Grella: ‘Voglio fare meglio dello scorso anno’

Grella: ‘Voglio fare meglio dello scorso anno’

DAL NOSTOR INVIATO A MALLES
STEFANO BRUGNOLI

NOME: Vincenzo
COGNOME: Grella
NATO A: Melbourne, Australia il 5.10.79
STATO CIVILE: Sposato con due gemelle di 5 anni, Sofia e Vittoria
RUOLO: Centrocampista centrale, ‘so fare entrambe le fasi difensiva e
offensiva’.

DAL NOSTOR INVIATO A MALLES
STEFANO BRUGNOLI

NOME: Vincenzo
COGNOME: Grella
NATO A: Melbourne, Australia il 5.10.79
STATO CIVILE: Sposato con due gemelle di 5 anni, Sofia e Vittoria
RUOLO: Centrocampista centrale, ‘so fare entrambe le fasi difensiva e
offensiva’.
MODELLI: Maldini per il comportamento
HOBBY: Stare in famiglia
LA FRASE: sono un giocatore onesto non mi piace chi finge, ci sono delle
squadre e dei giocatori che dovrebbero togliersi l’adesivo fair-play dalla
maglia.

Dopo neanche 24 ore dall’arrivo a Malles Vincenzo Grella si presenta alla
stampa e ai tifosi,
ragazzo intelligente e determinato col quale è un
piacere dialogare perchè senti che hai davanti una persona genuina e
schietta.

Prima però di parlare con la stampa italiana, il povero Vincenzo è stato
"torturato" di domande da parte delle giornaliste giapponesi al seguito di
Oguro, che gli hanno fatto ricordare la, per lui triste, partita dei quarti
di finale di coppa d’Asia dove l’Australia è stata sconfitta ai rigori
proprio dal Giappone, nella quale il nostro Vince è stato espulso a causa di
una simulazione vergognosa del giapponese Takahara.

Da lì nasce la frase riportata sotto nella scheda. frase che è comunque
applicabile anche in Italia (Nedved, fratelli Inzaghi, Gilardino…)

Vincenzo il suo nome e cognome tradiscono origini italiane, giusto?

Si, mio padre è di Grottaminarda (AV) e mia madre è di Carpineto Romano (RM), luoghi che sono già andato a visitare con piacere perché ho ancora dei parenti che abitano là.

Calcisticamente comunque si sente italiano essendo arrivato in italia a 18
anni?

Fortunatamente come calciatore mi sento italiano, perché ho avuto la possibilità di approdare in una società (Empoli) che non ti fa fretta e sa far crescere bene i giovani.

Come mai ha scelto Torino?

E’ una società gloriosa che sta facendo le cose giuste per tornare a grandi livelli, mi hanno spiegato i loro piani quello che intendevano fare e ho capito che era il posto adatto a me. Poi dall’Australia diverse persone che tifano Toro hanno fatto sapere di volermi ospitare per conoscermi meglio, non mi era successo con le altre squadre nelle quali ho giocato.

Come si presenta ai tifosi?

Sono un giocatore onesto, che ci tiene a far bene, che rispetta i tifosi della squadra per la quale gioca perché dà sempre tutto.

Obiettivi?

Fare meglio dello scorso anno, perché solitamente ho un rendimento costante, lo scorso anno invece ho avuto alti e bassi dovuti a problemini fisici e quando sono tornato pronto per giocare la squadra veniva da una serie di vittorie consecutive e non era giusto prendere il posto di chi faceva bene, poi al primo passo falso Ranieri mi ha fatto giocare fino alla fine.

Impressioni in questi primi giorni di ritiro ?

Vedo entusiasmo nei miei compagni che è fondamentale per fare bene, la società ha voglia di ottenre buoni risultati, l’allenatore vuole il massimo e questo è il mix giusto per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Conosceva già qualcuno dei compagni di squadra?

Li conoscevo tutti per averli affrontati tante volte sul campo, ho avuto dei bei duelli contro Barone.

La prima impressione su Novellino?

Gasbarroni e Cardone (ex compagni nel Parma n.d.r) mi hanno parlato
molto bene di lui, ho visto che è molto esigente, vuole il massimo e lavora
molto sul piano tattico, ma lo conosco solo da un giorno, non riesco a dire
di più.

Numero di maglia?

Il 13 è il numero che ho sempre avuto in Australia e anche in
Italia, a parte una stagione a Parma, stagione in cui non ho fatto bene ma non a causa del numero. Io non sono superstizioso, se uno gioca male non è colpa del numero o delle scarpe o del pallone..è colpa del giocatore.

 

Questa mattina lavoro tattico per la Novellino band, per la prima volta
anche Lanna col gruppo

Dapprima un 11 contro 11 per ripassare le varie situazioni tattiche e
iniziare a provare il centrocampo a tre, poi lavoro specifico per reparti

Prima centrocampisti e attaccanti sempre provando il centrocampo a tre, poi
i difensori sopratutto insistendo sulla coppia centrale.

Dopo le lezioni del professor Novellino, per finire c’è stato il compito in
classe. Partitella 11 contro 11 per applicare quanto imparato o ripassato
prima.

Particolare attenzione di Novellino verso Grella, per cercare di farlo inserire
al più presto negli schemi.

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