Fabio Maiano: ”Sorpreso da Vives”

Fabio Maiano: ”Sorpreso da Vives”

In seguito al successo casalingo di domenica contro il Sassuolo e in vista del match contro l’Atalanta abbiamo contattato Fabio Maiano, vice presidente del Toro Club Sanremo, dove nel corso dell’ultima partita dei granata è stato ospite il nostro vice direttore…
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In seguito al successo casalingo di domenica contro il Sassuolo e in vista del match contro l’Atalanta abbiamo contattato Fabio Maiano, vice presidente del Toro Club Sanremo, dove nel corso dell’ultima partita dei granata è stato ospite il nostro vice direttore Gino Strippoli.
 
Buongiorno Signor Maiano: è soddisfatto dell’esordio dei granata in campionato?
Sì, sono soddisfatto perché la squadra in Coppa contro il Pescara non mi era piaciuta, mentre domenica ha messo in mostra una buona prestazione, fatta di grande impegno.
 
C’è qualcosa che non l’ha convinta?
L’impiego di Cerci come seconda punta, perché, essendo un esterno, gli viene naturale spostarsi e partire lateralmente come in occasione del gol. A mio avviso servirebbe un altro attaccante perché anche Immobile è più un uomo di movimento che non una vera e propria punta.
 
Cosa le è piaciuto invece?
Il fatto che abbiamo rischiato poco in difesa, oltre alla prestazione di Vives che ha rappresentato una piacevole sorpresa.
 
Oltre a una punta, cosa serve ancora sul mercato?
Sicuramente un regista perché a centrocampo, a parte il giovane Bellomo, abbiamo tanti portatori d’acqua ma pochi cervelli: uno come Gargano sarebbe l’ideale. Anche un terzino sinistro sarebbe necessario perché Masiello non è affidabile e D’Ambrosio è in realtà un destro adattato.
 
E’ fiducioso per il prossimo match?
Sì, e anche per tutto il campionato: Ventura ha a disposizione buona parte della rosa dello scorso anno che conosce bene. Inoltre il fatto di optare per il 3-5-2 garantisce un centrocampo più folto e, di conseguenza, una difesa meno perforabile. L’Atalanta domenica avrà alcune defezioni importanti e quindi credo si possa raccogliere un risultato positivo: un pareggio non sarebbe male ma bisogna sempre puntare alla vittoria.
 
Può parlarci del suo club?
Siamo nati nel 1978 e contiamo tra i 60 e i 70 iscritti. In tutte le tappe più significative della recente storia del Toro eravamo presenti: penso ad Amsterdam, a Madrid e a Roma nella finale di Coppa Italia. Abbiamo l’abbonamento allo stadio ma, quando non possiamo andarci, guardiamo le partite nella nostra sede di Sanremo o in quella di Arma di Taggia. Talvolta organizziamo una lotteria di cui parte del ricavato va in beneficenza.
 
Roberto Maccario
 
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