Ferrante: ‘Toro, con la giusta programmazione l’Europa non è una chimera’

Ferrante: ‘Toro, con la giusta programmazione l’Europa non è una chimera’

Andando un po’ indietro negli anni si arriva ad un Torino-Palermo di serie B, all’inizio della stagione 2003/2004. In una notturna dal sapore di serie A giocata nel vecchio stadio Delle Alpi, i granata riuscirono ad avere la meglio su una squadra molto ambiziosa, con in panchina un vecchio lupo come Silvio Baldini e in campo giocatori del calibro…
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Andando un po’ indietro negli anni si arriva ad un Torino-Palermo di serie B, all’inizio della stagione 2003/2004. In una notturna dal sapore di serie A giocata nel vecchio stadio Delle Alpi, i granata riuscirono ad avere la meglio su una squadra molto ambiziosa, con in panchina un vecchio lupo come Silvio Baldini e in campo giocatori del calibro di Eugenio Corini e Luca Toni, una squadra che, per la cronaca, alla fine dell’anno venne promossa e da allora non retrocedette più. 
Il Toro vinse per 2-1 e l’eroe di giornata fu Marco Ferrante, autore di una doppietta.
 
Ciao Marco, ti ricordi di quel Torino-Palermo e della tua doppietta?
Sì, anche se in granata ho segnato talmente tanti gol che è difficile ricordarseli tutti; ricordo che fu una vittoria di misura, per 2-1, al termine di una bella partita in cui riuscii a mettere dentro due reti. Con il Palermo sono sempre gare molto difficili: quando incontri squadre del sud, come anche il Bari, il Catania o il Napoli, molto organizzate non è mai facile perché hanno in più dalla loro grande personalità e cattiveria agonistica.
 
Al termine di quel campionato i rosanero di Zamparini vennero in A e ci rimasero fino a oggi, era una squadra con giocatori di categoria superiore, giusto?
Era l’inizio di un bel percorso con alle spalle un progetto importante; a mio modo di vedere però noi eravamo più forti, ma siamo stati condizionati da una serie di episodi negativi che ci hanno impedito di raggiungere l’obiettivo prefissato all’inizio. Ricordo per esempio che io dovetti stare fuori 3-4 mesi a causa di un infortunio.
 
A proposito di progetti, credi che a Torino, dopo tanti anni bui, finalmente ce ne sia uno? Credi che si stia programmando il futuro con lungimiranza e serietà e che ci sia davvero una visione di insieme?
Spero di sì, e spero anche che il Toro torni ad avere in pianta stabile la classifica che gli compete, magari non dove era una volta, un obiettivo sinceramente proibitivo, ma sicuramente meglio di questi ultimi anni. Io sono ottimista, mi piace guardare sempre avanti e vedere il bicchiere mezzo pieno e quindi dico che sono già stati fatti passi importanti in questa direzione, ora però bisogna continuare, anche perché il secondo anno in A è storicamente il più difficile per il Torino e non solo.
Oggi però vedo una squadra molto quadrata che gioca bene, a cui si dovrebbe aggiungere ogni anno un giocatore importante.
 
Un modello da seguire potrebbe essere il Napoli di De Laurentiis nel suo percorso dalla C ai massimi livelli del calcio italiano?
Sì, ripeto: ogni anno bisogna aggiungere al mosaico una tessera di qualità. Ad esempio se quest’anno hai preso Cerci lo devi tenere e piano piano aggiungerne un altro di quel livello e poi un altro ancora, mantenendo però una base solida, senza rivoluzioni. Sembra di parlare dell’acqua bollente ma vi assicuro che non è una cosa così scontata: in questo modo si possono raggiungere grandi risultati e perché no anche l’Europa, che oggi sembra un parolone ma che è assolutamente alla portata se c’è programmazione.
 
Venendo, più prosaicamente, alla partita di domenica, che match prevedi?
Il Toro è sicuramente favorito perché non ha l’assillo del risultato, mentre loro dovranno fare la partita perché sono alla disperata ricerca di punti. I granata avranno dunque a disposizione ampi spazi per sfoderare l’arma del contropiede cara a Ventura. Inoltre il Palermo non naviga in buone acque neanche dal punto di vista della gestione societaria, con continui cambi di allenatore che generano confusione e instabilità.
 
Infine un commento sulla Primavera granata, di cui sei un sostenitore e che segui con attenzione: arrivare ai quarti di Viareggio ed essere eliminati ai rigori dall’Anderlecht campione è un buon risultato, non credi?
Sì, amo seguire le nuove leve, guardare i ragazzi che poi potrebbero diventare dei calciatori. Longo come Asta è un tecnico di grande prospettiva, destinato al grande salto. In generale, a differenza degli ultimi anni, la società sta lavorando con grande organizzazione anche nel settore giovanile e credo che questo sia un buon segno.
 
Grazie Marco.
Grazie a voi e sempre Forza Toro.
 
Roberto Maccario
 
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