Benedetto Candalice: ”L’emozione più grande è stata segnare al Fila”

Benedetto Candalice: ”L’emozione più grande è stata segnare al Fila”

“Quando gioco sento il peso della Maglia Granata e le sconfitte bruciano il doppio, perché a perdere non sono solo io, ma più di 100 anni di Storia”

 

Lui è Benedetto Candalice, metalmeccanico e centrocampista del Torino FD con cui ho avuto il piacere di chiacchierare. La sua passione per il Calcio è travolgente.

 

“Sono…

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“Quando gioco sento il peso della Maglia Granata e le sconfitte bruciano il doppio, perché a perdere non sono solo io, ma più di 100 anni di Storia”

 

Lui è Benedetto Candalice, metalmeccanico e centrocampista del Torino FD con cui ho avuto il piacere di chiacchierare. La sua passione per il Calcio è travolgente.

 

“Sono entrato in squadra grazie a Daniele Squillaci e Salvatore Taglialatela. Dopo i problemi al braccio pensavo che non avrei mai più giocato a Calcio, invece ho avuto la possibilità di rincominciare a rincorrere il pallone.

Ho capito la fortuna che ho avuto durante la giornata dell’Orgoglio Granata: ho giocato e fatto goal al Filadelfia, un’emozione incredibile. Posso dire di aver messo un mattoncino nel Tempio Granata”.


Non è una cosa da tutti…

“No, come non tutti hanno il privilegio di poter sentire sulle spalle l’amore che i tifosi riversano su questi Colori. Quando siamo in campo sappiamo che dobbiamo lottare con testardaggine fino alla fine. Sorrido a pensare ai calciatori che si gettano a terra doloranti dopo il minimo scontro: io e i miei compagni andremmo in campo in qualsiasi condizione, perché non giocare sarebbe il dolore peggiore. La cosa bella è che lo facciamo divertendoci ed ogni partita è un’occasione per sentirci più vicini l’un l’altro, come in una famiglia”. 

 

Questo Campionato UISP vi ha messo davanti a squadre sulla carta più forti di voi. Come vedi il girone di ritorno?

“Questo Torneo ci sta facendo crescere moltissimo e già nell’ultima partita siamo migliorati parecchio. Giocare contro squadre di normodotati è più difficile, ma ci fa capire dove possiamo migliorare. Vedrete che Toro uscirà fuori dopo quest’anno!”

 

Chi ti sta più vicino in quest’avventura?

“Ho due figli fantastici, uno frequenta anche la Maratona. Poi c’è mia moglie che ringrazio per la pazienza che dimostra ogni volta che parto per giocare con il Toro, senza di lei molte delle mie gioie varrebbero la metà. I miei compagni, poi, sono fantastici, sono un gruppo di uomini straordinari con i quali lotto sul campo per portare in alto la bandiera del Toro”.

 

Grazie Benedetto. Vuoi salutare i tifosi?

“Certo! Anzi, vorrei invitarli a contribuire alla crescita del Torino FD: veniteci a vedere, non ve ne pentirete. 

Un ringraziamento lo faccio a Toro News che ci segue da tanto tempo e ci permette di avere una visibilità oltre le nostre aspettative.

Poi un saluto particolare ai ragazzi disabili che vogliono giocare a calcio. Le porte del Torino FD sono sempre aperte, il nostro progetto è solido e la nostra finalità è quella di far vivere la passione per il Calcio anche a chi crede di non poterla più assaporare”.

 

 

 

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