Il 4 maggio di…Federico Ferri

Il 4 maggio di…Federico Ferri

E’ innamorato della storia del Toro e lo segue spesso a bordo campo come inviato di Sky. Il giovane Federico Ferri, dopo l’esperienza al mondiale di Germania, è stato testimone diretto di Torino-Milan.

Cosa significa per lei il 4 maggio ?

E’ un ricordo particolare legato a uno dei miei primi servizi…

E’ innamorato della storia del Toro e lo segue spesso a bordo campo come inviato di Sky. Il giovane Federico Ferri, dopo l’esperienza al mondiale di Germania, è stato testimone diretto di Torino-Milan.

Cosa significa per lei il 4 maggio ?

E’ un ricordo particolare legato a uno dei miei primi servizi in tv per i 50 anni fatto per Prima Antenna: la gente, la pioggia e la consapevolezza che il 4 maggio è un patrimonio di tutti gli amanti del calcio, di tutti coloro che amano le imprese nello sport e soprattutto lo sport pulito.

Come e quanto ha influenzato la sua vita professionale questa ricorrenza ?

Tanto da appassionato di calcio perché ho compreso, come anche pensando al derby dopo la morte di Meroni, che il Toro è un qualche cosa che va oltre lo sport in queste vicende. Non è un fatto sportivo, il Toro è il racconto di quanto possa esserci oltre lo sport e di quanto si possa andare oltre i propri limiti.

Ci sarà e cosa ne pensa della marcia di domenica ?

Purtroppo non sarò a Torino per lavoro. Però lo spirito vero del Toro è quello che ci sarà oggi a Superga con tanta gente sotto la pioggia.

Cosa pensa del Toro di oggi ?

Credo che sia una squadra con limiti tecnici ma che abbia dei valori ma anche ha troppa paura di retrocedere. Il primo tempo del Milan è stato sbagliato per questo. Non diciamo adesso ai giocatori che non si impegnano, anche perchè questa stagione è frutto degli errori fatti in fase di costruzione durante la campagna acquisti.

Si salverà ?

Sicuramente, soffrendo ma ce la farà.

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