”Il Toro non meritava di perdere”

”Il Toro non meritava di perdere”

di Enrico Matteoni

 

Di giocatori sull’asse Torino – Vicenza ne sono passati tanti come Schwoch, Gorobsov, Paolo Zanetti, Abbruscato, Sgrigna e Bottone (solo per citare gli scambi più recenti), ma c’è un giocatore che, lasciando probabilmente ricordi migliori in terra veneta che sotto la Mole, ha vissuto intensamente entrambi gli ambienti e che ha incontrato il Torino nel recentissimo passato:…

di Enrico Matteoni

 

Di giocatori sull’asse Torino – Vicenza ne sono passati tanti come Schwoch, Gorobsov, Paolo Zanetti, Abbruscato, Sgrigna e Bottone (solo per citare gli scambi più recenti), ma c’è un giocatore che, lasciando probabilmente ricordi migliori in terra veneta che sotto la Mole, ha vissuto intensamente entrambi gli ambienti e che ha incontrato il Torino nel recentissimo passato: il neo atalantino Sasa Bjelanovic. Toronews l’ha contattato in esclusiva chiedendogli anche un’impressione sulla sua ex squadra che ha fronteggiato proprio mercoledì.

Bjelanovic, buona sera.
Buona sera a voi.

Lunedì c’è Vicenza-Torino, una partita molto importante per i granata. Tu che hai vissuto entrambe le realtà, come descrivi il Vicenza?
Il Vicenza è una squadra che ha sempre dato il meglio di sè con le grandi, o almeno, nel passato, quando ci giocavo io, ha sempre fatto così, quest’anno sembra essersi un po’ perso ma non so bene perchè. E’ sempre una squadra difficile da affrontare e non deve ingannare il fatto che recentemente abbiano perso delle partite in casa, perchè loro puntano sempre a fare bene al “Menti”, fanno delle partite in casa il loro punto di forza. Sarà sicuramente una gara difficile per il Toro.

E della tua esperienza granata cosa ci dici?
Diciamo che quella non fu un periodo felicissimo per me, soprattutto dal punto di vista realizzativo. Però io sono un giocatore che gioca molto per la squadra, non sono un individualista e anche a Torino il mio compito era fondamentalmente quello di dare una mano e credo di esserne uscito bene nel complesso. Poi nella stagione sono sorti diversi problemi che, a quanto ho avuto modo di notare, a Torino non mancano mai, purtroppo.

Come giudichi quindi la tua esperienza in granata?
Come ho già detto, direi bene nel complesso. Poi devo ammettere che per me già l’essere andato a giocare nel Torino era un bel punto d’orgoglio, perchè quella granata è una piazza storica. Sicuramente l’esperienza di Torino è una di quelle che ti fa crescere molto sotto il punto di vista umano e calcistico. Sì, si può proprio dire che Torino ti rimanga dentro.

Torino che hai affrontato giusto mercoledì con l’Atalanta. Come ti sono parsi i granata?
Devo dire che la squadra non mi è affatto dispiaciuta, non sembrava assolutamente una compagine in difficoltà e credo che non meritasse di subire quel gol all’ultimo minuto, però nel calcio può starci anche questo. Adesso è molto importante che si mantenga la calma nell’ambiente, cosa per nulla facile, perchè la tifoseria granata può darti tantissimo ma chiede almeno altrettanto. Anche l’altra sera hanno incitato la squadra fino alla fine.

Tu che hai giocato anche in Romania nel Cluji, ci puoi dire quali sono le differenze tra il campionato italiano e quello rumeno?
Il calcio è molto seguito anche in Romania, però è vissuto con molta più rilassatezza rispetto che in Italia, in modo meno esasperato. Credo che la serie A rumena sia comparabile con la serie B italiana, per quanto ritengo che si giochi un calcio molto più tecnico che nella cadetteria, dove spesso prevalgono maggiormente agonismo e intensità. Una caratteristica peculiare è la scarsezza di un’organizzazione tattica, la predilezione assoluta per la giocata del singolo piuttosto che per l’azione manovrata, è un po’ la mentalità di laggiù che vede prevalere l’individualità sul collettivo. E’ però un campionato pieno di giovani veramente interessanti e dove si può giocare molto la palla.

Ultima domanda a bruciapelo: chi va in serie A?
Chiaramente spero e mi auguro l’Atalanta, anche per come si è messa la classifica adesso. Certo il Siena è ancora là dietro e non sogniamoci assolutamente di pensare che il Novara abbia finito le batterie e di sottovalutarli perchè sarebbe un grave errore. Per quanto riguarda i play off è indubbio che il Torino, se li conquistasse, si presenterebbe in vantaggio sugli altri perchè possiede un tifo straordinario, fattore che in una gara secca può rivelarsi fondamentale e credo che tra le candidate alla A sia tra tutte la più attrezzata.

Grazie mille Bjelanovic e auguri per tutto.
Grazie a voi.

 

foto M. Dreosti

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