Graziani-Colombari e il loro esordio in maglia granata

Graziani-Colombari e il loro esordio in maglia granata

Memorie granata / Graziani bomber d’altri tempi , Colombari e quello scudetto revocato del 1927

Molti gli anni che li separano dalla prima apparizione in granata e nella massima serie italiana di calcio. Francesco Graziani ed Enrico Colombari esordirono però entrambi il 2 ottobre…

Francesco Graziani, campione del mondo con la Nazionale nel 1982, ha vestito la maglia del Torino per otto lunghi anni, mettendo ha segno 122 gol totali. L’ex attaccante granata si trova ora al 7° posto della classifica dei marcatori del club granata dietro a Valentino Mazzola. Cresciuto nel Bettini Quadraro, passa all’Arezzo prima e poi al Torino nel 1973 (in realtà il suo ingaggio risaliva all’anno precedente, ma l’attaccante granata era rimasto per un’altra stagione in forza alla società toscana). Con la maglia granata Graziani disputò otto stagioni, esordendo in Serie A il 3 ottobre 1973 contro la Sampdoria. La prima rete nella massima serie italiana la realizzò il 16 dicembre contro il Bologna. In totale, con il Torino collezionò 289 presenze, mettendo a segno la bellezza di 122 gol, suddivisi tra campionato (97 gol in 221 presenze), Coppa Italia (17 reti in 45 apparizioni) e in Europa (8 gol in 23 partite). Nella stagione 1975-76 vinse lo scudetto con la maglia granata. Nel corso del successivo campionato, si impose nella classifica cannonieri con un bottino di 21 gol. In quegli anni con il compagno di reparto Paolo Pulici formò la celebre coppia dei “Gemelli del gol”. Lasciò i colori granata nel 1981 quando, con il compagno Pecci, si traferì a Firenze per vestire la maglia della Fiorentina.

 

ENRICO COLOMBARI – Passato nel 1926 al Torino, rimase per 4 anni. Con i granata contribuì a diverse conquiste, tra le quali spunta lo scudetto revocato del 1927. L’anno successivo conquistò lo scudetto con il Toro (i primi due scudetti vinti dalla squadra granata) e vi disputò il primo campionato dell’appena costituita Serie A. L’avventura in terra piemontese terminò nel 1930, quando venne ceduto al Napoli di Ascarelli per 265mila lire.

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