Athletic Bilbao-Torino: un’impresa da leggenda

Athletic Bilbao-Torino: un’impresa da leggenda

Athletic Bilbao-Torino 2-3 / L’analisi a mente fredda: vera e propria lezione di calcio dei granata. Con cuore, lucidità nelle giocate e spirito di sacrificio gli uomini di Ventura hanno portato a casa un risultato storico 

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La partita di ieri è destinata ad entrare prepotentemente nella storia del Toro. Alla vigilia, si parlava di impresa quasi impossibile, di un gap valoriale con l’avversario incolmabile e invece, ancora una volta, i granata hanno fatto ricredere tutti.

GRANDE INIZIO – La differenza l’ha fatta l’approccio alla gara. Mai timorosi, consci delle proprie potenzialità e delle loro armi per far male, i granata, infatti, hanno sin da subito messo in difficoltà la formazione di Valverde. Ci ha subito provato Quagliarella con una conclusione al volo da posizione proibitiva. E’ solo preludio al gol: al 15′ Gurpegi si fa anticipare dal bomber di Castellamare in area, il numero 27 serve Vives, il professore prova ad incunearsi in area ma viene steso dal capitano basco. Rigore nettissimo. Quagliarella trasforma e manda in delirio i propri tifosi. In seguito al vantaggio granata, l’Athletic non reagisce, anzi, pare sorpreso dall’organizzazione tattica ai limiti della perfezione e dallo spirito di abnegazione di un Toro che dimostra, minuto dopo minuto, di meritare ampiamente il vantaggio. 
 
PARI DI IRAOLA, POI L’INCORNATA DI MAXI – Poi, nell’unica occasione per i padroni di casa della prima frazione di gioco arriva il pareggio: al 44′ Benat serve Iraola con un lancio millimetrico, Molinaro legge troppo tardi il movimento del terzino basco e si fa scavalcare dal pallone, Iraola ringrazia e a tu per tu con Padelli deposita in rete. Si va all’intervallo? Assolutamente no, il Toro reagisce alla grande e proprio allo scadere dei minuti di recupero, ha la forza di riportarsi avanti con un gran colpo di testa di Maxi Lopez su splendido assist di Darmian. 
 
UN SECONDO TEMPO DA INCORNICIARE – Comincia il secondo tempo, i granata hanno subito una chance per chiudere il discorso con l’attaccante ex Chievo, ma Herrerin dice miracolosamente di no. Da quel momento in poi, comincia una fase di sofferenza per Glik e compagni, decisamente più allungati rispetto ai primi 45 minuti. Puntuale come un orologio svizzero, arriva il pari di De Marcos al 61′ con la retroguardia granata che si fa sorprendere centralmente. A questo punto tutti si sarebbero aspettati un assedio dei baschi e un atteggiamento difensivo da parte del Toro. Invece, i granata, esattamente come le grandi squadre, salgono nuovamente in cattedra nel momento più critico. Gli uomini di Ventura capiscono di poter far ancora male ad una difesa, quella del Bilbao, molto disattenta e, appena 7 minuti dopo il pari di De Marcos, tornano in vantaggio per la terza volta con una grande volè di Darmian. E’ l’apoteosi: sotto 3 reti a 2, ai baschi servono ora 2 gol per passare il turno.
 

LEZIONE DI CALCIO – Il resto è storia: un Toro commovente, a tratti spettacolare, generoso e perfetto in tutti i suoi automatismi difende con ordine l’importante risultato e porta a casa una qualificazione storica. Una vera e propria lezione di calcio quella impartita da Quagliarella e soci all’Athletic, una lampante dimostrazione di come il gap tecnico, talvolta, possa essere colmato tramite il cuore, l’organizzazione, la disciplina tattica e, in ultima analisi, mediante l’impronta di un allenatore che ieri più che mai ha dimostrato di essere il valore aggiunto di questa squadra. 

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