‘Cingolo’, il Toro in moto, passione che brucia’

‘Cingolo’, il Toro in moto, passione che brucia’

Il suo nome è Claudio Travers, ma nelle valli del pinerolese (provicia torinese), tutti lo chiamano “Cingolo”, perché come fisico non è proprio una libellula. Nell’anima ha la libertà dei custom, delle Harley Davidson, nelle orecchie le ribelli canzoni dei Nomadi, nelle vene il sangue del popolo occitano e nel cuore la fede granata. Sulla sua moto è areografata l’immagine di Bravehart,…

di Ermanno Eandi

Il suo nome è Claudio Travers, ma nelle valli del pinerolese (provicia torinese), tutti lo chiamano “Cingolo”, perché come fisico non è proprio una libellula. Nell’anima ha la libertà dei custom, delle Harley Davidson, nelle orecchie le ribelli canzoni dei Nomadi, nelle vene il sangue del popolo occitano e nel cuore la fede granata. Sulla sua moto è areografata l’immagine di Bravehart, l’impavido eroe scozzese, che ha lottato per l’indipendenza del suo popolo dagli inglesi.
Perché la scelta di un custom e di Braveheart?
“Nella scelta di un custom c’è il richiamo di Easy Rider, il viaggio, l’irrequietezza, grandi spazi liberi. Nella mia moto, però, pulsa un cuore impavido, il mio! Come quello di Braveheart, guerriero indomabile, contro i poteri forti, lui gli inglesi ed io i bianconeri”
Che differenza c’è tra guidare un custom e andare in Maratona?
“Sono emozioni molto simili, è quasi la stessa cosa. Mi danno il senso di essere qualcuno, non una persona banale, ma veramente qualcuno. Quando vado in Maratona, in mezzo agli Ultras, sono qualcuno, non forse per gli altri, ma per me stesso. Mi rendo conto che sto facendo qualcosa di importante, tifare toro è per me una essenza di vita. Un fuoco che brucia”.
Ci parli del suo casco..
“Da una parte c’è la croce occitana: questo è il simbolo delle mie origini, della mia valle, io sono della Val Chisone, sono un figlio del popolo occitano, a cui fieramente appartengo. Dall’altra c’è il l’ovale sacro del vecchio A.C. Torino, affiancato al simbolo della città di Torino, la Mole Antonelliana e un Toro che sta caricando: questo è l’altro valore in cui credo, il Toro che è sempre con me nel casco, nel cuore, sulla strada. Il Toro è la mia Harley più bella”,
Il nostro eroe indossa una maglietta con la scritta “Io voglio vivere” dei Nomadi. Se il Toro fosse una canzone dei Nomadi, quale sarebbe?
“Sicuramente, Io Vagabondo. Perché io sono un vagabondo del Toro! Spero di fare tante trasferte con il mio cavallo di acciaio, seguire la mia squadra e divorare l’asfalto con la mia moto. Invito i tifosi ad essere sempre, sempre, sempredel Toro, perché vuol dire fare pare parte di qualcosa di molto importante”.
La notte avanza, il buio lo avvolge, i pistoni friggono e sbuffano, mentre la marmitta scalpita assordante: il nostro guerriero parte, cavalca la sua moto verso mete distanti, come itinerario ha la voglia di vivere, la sua unica bussola… la fede granata.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy