Giorgio Venturin: “Per me è iniziato tutto col Toro. Belotti incarna i valori granata”

Giorgio Venturin: “Per me è iniziato tutto col Toro. Belotti incarna i valori granata”

#110annidiToro – Esclusiva TN / L’ex centrocampista: “Sono stato fortunato, ricordo ancora il primo allenamento al Filadelfia. Si vede che lo spogliatoio è unito, e sul Derby…”

Giorgio Venturin, ex centrocampista, cresciuto nel settore giovanile del Torino e poi protagonista di una carriera giramondo che l’ha portato a vestire la casacca granata in più di un’occasione: in totale sono sette le stagioni all’ombra della Mole, nelle quali colleziona 189 presenze ed otto reti. Venturin è protagonista anche di annate e partite indimenticabili, con la maglia granata: dalla vittoria della Coppa Italia 1993 alla doppia maledetta finale di Coppa UEFA contro l’Ajax, due sfide queste ultime nelle quali il centrocampista partì nell’undici titolare. Per la vigilia del compleanno numero 110 del Torino, l’abbiamo intervistato in esclusiva di modo da conoscere meglio le sue sensazioni, relative alla propria personale esperienza ma anche al Torino dei nostri giorni.

Venturin, domani il Toro compirà 110 anni. Lei è cresciuto nel settore giovanile granata ed ha vissuto pagine importanti della storia del club: cosa significa per lei questo traguardo?

“Senza dubbio, è un traguardo importante. Porto con me tanti bellissimi ricordi del Torino, ma tra tutti vorrei concentrarmi proprio sugli anni del settore giovanile perchè di fatto per me è iniziato tutto lì: la mia carriera è iniziata all’ombra della Mole, è la squadra in cui sono cresciuto ed a 15 anni vivevo già nel convitto granata. Si tratta di emozioni uniche, ho avuto una grande fortuna ad essere selezionato e scelto ai tempi per andare a far parte del settore giovanile del Toro: ricordo ancora il primo allenamento sull’antecampo del Filadelfia, sono sicuramente ricordi indelebili”

Tornando ai giorni nostri: Torino sesto in classifica, secondo miglior attacco del campionato. Se lo aspettava o per lei questa squadra è una sorpresa?

“La speranza c’era sicuramente, ma poi penso che nessuno si sarebbe immaginato di trovarlo così in alto a questo punto, ancora meglio rispetto alle aspettative. Questo è certo merito dell’allenatore ma anche dei giocatori che stanno remando tutti nella stessa direzione. D’altra parte, i risultati si ottengono solamente in questo modo: c’è bisogno di un tecnico competente, ma sono poi i giocatori che scendono in campo e devono fare la differenza. Quello che emerge, e senza dubbio è così, è che di certo lo spogliatoio granata è unito e bel saldo”

Quindi anche lei incorona Mihajlovic, è il tecnico giusto per il Toro?

“Io penso che sia arrivato nel momento giusto, senza dubbio c’è stato un cambiamento non soltanto tattico ma anche caratteriale rispetto al passato ma ripeto che per ottenere il successo sono fondamentali diversi elementi: credo che questi risultati siano frutto di una miscela tra più parti che stanno spingendo verso un comune obiettivo, sì il tecnico e gli stessi calciatori, ma anche la società senza poi dimenticare i tifosi”

Proprio in virtù di questo, le chiedo: dove pensa che possa arrivare questo Torino?

“Ma secondo me bisogno davvero vivere alla giornata, affrontare partita dopo partita senza troppe pressioni. Questo anche perchè allo stato attuale delle cose da una giornata all’altra può cambiare tutto con una tale classifica, e proprio per questo la cosa fondamentale è restare sempre concentrati. Adesso è comunque troppo presto per fare ogni tipo di pronostico, credo che dovremo aspettare la Primavera per capire dove questo Toro possa arrivare, se in Europa League o magari addirittura in Champions’ League; per il momento l’obiettivo principale è rimanere sempre concentrati”

C’è un giocatore che l’ha stupita positivamente? Un uomo simbolo di questa squadra?

“Belotti, senza ombra di dubbio, è adesso come adesso il giocatore più rappresentativo: sta segnando tantissimo ma quello che salta maggiormente agli occhi è che davvero super generoso, in tutte le fasi di gioco ed in ogni zona del campo. Credo che incarni alla perfezione lo spirito Toro, quell’atteggiamento volto al non mollare mai e quella grinta che ne deriva. Noi comunque lo conosciamo già bene dall’Under 21, quindi nel suo caso posso dire che non si tratta di una vera e propria sorpresa ma piuttosto di una piacevole conferma”

Concludiamo: la prossima settimana c’è il Derby della Mole. Lascio a lei i commenti…

“Bisogna stare sempre in guardia, perchè la Juventus ci ha insegnato che dopo gli scivoloni come quello in cui è incappata a Genova è in grado di riprendersi subito. Si tratta di una partita difficile, ma non impossibile. Il Toro dovrà scendere in campo con il giusto rispetto nei confronti di un avversario tecnicamente molto forte, ma anche con la consapevolezza di poter davvero fare male”

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