Muzzi: ‘Non sono venuto per scaldare la panchina’

Muzzi: ‘Non sono venuto per scaldare la panchina’

Non è venuto a Torino per fare panchina. Roberto Muzzi, 34 anni, ha le idee molto chiare a tal proposito. ‘Sarei rimasto a Roma – dice – A casa mia. Guadagnando anche di più‘.

Dopo una stagione difficile (‘Papadopulo non mi vedeva‘), ha deciso però di rimettersi in gioco e in discussione ‘in una piazza importante, con una squadra importante come quella granata‘,…

di Redazione Toro News

Non è venuto a Torino per fare panchina. Roberto Muzzi, 34 anni, ha le idee molto chiare a tal proposito. ‘Sarei rimasto a Roma – dice – A casa mia. Guadagnando anche di più‘.

Dopo una stagione difficile (‘Papadopulo non mi vedeva‘), ha deciso però di rimettersi in gioco e in discussione ‘in una piazza importante, con una squadra importante come quella granata‘, continua l’ex biancoceleste.

A convincerlo il progetto e l’entusiasmo del presidente Cairo, anche se per un periodo il suo nome era stato associato a quello di Giovannone. ‘In quel periodo non conoscevo né il presidente né Giovannone – spiega – da quello che leggevo sui giornali so solo che entrambi erano intenzionati a fare un grande Toro‘.

Quella per portare Muzzi in granata è stata una trattativa lunga ed estenuante. Portata a termini alle 18.59 di venerdì, un minuto prima della chiusura ufficiale della finestra di mercato. ‘E’ vero, il presidente Lotito non voleva darmi via – racconta – io però ho insistito. Volevo provare a tutti i costi che cosa volesse dire indossare questa maglia‘.

Adesso? Adesso ho bisogno di giocare – prosegue – solo così posso trovare la giusta condizione. Il mio fisico non mi permette di fare l’uomo degli ultimi 10 o 20 minuti. Ripeto. A quel punto sarei rimasto comodamente a casa mia, a Roma. Non avrei spostato una famiglia intera. Oltretutto per il Toro ho rinunciato anche a dei bei soldi‘.

A tal proposito lei voleva siglare un contratto triennale con la dirigenza granata… ‘No. Non è esattamente così – spiega – Avevo solo chiesto di poter guadagnare gli stessi soldi che guadagnavo alla Lazio. Ma per fare ciò si sarebbe dovuto spalmare quella cifra su più anni‘.

L’impatto con la i tifosi come è stato? ‘E’ stata una grande emozione – dichiara – Vedere dal campo quella curva spettacolare… Non me la aspettavo così. Anche fuori dal campo, per il poco che ho girato, ho sentito subito il calore della gente‘.

L’obiettivo di Muzzi? ‘Dare sempre il massimo per raggiungere l’obiettivo prefissato dal gruppo – dice – Qui si ricomincia da capo, da tutti i punti di vista. La squadra è competitiva, i nomi ci sono. Ma i nomi non bastano se il gruppo non è compatto‘.

Si dovrà giocare col cuore, a partire da sabato contro l’Atalanta. ‘Dovremo giocare col cuore – conclude – Non solo sabato ma per tutto il campionato‘.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy