Dario: ‘Presidente, avanti così !’

Dario: ‘Presidente, avanti così !’

Torino, al di là del calcio, è una città molto musicale e sono tanti i gruppi che oltre a suonare tifano Toro. I Rimozione Koatta hanno sempre partecipato ad ogni iniziativa granata, dalle esibizioni al Festival di Vigone al concerto della Maison Musique per raccogliere fondi per gli Ultras arrestati per i fatti di Moncalieri dell’anno scorso, passando per il 4 maggio al Fila. Abbiamo chiesto al loro…

di Redazione Toro News

Torino, al di là del calcio, è una città molto musicale e sono tanti i gruppi che oltre a suonare tifano Toro. I Rimozione Koatta hanno sempre partecipato ad ogni iniziativa granata, dalle esibizioni al Festival di Vigone al concerto della Maison Musique per raccogliere fondi per gli Ultras arrestati per i fatti di Moncalieri dell’anno scorso, passando per il 4 maggio al Fila. Abbiamo chiesto al loro leader, Dario, come sta vivendo questa rinascita granata.

Domanda d’obbligo: un giudizio sull’Italia mondiale?

Mi è sembrata una buona Italia, anche se a dire il vero nel suo cammino è stata abbastanza fortunata a non trovare, fino alle finali, grosse e blasonate squadre come per esempio Argentina o Brasile. E’ stato un cammino in discesa, ma si sa, per vincere serve anche una buona dose di fortuna.

Può aver qualche attinenza con la storia del Toro, partita in sordina e poi vincente?

Penso di no. Prima di tutto perchè magari altre squadre come il Togo potevano rappresentare lo "spirito" Toro, inoltre a partire dall’allenatore (Lippi), passando per il capitano fino ad arrivare ad altri giocatori, io non mi sono sentito tanto rappresentato da questa nazionale. Non perchè non ci fossero granata, ma per lo "spirito". So che bisognerebbe guardare alla squadra e non ai singoli, ma vedere gioire Lippi o ripensare alla flebo e alla dichiarazioni pro-Moggi di Cannavaro, mi fa stare proprio male. Peccato.

Questa vittoria può ripulire in parte la vergogna di calciopoli?

Per ripulire la vergogna di calciopoli ci vanno sentenze giuste, severe e una bella pulizia generale in tutti i reparti. Se non avremo nulla di tutto questo la vittoria del Mondiale sarà stata come una sorte di requiem del calcio italiano e daremo solo ragione a tutti quelli che hanno parlato male del popolo italiano in questi giorni. Facciamogli vedere che sappiamo divertirci e fare pulizia.

Veniamo al Toro: ti aspettavi subito la serie A, dopo la scorsa estate?

No, ma la speranza c’era. Se non fosse arrivata non ne avrei fatto un dramma perchè mi ricordo le notti in piazza del Municipio della scorsa estate, le manifestazioni e l’angoscia per un futuro incerto. Il 2 settembre per il popolo granata è stato proprio il Giorno dell’Indipendenza. Tutto quello che è stato fatto ha il mio massimo rispetto e sostegno, anche delle scelte che magari a suo tempo mi hanno lasciato perplesso.

Come hai vissuto i giorni della promozione?

Per me è stata quella la vera notte di baldoria e di caroselli. L’ho vissuta come una vittoria mondiale. So che può sembrare esagerato agli occhi di chi non capisce, ma il grido "AAAAAAAA" era rimasto troppo soffocato in gola per uscire con forza e decisione. E devo dire che la vivo ancora oggi: è bello essere del Toro 365 giorni l’anno.

Cairo ha dato una sferzata di entusiasmo, cosa pensi del presidente?

Ottimo comunicatore e talvolta showman. Ero sul palco al Fila dietro la squadra mentre il Presidente faceva il suo show. Ha saputo ridare credibilità alla società, entusiasmo ai tifosi, esempio di trasparenza nei rapporti. Veramente uno da Toro.

Come divideresti i meriti tra de Biasi, Cairo e la squadra?

Difficile fare una classifica. Diciamo Cairo perchè appunto con il suo entusiasmo ha saputo contagiare e portare avanti le sue convinzioni e idee vincenti, come per esempio continuare a puntare su De Biasi anche nei momenti bui del campionato. La squadra ha saputo capire in breve tempo cosa noi tifosi volevamo da loro. E ho visto una luce diversa nei loro occhi da quel 4 maggio al Fila. E’ stato un chiaro segno che quello Stadio deve tornare ad essere quello che era, perchè è troppo importante per ciò che rappresenta per il popolo granata. Il mister fa parte della squadra, non va in campo, ma alla fine deve essere lui il motivatore, è lui che sta a contatto con i ragazzi tutti i giorni. E’ stato anch’egli fondamentale.

Ora sulla graticola c’è la Juve, cosa ti aspetti dalle sentenze?

Spero che si applichi quello che la giustizia sportiva prevede. Le leggi ci sono, basta applicarle con giustizia e non guardando ai nomi delle società imputate. E se per una partita il Genoa è finito in C, per "almeno" un campionato ci può stare anche la Juve.

Quali richieste faresti a Cairo?

Di continuare ad essere quello che è stato fino ad adesso: serio e trasparente, entusiasta e programmatore. Di non entrare in politica e di farci vincere uno scudetto!

Primo giudizio di questo inizio di calciomercato e che colpi ti aspetti ancora?

Il calciomercato è appena iniziato. So che c’è gente che si lamenta per l’età dei nuovi acquisti. Io mi fido ciecamente delle decisioni societarie e di conseguenza le accetto volentieri, e sono sicuro che i veri colpi non mancheranno.

Riguardo al vostro lavoro cosa bolle in pentola? Nuovi cd, concerti, qualche canzone sul Toro?

Stiamo ultimando le registrazione il mixaggio del nostro secondo disco:
saranno 13 pezzi, tra cui finalmente vedrà una luce ufficiale "Per Noi", la canzone dedicata al Filadelfia che al momento era disponibile solo in una versione "demo" estratta dai provini per il disco. Inoltre gli ospiti saranno tutti rigorosamente granata con musicisti che frequentano la Maratona. Insomma direi una garanzia!

(La foto è tratta dal sito del gruppo)

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