L’Iran verso il boicottaggio olimpico, causa…logo

L’Iran verso il boicottaggio olimpico, causa…logo

Nella storia dei Giochi Olimpici si pensava di aver visto tutto, dal meglio al peggio, dove all’ultima voce vanno archiviati sangue e tragedie con, su tutte, Monaco ’74. Ma almeno, tensioni o scontri erano di norma originati da motivazioni piuttosto serie, rivendicazioni territoriali o conflitti aperti, scontri che esistevano anche e soprattutto sul piano della politica e che si riflettevano anche sullo sport.

Oggi, invece, siamo di…

Nella storia dei Giochi Olimpici si pensava di aver visto tutto, dal meglio al peggio, dove all’ultima voce vanno archiviati sangue e tragedie con, su tutte, Monaco ’74. Ma almeno, tensioni o scontri erano di norma originati da motivazioni piuttosto serie, rivendicazioni territoriali o conflitti aperti, scontri che esistevano anche e soprattutto sul piano della politica e che si riflettevano anche sullo sport.

Oggi, invece, siamo di fronte ad un nuova minaccia di boicottaggio da parte di una delegazione per ragioni che paiono quantomeno un po’ cervellotiche. La delegazione in questione é quella iraniana, e la ragione é…il logo. Sì, il simbolo scelto -come sempre dopo una gara- per i Giochi di Londra 2012, e che secondo i persiani rappresenterebbe non il numero dell’anno, ma una scritta che recita “Zion”, ossia Sion, dunque si tratterebbe di un messaggio di propaganda israeliana. Talmente offensivo, anzi “razzista”, che la federazione iraniana  -che, ricordiamolo, vieta sistematicamente ai propri atleti di partecipare a gare cui siano presenti rappresentanti di Israele- afferma la protesta si allargherà ad altri Paesi, e non si fermerà.

A noi, personalmente, tale logo pare solamente alquanto bruttino. Non é amato dai londinesi, un po’ come era capitato per il nostrano “Ciao”, mascotte di Italia ’90, la seconda peggior eredità lasciata dal Mondiale di calcio dopo lo Stadio delle Alpi. E l’unico, vero “scandalo” ci sembra sia il fatto che la realizzazione di questo scarabocchio, agli inglesi, sia costato 400mila sterline.

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