Al Grande Torino torna Sousa, il “camaleonte” che ha trovato identità tattica

Al Grande Torino torna Sousa, il “camaleonte” che ha trovato identità tattica

Verso Torino-Fiorentina / Il tecnico portoghese proporrà il suo gioco fatto di inserimenti e movimenti senza palla, ma i granata lo conoscono già…

zarate

Non è mai un allenatore semplice da affrontare, Paolo Sousa. Il portoghese ha portato in Italia una nuova idea di calcio, tutta tocchi ed inserimenti, ma – ad un anno di distanza dal suo approdo del nostro campionato – gli allenatori e le squadre della Serie A hanno imparato a conoscerlo e a prendere le contromisure più adatte per arginare il suo gioco.

Arrivato dalla Svizzera lo scorso anno con addosso la fama di “trasformista”, i suoi primi mesi in italia sono in effetti stati all’insegna della “sorpresa”: Sousa ha infatti portato un gioco all’apparenza nuovo, tecnico e mai banale a Firenze, riuscendo a cambiare pelle tattica alla formazione durante la gara, in modo da non dare punti di riferimento alla squadra avversaria. Il suo modulo base, comunque, rimane il 3-4-2-1, a cui alterna il 4-2-3-1 o il 4-3-3 in base alla situazione di gioco e agli uomini in campo. Tuttavia, il suo “trasformismo” tattico si è ridimensionato col passare delle partite, visto e considerato che gli avversari hanno cominciato a prevenire, e adesso Sousa si affida quasi sempre al 3-4-2-1, che varia si durante la partita, ma in maniera sicuramente meno “imprevedibile” rispetto ad un anno fa.

Quando una cosa è nuova, lo si sa, ci si mette un po’ a recepirla: la Serie A “ha studiato” e capito il camaleonte Paulo Sousa, e quello che questo week-end arriverà a Torino per affrontare i granata i Sinisa Mihajlovic è sì un allenatore pericoloso e preparato, ma non più un’incognita. E questo non può che fare la differenza.

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