viareggio con la partita perfetta’

Il grande Claudio Sala, come giocatore, non ha certo bisogno di presentazioni. Molti forse non sanno però che è stato anche un allenatore vincente. Alla guida della Primavera del…
 
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Il grande Claudio Sala, come giocatore, non ha certo bisogno di presentazioni. Molti forse non sanno però che è stato anche un allenatore vincente. Alla guida della Primavera del Torino infatti conquistò per due volte il Torneo di Viareggio: nel 1995, prima di essere comunque esonerato dalla gestione Calleri, e nel 1998, con Massimo Vidulich al timone della società.
 
Buongiorno signor Sala, cominciamo dalla domanda più scontata ma anche più difficile: come si vince il Viareggio? Quali sono gli ingredienti necessari?

Bisogna mantenere la concentrazione sempre molto alta, avere una buona squadra, magari con qualche prestito e poi, perché no, avere anche un pizzico di fortuna. La buona sorte è indispensabile non tanto nella fase iniziale a gironi quanto in seguito, in partite che magari finiscono ai rigori, una vera e propria lotteria.
 
Ci racconti i due tornei da lei vinti: come andarono le cose?

Innanzitutto non mi piace dire che li ho vinti io perché il merito è di tutti, anche dei ragazzi. Nel 1995 in finale incontrammo la Fiorentina e, poiché lo Stadio dei Pini di Viareggio era inagibile, giocammo a Lucca, dove eravamo come in trasferta, con la maggior parte della gente a tifare per i viola. Andammo in vantaggio per 1-0 prima di essere raggiunti al 90’. La finale venne ripetuta, questa volta a Viareggio, due giorni dopo, dando alla Fiorentina l’occasione di recuperare giocatori importanti come Flachi: andammo di nuovo in vantaggio noi, poi loro pareggiarono e ci superarono prima del definitivo gol di Mezzano che mise le cose in parità e ci fece andare ai supplementari e ai rigori dove riuscimmo ad avere la meglio.
Nel ’98 invece la finale fu meno dura: conoscevamo bene i brasiliani dell’Irineu in quanto io e il mio assistente li guardammo giocare tre o quattro volte a Viareggio. Giocammo la partita perfetta e portammo a casa una vittoria meritata.
 
Tra i ragazzi in campo nel successo del ’95 c’era anche Moreno Longo, oggi tecnico della Primavera, giusto?

Sì, Moreno vinse quel torneo e l’anno successivo, non più con me in panchina, il Toro arrivò nuovamente in finale contro un forte Bari con diversi ragazzi già nel giro della prima squadra, in una gara dove purtroppo lui venne espulso.
 
La sua squadra del 1998 era veramente competitiva, con molti giocatori che in seguito hanno fatto carriera, vero?

E’ vero: avevo Grauso, Alessi, Semioli, Tiribocchi e Pellissier, più i due nuovi innesti Foglia e Sommese.

Il Torino quest’anno è una buona squadra ma non sembra tra le favorite, crede che possa fare la sorpresa?

E’ meglio non essere favoriti perché se no si rischia seriamente di cadere. Sinceramente non seguo molto le giovanili del Torino ma ho visto che in campionato la classifica è buona e so che hanno elementi in grado di fare la differenza come Diop, che spero giochi.
 
A suo modo di vedere qual è la competizione più importante a livello giovanile?

Il Torneo di Viareggio ha un valore internazionale e lì, almeno sulla carta, ti confronti con le migliori squadre del mondo, essendoci anche compagini straniere, quindi vincerlo dà grande prestigio, specialmente da quando le partecipanti sono passate da 16 a 32. Tuttavia, sebbene siano tutte competizioni importanti, nell’ordine metto Campionato, Coppa Carnevale e poi Coppa Italia.

Grazie delle sue risposte, e a presto.
 
Grazie a voi, e in bocca al lupo a Moreno e ai suoi ragazzi per questa avventura!
Roberto Maccario
 
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