Alessandro Sgrigna: “Questo Toro non si deve porre limiti”

Alessandro Sgrigna: “Questo Toro non si deve porre limiti”

Esclusiva TN, il doppio ex di Carpi – Torino: “La società ha fatto investimenti importanti, soprattutto sui giovani. Il mio ciclo in granata? Era finito, nessun rimpianto”

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Alessandro Sgrigna, attaccante di classe, ha vestito la maglia del Toro dal 2010 al 2012, conquistando anche una fantastica promozione in serie A sotto la guida di Mister Giampiero Ventura. Per lui anche una parentesi al Carpi, nel campionato cadetto, nella stagione 2013/2014.

Allora Ale, che ricordi hai della tua esperienza in granata?

Al Torino ho vissuto una bella esperienza. Il primo anno è andato così così, perché non siamo riusciti a centrare nemmeno i play – off, mentre gli altri due, quello della promozione e quello del mio debutto nel massimo campionato, sono stati ottimi. Nel complesso direi che è stata un’avventura positiva, che mi ha fatto crescere tantissimo.

Prima parlavi della promozione: quella stupenda festa sotto la pioggia per le vie del centro gremite di tifosi ha rappresentato il momento migliore della tua permanenza sotto la Mole?

Sì, insieme al gol al Pescara alla seconda di campionato: l’esordio con gol in serie A a 32 anni è stato fantastico, la ciliegina sulla torta.

A gennaio del 2013 sei passato al Verona, in serie B: dispiaciuto di non essere rimasto ancora al Toro?

No, perché il mio ciclo con questa maglia era finito. Sono stati due anni e mezzo molto belli e va bene così.

Al Carpi invece hai visto dal vivo le basi per quella che sarebbe poi stata un’ impresa storica da parte della società emiliana, non è vero?

Sì, è vero. Era il primo anno dei biancorossi in B e conquistammo una salvezza più che meritata. Si vedevano già, però, il buon lavoro e le ambizioni di una società che l’anno dopo sarebbe volata in serie A.

Quest’anno il Carpi sta facendo molta fatica ma, con tanti giocatori alla prima esperienza nel massimo campionato, era prevedibile, non pensi?

Sì, anche se forse la squadra meritava qualche punto in più, per esempio nel match contro la Fiorentina. In ogni caso credo che sia solo questione di tempo e che anche loro possano togliersi qualche bella soddisfazione.

Il Torino di Ventura, invece, dove può arrivare?

Il rendimento del Toro non mi sorprende per niente. La società ha iniziato col Mister un progetto che dura dal 2011 e ora, con l’arrivo di alcuni giocatori importanti, sta disputando un torneo fantastico. I granata non devono porsi limiti, perché nel calcio si può e si deve crescere sempre. Sono stati fatti investimenti notevoli, soprattutto sui giovani, e ora bisogna continuare su questa strada.

Al Cittadella,la tua squadra attuale, che obiettivo avete? Il vostro traguardo è il ritorno in serie B?

Certamente, vogliamo la promozione: sappiamo che non sarà per niente semplice perché la Lega Pro è un campionato davvero ostico ma ci proveremo con tutte le nostre forze.

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