Coco: ‘A pelle ho scelto il Toro’

Coco: ‘A pelle ho scelto il Toro’

Al Centro Sisport è stata la giornata delle presentazioni ufficiali dei due nuovi acquisti, per Francesco Coco, siciliano di Paternò (Ct), 30 anni compiuti l’8 gennaio, è un ritorno in granata, dopo l’esperienza poco felice di sette anni fa.

Lei se ne andò dicendo ‘Io in Champions League e voi in B’. Cosa dice oggi ai tifosi?

Quelle parole le dissi, ma lasciano…

Al Centro Sisport è stata la giornata delle presentazioni ufficiali dei due nuovi acquisti, per Francesco Coco, siciliano di Paternò (Ct), 30 anni compiuti l’8 gennaio, è un ritorno in granata, dopo l’esperienza poco felice di sette anni fa.

Lei se ne andò dicendo ‘Io in Champions League e voi in B’. Cosa dice oggi ai tifosi?

Quelle parole le dissi, ma lasciano il tempo che trovano. Avevo avuto problemi con Mondonico, che alla fine non mi fece più giocare. Per cui c’era un problema tra me e il mister dell’epoca, tutto qua.

Adesso cosa si aspetta da questo ritorno?

Di non andare in B. A parte la battuta credo di aver preso la decisione giusta, che ho scelto a pelle, anche perchè l’ambiente non l’ho mai lasciato, ho sempre frequentato Torino. E’ stata una decisione sentimentale, ma non solo, professionalmente conto di dare quello che so ancora fare. E’ ovvio che adesso devo convincere i tifosi del mio valore.

Fisicamente come sta?

Bene, sono guarito, devo solo trovare la forma. Credo tra una decina di giorni di essere pronto.

Tatticamente come giocherà?

Sono un laterale sinistro e questa è la mia posizione nel modulo di Zaccheroni. Ora ho maggiore esperienza rispetto a quando ero più giovane, per cui garantisco di essere in grado di andare su e giù per la fascia senza problemi.

Lei arriva in un momento difficile del Toro.

Nel calcio ci possono stare, spero che ora la squadra abbia pagato il periodo negativo e possa risollevarsi. La base c’è, l’ho vista giocare e ci sono ottimi elementi che possono fare la differenza, basta solo rendersi conto delle proprie qualità. Ma si può fare bene.

Che cosa racconta del provino con il Manchester City?

Non voglio entrare nel merito della storia della sigaretta. Loro cercavano un difensore centrale, io sono un laterale sinistro. Non avevano bisogno di me, ci siamo dati una stretta di mano e sono venuto a casa.

Lei ha un buon rapporto con Zaccheroni?

E’ lui che mi ha convinto a venire, ci siamo parlati in questo periodo. E’ un allenatore che stimo, mi ha dato identità ed è stato il mio trampolino di lancio. Per me è uno stimolo in più ed un valore aggiunto.

Conosce già alcuni dei suoi nuovi compagni?

Molti, soprattutto ho un ottimo rapporto con Abbiati, con il quale siamo stati insieme al Milan, così con Lazetic e De Ascentis. Poi dopo tanti anni di carriera, a livello professionale li conosco quasi tutti.

Lei è qui anche per riscattarsi, per togliersi l’etichetta di personaggio da gossip?

Questa immagine non me la sono scelta io, me l’hanno data gli altri. A me interessa giocare e se non l’ho fatto è perchè ho subito un’operazione alla schiena e ho avuto un infortunio al crociato. Questi guai negli ultimi tre anni mi hanno tenuto fermo più di due. A Livorno credo di aver fatto bene, anche se alla fine tutti mi hanno dato addosso. Ho solo bisogno di stare bene fisicamente.

Crede ancora di avere delle chance in Nazionale?

Andiamo per passi, prima voglio tornare a giocare, poi se farò bene vedremo. Chi è che non vorrebbe far parte degli Azzurri?

In definitiva i problemi sono stati solo di natura fisica?

Sì, forse non sono stato del tutto tutelato dall’Inter che non ha mai reso noto in modo esplicativo che stavo fuori per infortunio e non per altre cause. Dovevo stare fermo un mese, invece sono stato out due anni.

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