Quale futuro per il Fila?

Quale futuro per il Fila?

di Paolo Morelli

Con la delibera del 28 ottobre 2008, pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 6 novembre, la Regione Piemonte ha disposto l’utilizzo dei 10 milioni di euro del "Fondo regionale per il potenziamento e la qualificazione degli impianti e delle attrezzature sportive" in queste misure: cinque milioni per «migliorare ed ampliare la possibilità di utilizzo…

di Paolo Morelli

Con la delibera del 28 ottobre 2008, pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 6 novembre, la Regione Piemonte ha disposto l’utilizzo dei 10 milioni di euro del "Fondo regionale per il potenziamento e la qualificazione degli impianti e delle attrezzature sportive" in queste misure: cinque milioni per «migliorare ed ampliare la possibilità di utilizzo degli impianti esistenti e favorire la loro gestibilità sotto il profilo tecnico-funzionale ed economico», altri cinque milioni per «riequilibrare l’offerta sportiva nei confronti della domanda» e per «sviluppare attività sportive all’aria aperta anche a sostegno dell’offerta rivolta al turismo di matrice sportiva». Gli ambiti di intervento sono stabiliti dal “Programma pluriennale di interventi per l’impiantistica sportiva. Anni 2007-2009”, ma nel “Piano annuale di attuazione 2008” si parla solo di impianti ad uso turistico, come ad esempio gli impianti di risalita sciistica.

Perchè ci interessa tutto ciò? Perché pensiamo al Filadelfia. Di quei dieci milioni stanziati dalla Regione, il progetto di ricostruzione potrebbe aspirare ad ottenerne i primi cinque, quelli destinati a «migliorare ed ampliare la possibilità di utilizzo degli impianti esistenti», ma bisognerebbe considerarlo come, appunto, un «impianto esistente». Quindi dove sono i soldi per lo stadio? Dal 7 marzo però la Regione è socio fondatore della Fondazione Filadelfia. E il 23 settembre in Provincia si è parlato di entrare a far compagnia alla Regione, poi più nulla. Il sito ufficiale della Fondazione è stato aggiornato l’ultima volta il 26 settembre, e nella sezione notizie campeggia un avviso che per il 3 ottobre annuncia un incontro tra l’assessore allo Sport del Comune di Torino Renato Montabone e le parti interessate per chiarire la vicenda.

Nel verbale dell’assemblea si legge che il problema ora nasce dall’Agenzia delle Entrate. Esistono infatti due ipoteche sul terreno del glorioso stadio, accese dal Torino di Cimminelli per pagare i debiti. Il curatore fallimentare sostiene che quelle due ipoteche siano inesigibili, dato il fallimento della società. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate sembra però aver bloccato ogni attività. Ora ci sono il Torino Fc, la circoscrizione IX e le Associazioni dei tifosi che esprimono parecchie riserve sulla costituzione di questa Fondazione. Si valuta l’inserimento, nello statuto, di una proroga al tempo consentito per la raccolta dei finanziamenti. Il tempo a disposizione infatti scade a inizio 2009. L’udienza per il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate è intanto stata fissata nella primavera del 2009. E nel frattempo che cosa succederà? Ma soprattutto, come mai queste ipoteche saltano fuori soltanto dopo tre anni dal fallimento del Toro di Cimminelli? Verrebbe anche voglia di vedere un progetto per questa ricostruzione. E se il progetto ce lo siamo perso, facciamo ammenda e ne chiediamo immediata visione. Se il progetto ce lo siamo perso.

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