‘Toro, la svolta c’è già stata’

‘Toro, la svolta c’è già stata’

Come ogni lunedì abbiamo fatto il punto della situazione granata insieme a Patrizio Sala. L’ex giocatore ed attuale commentatore delle partite del Toro per Rete7 è soddisfatto della prestazione e della conseguente vittoria ottenuta in extremis contro il Palermo ed è convinto che la svolta della stagione granata sia arrivata con la decisione di GdB di rinunciare alle tre punte per rinforzare il centrocampo.

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Come ogni lunedì abbiamo fatto il punto della situazione granata insieme a Patrizio Sala. L’ex giocatore ed attuale commentatore delle partite del Toro per Rete7 è soddisfatto della prestazione e della conseguente vittoria ottenuta in extremis contro il Palermo ed è convinto che la svolta della stagione granata sia arrivata con la decisione di GdB di rinunciare alle tre punte per rinforzare il centrocampo.

Patrizio Sala, la vittoria di sabato scorso è sta la vittoria del carattere, qualità tanto attesa ed invocata?
Sì, la squadra ci ha messo carattere ma non solo. Il Toro in campo ha dato qualcosa in più dell’avversario. La formazione di De Biasi si è dimostrata viva, con un’identità precisa: frutto dei progressi di un gruppo in crescita costante. Tutti partecipano attivamente alla manovra, arrivando spesso al tiro e sabato hanno colpito anche 3 pali. Nel finale è arrivato il gol di Saumel: vittoria meritatissima.

Giusto quindi passare il pianta stabile al 4-4-2?
A mio avviso sono 2 o 3 partite che il Toro ha assunto un atteggiamento tattico più giusto, equilibrato, diventando più squadra. In precedenza si giocava con uno schema troppo spregiudicato. E poi teniamo contro che ancora non solo al meglio giocatori di primo piano come Abate, Rosina e Bianchi.

Con questo modulo Abate e Rosina possono coesistere, considerando la contemporanea presenza di altre due punte?
Sì, possono giocare insieme a centrocampo sulle due corsie esterne, uno a destra ed uno a sinistra. Serve però organizzazione e predisposizione di entrambi a curare sia la fase difensiva che quella offensiva. Servono disponibilità, volontà ed umiltà.

Anche Bianchi deve pazientare. Arriverà il suo momento secondo lei?
Bianchi è destinato ad avere spazio. Ora come ora deve pensare a trovare la condizione fisica migliore e soprattutto la giusta serenità interiore. L’aspetto mentale nel calcio è fondamentale. Qualche settimana fa si faceva un discorso simile per tutta la squadra. Il Toro ha necessità di ritrovare il miglior Bianchi così come il miglior Rosina. Vedo che loro si sono messi a disposizione, lavorando seriamente. Con loro la squadra può prendersi soddisfazioni importanti.

Sabato scorso Dzemaili ha giocato da leader. Se l’aspettava?
Sinceramente me lo aspettavo. Problemi fisici a parte, da subito si è notato che Dzemaili è un giocatore di valore e di sicuro avvenire. Non bisogna sottovalutare però l’importanza di colui che ha giocato al suo fianco, ovvero Barone, davvero bravo in interdizione. Il suo lavoro oscuro ha permesso al giovane svizzero di proporsi spesso in avanti. Credo che questa coppia di centrocampo sia la migliore vista finora, anche se Saumel è un’alternativa altrettanto valida.

Saumel ha giocato sia a sinistra che in mezzo. Dove l’ha convinta di più?
Ha caratteristiche da centrocampista centrale, si è adattato a giocare una porzione di gara sulla sinistra. In mezzo al campo sa essere più propositivo, si è visto nell’azione del gol quando ha saputo accompagnare lo sviluppo di gioco ed ha avuto la personalità giusta per provare il tiro al volo di sinistro. E’ andata bene.

La squadra sta giocando bene nonostante le numerose e rilevanti assenze. Un dato interessante.
Noto che c’è un gruppo di lavoro che sta crescendo con regolarità. Non c’è l’insostituibile. Infortuni a parte, l’allenatore fa le sue scelte e bisogna che ognuno si faccia trovare pronto quando chiamato in causa. Ad esempio è stata una bella rivelazione vedere Pisano disimpegnarsi da centrale ed Ogbonna da terzino. C’è l’intento di tutti di mettersi a disposizione per la causa. E’ un processo che si vede da qualche tempo al di là dei risultati negativi. E’ la strada giusta.

Un altro gol ingiustamente annullato ad Amoruso: il suo parere?
Lì per lì, dallo stadio, pensavo fosse fuorigioco. Difficile tirare le giuste conclusioni in presa diretta, senza l’ausilio delle immagini. Lo sviluppo dell’azione è stato molto veloce. Poi rivedendo l’azione alla televisione tante volte mi sono fatto un’altra idea. In questo caso si tratta di un errore che può capitare.

Domenica sbancare Catania potrebbe essere la tanto sospirata “svolta”della stagione granata?
Sono almeno 3 domeniche che non si gioca più con le 3 punte. La svolta è arrivata quando si è deciso di cambiare modulo per adottare quest’atteggiamento tattico. Adesso bisogna insistere e pensare a migliorare, perché si può e si deve crescere ancora. Oltretutto il nostro campionato è davvero livellato. Non vedo una squadra materasso. Basti pensare al Bologna che ferma la Roma, al Lecce che blocca il Milan o al Cagliari che fa faticare parecchio proprio il Catania in casa. A livello di classifica la situazione sarà un po’ più chiara verso marzo: il Toro dovrà arrivarci con unità d’intenti ed equilibrio, da parte di tutto l’ambiente.

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