Il Toro: un grande media globale

Il Toro: un grande media globale

DAL NOSTRO INVIATO
ALBERTO LEPRONI

Cifre, uno sguardo al futuro partendo dai successi del presente per progettare quelli di domani, sviluppando magari business collaterali. Nella splendida cornice dell’hotel Le Meridien di Chia (Cagliari), il primo workshop del Torino dedicato agli sponsor ha presentato un nuovo aspetto del business legato alla società granata (foto…

DAL NOSTRO INVIATO
ALBERTO LEPRONI

Cifre, uno sguardo al futuro partendo dai successi del presente per progettare quelli di domani, sviluppando magari business collaterali. Nella splendida cornice dell’hotel Le Meridien di Chia (Cagliari), il primo workshop del Torino dedicato agli sponsor ha presentato un nuovo aspetto del business legato alla società granata (foto tratta da www.torinofc.it). All’interno di un mercato europeo in cui gli investimenti in pubblicità ammontano a 20 miliardi di euro (fonte European Sponsorship Association), gli investimenti nella realtà italiana sono in crescita perchè il calcio ne attira il 35%, essendo seguito da 42 milioni di persone. In un contesto così dinamico, il Torino calcio rappresenta un grande media globale, che garantisce a tutti i suoi sponsor una visibilità pari a pochissime altre società: una apparizione di 30 secondi della società granata (e quindi anche dei suoi sponsor), viene vista in media 17 mila volte. Questo grazie non solo al tipo di offerta realizzata da Cairo pubblicità, ai valori positivi espressi dalla società granata (passione, agonismo, lealtà), ma anche al tipo di tifoseria che segue la società granata e che viene stimata in oltre 1 milione e mezzo di persone.

Secondo lo studio realizzato da Monitor Calcio, essi risultano essere fra i più informati (l’85% di essi sa che la Reale Mutua è lo sponsor del Toro) attenti alla memoria, in possesso di una delle istruzioni più elevate nel panorama calcistico nazionale che li porta a non badare a spese se si tratta di investire nella partecipazione a eventi sportivi o nell’acquisto di prodotti legati alla società. Insomma da questo punto di vista più che Barbera, il Toro rappresenta il Barolo per i suoi sponsor.

Un risultato che, di fatto, costituisce un piccolo miracolo per l’attività del presidente Cairo e che, ieri, si è arricchito di una nuova opportunità: i managers delle aziende invitate si sono confrontati fra loro, secondo una precisa tabella, gettando le basi per eventuali nuovi business, ripercorrendo il modello degli incontri realizzati dalle diverse Camere di Commercio. E’ stato quindi lo stesso Cairo a tracciare un resoconto del primo biennio in granata, arricchendo di spunti e aneddoti personali i contenuti anticipati ieri nell’intervista rilasciata a Toronews. “I risultati migliori nella mia attività professionale li ho conquistati attraverso dei blitz notturni nel fine settimana, rischiando con attenzione ma anche con un pizzico di follìa”. A tutt’oggi Cairo pubblicità con 230 milioni di euro di fatturato è al settimo posto in Italia, la zona Uefa del calcio; Cairo editore, invece, è al secondo posto per i settimanali venduti, la zona Champions; nel calcio il discorso è diverso.

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