‘Un parco che ospiti sede, museo e ruderi’

‘Un parco che ospiti sede, museo e ruderi’

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Questa iniziativa è scaturita a seguito della mancanza totale di comunicazioni ufficiali da parte dell’A.S.D. Ex Calciatori Granata ONLUS ai propri associati, riguardo due argomenti da noi reputati di primaria importanza.
Durante l’assemblea del 12 maggio 2007 sono state ratificate e motivate le dimissioni del presidente (Giorgio Puja), di uno dei vice…

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Questa iniziativa è scaturita a seguito della mancanza totale di comunicazioni ufficiali da parte dell’A.S.D. Ex Calciatori Granata ONLUS ai propri associati, riguardo due argomenti da noi reputati di primaria importanza.
Durante l’assemblea del 12 maggio 2007 sono state ratificate e motivate le dimissioni del presidente (Giorgio Puja), di uno dei vice presidenti (Roberto Salvadori) e di due consiglieri (Claudio Sala e Renato Zaccarelli) in totale disaccordo con alcune scelte del consiglio; nella stessa sede i presenti hanno assistito ad una sostanziosa relazione sul “progetto Filadelfia”, principale argomento di rottura tra noi dimissionari ed il resto del consiglio.
Chi presiedeva l’assemblea si era impegnato, come era doveroso fare, vista l’importanza dei temi trattati, ad inviare il verbale a tutti gli associati per metterli a conoscenza sia delle dimissioni, sia della composizione del nuovo consiglio, sia dell’evoluzione del “progetto Filadelfia”.
Dopo più di due mesi nessuna comunicazione è stata però inviata ed una richiesta tramite e-mail, per sollecitarne tale invio, non è stata considerata meritevole di alcuna risposta.
Ragion per cui ci sembra doveroso, per senso di responsabilità, dare qualche informazione a tutti coloro che, insieme a tutti gli altri consiglieri, a suo tempo, abbiamo contattato e convinto a far parte dell’associazione.
Il nuovo consiglio, dopo le nostre dimissioni, ha emesso due comunicati stampa, in cui ha ribadito fortemente la volontà di partecipare al così detto “progetto Filadelfia” ed ha ringraziato Cereser e Rampanti per l’attività svolta a questo proposito; nessun accenno di ringraziamento all’attività svolta dai dimissionari, almeno come consuetudine o educazione. Prendiamo atto di ciò con rammarico; segnaliamo però, con un pizzico d’orgoglio, che il periodo che ci ha visti coinvolti nell’attività dell’associazione, ha coinciso con il momento migliore forse in assoluto per visibilità, iniziative e raccolta di fondi per gli scopi della nostra associazione.
Rivendichiamo quindi con determinazione e dignità, unitamente a tutti gli altri componenti del precedente consiglio, questi risultati che hanno portato nuova linfa ed interesse ad un’associazione che procedeva stancamente.
Detto questo è giusto premettere che le decisioni prese dalle assemblee e dai consigli dell’Associazione Ex Calciatori Granata ONLUS, sono sempre state approvate a maggioranza, anche se i contrasti creatisi all’interno del direttivo, per divergenze operative, atteggiamenti, decisioni, hanno creato due contrapposte fazioni che hanno poi generato una frattura insanabile dovuta alla diversa visone riguardo il “progetto Filadelfia”.
Per risolvere la situazione, abbiamo proposto al consiglio di presentarci tutti dimissionari all’assemblea generale, allo scopo di votare un nuovo organo direttivo. Una proposta sicuramente più democratica del tentativo da parte di altri consiglieri, di sostituire il presidente con un golpe, e più corretta di minacciare querele, durante le discussioni più accese. Tale proposta è stata però bocciata a maggioranza. Di conseguenza, non condividendo in maniera assoluta le priorità e le scelte dell’associazione, abbiamo rassegnato le nostre dimissioni.
Molti dei soci, soprattutto non residenti a Torino, regolarmente iscritti grazie all’opera di convincimento degli ex calciatori Torinisti/Torinesi, che li hanno messi al corrente dell’esistenza e degli scopi di questa iniziativa, ricevono regolarmente la convocazione dell’assemblea ordinaria una volta all’anno, talvolta due, e difficilmente partecipano o delegano; un po’ per fiducia, ma soprattutto per pigrizia.
Finché si tratta di eleggere un consiglio che gestisca l’associazione in completa armonia, di approvare un bilancio o di avallare attività benefiche, risulta quasi naturale questa fiducia incondizionata.
Per il “Fila” non deve bastare questo.
E’ un progetto importante che coinvolge il Comune di Torino, tutti i tifosi del Toro (con i loro comitati, associazioni e club) e, non ultimi, noi ex granata, con il nostro consiglio diviso sulla scelte da perseguire.
La nostra associazione, a causa della posizione assunta, è stata criticata da alcuni organi di stampa e da una parte della tifoseria; non ha aderito all’accordo siglato da tutte le altre anime granata partecipanti al tavolo del Comune, ed ha promosso una “campagna di sensibilizzazione” nei confronti dei club, per un progetto non ancora definito e tanto meno condiviso (lo stesso Torino FC non ha ancora dato conferma dell’utilizzo di questi campi).
In questo contesto riteniamo fondamentale che tutti gli associati debbano almeno essere messi al corrente, di come l’associazione intenda muoversi e, soprattutto, consideriamo azzardato da parte dell’attuale consiglio, esprimersi con fermezza e determinazione forse eccessiva, a nome di tutti gli ex calciatori granata: una decisione così importante è stata, in pratica, presa grazie all’impegno di chi ha avuto la costanza di contattare ex colleghi per averne la delega, e con pochi voti rappresentare tutta la categoria; pratica del resto regolarissima e legale, che lascia però qualche dubbio sul fatto che il consenso sia totale ……
Noi dimissionari possiamo solo ribadire il nostro forte dissenso nei confronti dell’attuale gestione, chiamarci fuori ed esprimere democraticamente la nostra opinione, sintetizzata in alcuni punti:
1)       Abbiamo fatto parte del consiglio, per perseguire l’oggetto sociale originario dell’associazione nata nel 1959, non per sposare cause che, per noi, esulano da tali scopi;
2)       Il consiglio dell’associazione aveva dato mandato a Cereser e Rampanti, su loro richiesta, di seguire il “progetto Filadelfia”. Il mandato è stato da loro proposto ed approvato a maggioranza dal consiglio con “le perplessità di Puja e Salvadori” (Sala e Zaccarelli non ne facevano ancora parte). Il mandato aveva un valore esplorativo, mentre invece viene ora utilizzato come autorizzazione ad anticipare scelte, che dovrebbero essere valutate e decise con un consenso inequivocabile;
3)       Preso atto, purtroppo, che il “Filadelfia” non potrà essere ricostruito come lo abbiamo visto e vissuto e che la costruzione del centro sportivo del Toro non rientra nei progetti del presidente Cairo, l’unica possibilità dignitosa, per noi cattivi ed insensibili che non vogliamo bene al Filadefia, sarebbe un parco con quello che resta dei ruderi, il museo della memoria storica con i tutti i cimeli, la sede del Toro. In questo caso l’Associazione ex calciatori Granata ONLUS, giustamente, dovrebbe sostenere questa iniziativa e rivendicare con orgoglio, e con la consapevolezza di averne diritto, uno spazio per la propria sede. La storia sarebbe salvaguardata e, forse, qualche valore potrebbe essere trasmesso;
4)       La visone dell’attuale consiglio dell’associazione, risulta invece in sintonia con il progetto del comune: centro commerciale con capitali privati che facciano rientrare dall’investimento + 1 o 2 campi (in pratica lo stesso progetto del contestatissimo Ciminelli); niente a che vedere con il vecchio stadio e con i valori che hanno fatto la storia del Torino. Ragion per cui, non è proprio nostro compito avallare questa soluzione ibrida e, soprattutto, fare opera di proselitismo. Se il Comune ha sposato questa linea ne prenda, come giusto che sia, la responsabilità politica, ma non lo chiami  “Ricostruzione dello stadio Filadelfia”: è un falso ideologico. Non compete a noi fare gli apripista della riqualifica dell’area ex stadio Filadelfia che, rispetto all’attuale situazione di abbandono, è sicuramente per la città un valore aggiunto ….. per la Città, ma non per il Toro;
5)       L’associazione dovrebbe dichiarare il proprio totale disaccordo al progetto proposto dal Comune ed occuparsi degli alti scopi per cui è nata, e non minare la propria credibilità in un contesto politico/affaristico/sportivo/di vanagloria personale, che da anni crea solo spaccature e problemi;
6)      Nell’oggetto sociale (quello attuale, non quello storico) dell’A.S.D. ex Calciatori Granata ONLUS, appare anche “promuovere eventuali iniziative volte all’acquisizione, costruzione e gestione di strutture polifunzionali e polisportive” ed, in sintonia con ciò, nell’ultima assemblea abbiamo assistito ad una vera a propria relazione immobiliare

Fino a qualche anno fa un componente del consiglio teneva una “relazione morale” sulle attività dell’associazione. Noi restiamo legati a quella tradizione e quindi, se la politica dell’associazione resterà la stessa, non sottoscriveremo più la nostra quota annuale.

Firmato:
Giogio Puja
Claudio Sala
Roberto Salvadori
Renato Zaccarelli

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