Giacinto Ellena: la leggenda granata, “papà” di Pulici e Zaccarelli

Giacinto Ellena: la leggenda granata, “papà” di Pulici e Zaccarelli

Figurine / Il ricordo di una figura che ha fatto la storia del vivaio granata

Ellena, Sperone

Prima di morire, il 3 novembre del 2000, esattamente nell’86° anniversario della sua nascita, volle un saluto del Torino, che gli fu portato da Attilio Romero. Se oggi la società granata può vantare il palmares più ricco d’Italia a livello giovanile, è merito di figure come Giacinto Ellena (nella foto a sinistra insieme a Mario Sperone sulle tribune del Filadelfia), mai abbastanza ricordato per il contributo dato alla causa del Toro. Uno la cui memoria deve essere fonte di ispirazione per chi oggi lavora nella società granata.

Il torinese Ellena, classe 1914, cresce calcisticamente nelle Giovanili del Torino, al tempo chiamate Balon Boys in onore di Adolfo Baloncieri, colui che fu tra i primi ad ideare il concetto di Settore Giovanile professionistico in Italia. Cinto arriva in Prima Squadra il 21 gennaio 1934 (Fiorentina-Torino 1-1) e poi nel 1935 si trasferisce in prestito a Vigevano. Torna dopo un anno di gavetta per affermarsi protagonista in granata: dal 1935 al 1938 mette a segno 68 presenze in cui, insieme a Gallea e Allasio, forma “la mediana delle tre L”, invalicabile barriera per molti attacchi avversari, che portò al Torino la Coppa Italia del 1936.

Poi un annata al Milan e due stagioni da protagonista a Firenze, prima della nuova chiamata di Ferruccio Novo. Diventa una delle colonne del primo Grande Torino, quello della doppietta Scudetto-Coppa Italia del 1942-43. Resta al Torino anche per il campionato di guerra del 1944 ma al ritorno della Serie A nel 1945 si trasferisce all’Alessandria, ormai sul viale del tramonto come calciatore.

Torino, Filadelfia, Serie A
Nel 1960, il Torino festeggia al Filadelfia il ritorno in Serie A. Era Giacinto Ellena l’allenatore di quella squadra

Allenatore di buon successo nelle serie minori (tra il 1948 e il 1958 gira sette squadre tra cui il Genoa) torna al Torino proprio nel 1958 come capo del Settore Giovanile. Siede tra l’altro sulla panchina della Prima Squadra in tre occasioni: nel 1958-1959 per una giornata, nel 1959-1960 per le ultime, decisive quattro gare della Serie B in cui conquistò la prima promozione della storia granata, e poi per 19 partite nel 1963-1964.

Tornando al timone del Settore Giovanile, ha dato il meglio di sé come talent scout, ruolo che ricoprì con passione e capacità addirittura fino agli anni novanta. In quasi 40 anni di carriera, ha portato al “Filadelfia” nomi come Paolino Pulici, Renato Zaccarelli, ma anche Dino Baggio e Diego Fuser. L’occhio lungo non gli è mai mancato, così come l’attaccamento ai colori granata: personaggio schietto e generoso, la sua storia personale e professionale permette di definirlo una figura chiave nella storia del Torino.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy