Matteo Darmian: cuore granata e simbolo della rinascita del Torino

Matteo Darmian: cuore granata e simbolo della rinascita del Torino

Figurine / Spegne oggi 27 candeline l’esterno del Manchester United, cresciuto e maturato in maglia granata a cui è sempre rimasto legato

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Giorno non banale per il popolo granata, che nell’attesa di festeggiare i 110 anni di Toro nella giornata di domani, ricorda quest’oggi uno dei più recenti pilastri della squadra con il quale si è creato negli anni un legame indissolubile: spegne infatti oggi 27 candeline Matteo Darmian, esterno in forza al Manchester United che all’ombra della Mole ha trovato la propria maturazione e consacrazione sotto la guida di Ventura, prima di spiccare il volo verso la meritata esperienza in Premier League arrivata ormai due sessioni estive or sono. La Primavera del Milan, poi le stagioni in Serie B per fare esperienza con le maglie di Padova e Palermo: i rossoneri decidono però – forse con troppa leggerezza – di non puntare su di lui e nel 2011 arriva la svolta nella carriera del terzino, il trasferimento al Torino.

Il neo tecnico granata Giampiero Ventura vuole a tutti i costi il giovane, intravedendone le potenzialità, e viene accontentato dal presidente Cairo e dal DS Petrachi: il duttile difensore veste quindi la maglia granata e diventa subito perno di un Torino che punta alla promozione in Serie A. Obiettivo centrato, Darmian riscattato: l’avventura piemontese prosegue e nel corso delle successive tre stagioni Darmian vive una crescita personale esponenziale, sino a diventare oggetto del desiderio di tutte le big italiane e perno insostituibile dell’organico granata, nonchè vice-capitano. Nel corso delle stagioni il laterale entra nel cuore della tifoseria in maniera indelebile, divenendo  oltretutto un uomo-simbolo del Toro di Ventura: da “giovane sconosciuto” a miglior esterno del campionato, arrivando anche a  conquistare la maglia della Nazionale Italiana.

Punti di forza: spirito di sacrificio e duttilità, che lo porta ad essere utilizzato nel corso degli anni come terzino in una difesa a quattro, esterno destro ed anche sinistro in un centrocampo a cinque, e all’evenienza difensore centrale: in questi anni il giocatore mostra tutta la sua duttilità e le sue qualità, mettendosi sempre al servizio del tecnico e dei compagni ed ottenendo l’amore della tifoseria. La crescita personale corrisponde a quella del collettivo, e così Darmian è protagonista indiscusso della cavalcata del Torino dalla Serie B all’Europa League, competizione che disputa anche alla sua ultima stagione in granata, nella quale conquista la definitiva consacrazione e mette e segno reti pesantissime: su tutte, impossibile dimenticare quella del definitivo 3-2 al San Mamès che regala il passaggio del turno in Europa League e quella che avvia la rimonta granata nell’ultimo Derby giocato dall’esterno, che corrisponde anche al gol numero 2000 del Toro in Serie A

scorso anno
L’esultanza di Darmian e Quagliarella nell’ultimo Derby vinto dai granata, due anni fa

Dopo una stagione straordinaria, arriva la meritata offerta di giocare in uno dei club più importanti del mondo, di misurarsi con il calcio inglese, ed il giocatore di comune accordo con la società di Urbano Cairo non può che accettare: al Torino vanno 20 milioni, bonus compresi, e Darmian si lascia alle spalle quattro anni meravigliosi, 151 presenze e 6 reti con la casacca granata, ed un rapporto speciale con la tifoseria di cui era un vero e proprio idolo. Quest’oggi, ormai alla sua seconda stagione al Manchester United e contornato da continue voci di mercato riguardo un possibile ritorno in italia, spegne 27 candeline il ‘ragazzo del Toro’ Matteo Darmian.

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  1. VecchiaQuercia52 - 1 settimana fa

    Ma perchè non lo riprendiamo in prestito fino a Giugno? FVCG

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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