Andrea Sottil: ”Che emozione col Toro ad Highbury”

Andrea Sottil: ”Che emozione col Toro ad Highbury”

Esclusiva TN, il doppio ex di Toro – Catania: ”Il Torino ha rappresentato la mia crescita calcistica”

di Roberto Maccario

Andrea Sottil, oggi allenatore del Cuneo, è anche un doppio ex di Torino e Catania. In occasione della partita di domenica noi lo abbiamo intervistato.

 

Sottil, il Torino per lei è stato una scuola di vita, non è così?

Il Toro ha rappresentato la mia crescita calcistica. Ho iniziato nel settore giovanile e lentamente dagli Esordienti ho fatto tutta la trafila fino alla Primavera e alla prima squadra. Ho degli ottimi ricordi legati a questa maglia perchè con questa squadra ho esordito in serie A.

 

Forse una delle emozioni più grandi è stata quella di giocare ad Highbury contro l’Arsenal in Coppa delle Coppe, non è vero?

Senza dubbio: è stato un appuntamento importantissimo. Avevo 18 anni, rientravo dall’infortunio al crociato ma il mister Mondonico volle comunque offrirmi questa opportunità e mi mise in campo dandomi fiducia; è stato emozionante giocare a Londra contro grandi campioni.

 

A Catania invece?

Riuscimmo a conquistare la promozione in A dopo 25 anni e poi conquistammo alcune salvezze sofferte. Il pubblico catanese ha un grande cuore e una grande passione e Catania è una bellissima città dove mi piacerebbe vivere.

 

Lei è di Venaria e, proprio a Venaria, la Primavera di Longo sta ottenendo ottimi risultati: segue questa squadra?

Sì, abbastanza. Moreno è un ragazzo che conosco bene e sta facendo un ottimo percorso. A livello giovanile l’obiettivo principale è quello di aiutare i ragazzi nella crescita ma, se arrivano anche i punti, tanto meglio. Il Toro ha sempre avuto un vivaio all’avanguardia e, anche negli ultimi anni, Comi e Bava hanno fatto un grande lavoro, nonostante la spietata concorrenza della Juve.

 

Anche suo figlio gioca nelle giovanili granata, giusto?

Sì, nei Giovanissimi Nazionali di Mezzano. Sono a ridosso dei play-off, stanno giocando bene e ora devono vincere le ultime gare che restano nel girone d’andata.

 

Lei dalle giovanili è arrivato in prima squadra: quali consigli si sente di dare ai ragazzi che, nel Torino e non solo, iniziano l’avventura nel mondo del calcio?

Bisogna essere seri e professionali ma vivere tutto con serenità, senza farsi false illusioni. In questo devono aiutare anche i genitori, che spesso e volentieri mettono troppa pressione ai figli caricandoli di eccessive aspettative. Serve umiltà ma nello stesso tempo anche convinzione nei propri mezzi, e bisogna mettersi sempre a disposizione della società, dell’allenatore e del gruppo. E’ necessario inoltre trovare e seguire gli esempi giusti, mentre purtroppo molte volte oggi i giovani scelgono i modelli sbagliati. Sinceramente, in generale, mi sembra che i giovani abbiano un pò perso quella fame e quella voglia che li caratterizzava ai miei tempi, quella determinazione che ti portava ad impegnarti su ogni campo, anche se giocavi all’oratorio, che ti portava ad arrivare al campo un’ora prima e ad andare via un’ora dopo. Oggi invece, già da piccoli, vogliono le scarpe colorate, il terreno in erba sintetica e pretendono che la mamma li accompagni sempre all’allenamento in macchina: sarò nostalgico ma io credo nelle vecchie maniere.

Roberto Maccario

 

 

 

 

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