Darmian: ha fatto sognare il Toro, poi l’eclissi in Inghilterra

Darmian: ha fatto sognare il Toro, poi l’eclissi in Inghilterra

Figurine / 29 anni per l’ex granata, ripercorriamo il suo percorso al Torino

di Redazione Toro News

Sono 29 gli anni compiuti oggi da Matteo Darmian, 4 stagioni con 151 gare e 6 goal coi colori granata. Sotto la Mole ha trovato la maturazione e la continuità che gli hanno permesso l’approdo in Premier League, allo United.

L’ARRIVO A TORINO – Dopo aver vestito la maglia della Primavera del Milan e la B con Padova e Palermo, nel 2011 il terzino arriva a Torino. Ventura vuole a tutti i costi il giovane, che diventa pilastro del Torino che vuole la promozione in Serie A. A promozione avvenuta, Darmian viene riscattato, giocando altre 3 stagioni in A coi granata; nel frattempo diventa vice-capitano e suscita gli interessi di tutte le big italiane e diverse squadre estere. In questi anni Darmian entra anche nel cuore dei tifosi granata, giocando l’ultima stagione, la 2014/2015, a livelli altissimi, segnando reti importanti, tra cui una nel derby cittadino poi vinto 2-1 e quella che fece passare il turno in Europa League ai granata.

DOPO TORINO – Dopo questa fantastica stagione, il passaggio al calcio inglese: al Torino vanno circa 20 milioni, bonus compresi, ma le prestazioni non saranno le stesse. Ormai a quota 4 stagioni coi Red Devils, la parabola di Darmian risulterà discendente. Alla prima stagione in Premier 28 presenze ed il primo ed unico goal inglese, poi l’eclissi: sempre meno spazio per lui con due partite giocate nella stagione 2017/2018 e nella 2018/2019. Malgrado le svariate voci di un suo rientro in Italia, nulla pare muovere dall’Inghilterra Darmian, con grande rammarico della tifoseria granata, che ha grande stima del giocatore.

Andrea Marchello

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  1. enricolai68@gmail.com - 2 settimane fa

    Matteo grazie di tutto ma ti sarai reso conto della differenza …
    tra una maglia qualunque…
    E LA MAGLIA DEL TORO !!!!!

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  2. drino-san - 2 settimane fa

    La premier non é la serie A. Ola Aina prima di venire da noi ha giocato il Championship in prestito dalla primavera del Chelsea…per dire il livello della serie B inglese. Darmian in serie A farebbe faville, ma probabilmente preferisce fare il rincalzo in un campionato vero piuttosto che giocare titolare in uno truccato.

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  3. renato - 2 settimane fa

    Hai detto bene Seagull, hanno seguito le “sirene” dei soldi e si sono persi, non solo loro ma tanti altri (mi viene in mente Ogbonna tra questi).
    Se i nostri giovani imparassero a non seguire più un certo tipo di sirene Ulisse avrebbe dovuto insegnar loro qualcosa…) ora avrebbero forse qualche spicciolo in meno in tasca ma tanta, tanta soddisfazione professionale in più. E la vita è fatta di soddisfazioni, non solo di soldi.
    Ma tant’è…

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    1. iard68 - 1 settimana fa

      Condivisibile per carità, ma con l’onestà di riconoscere che non si tratta di spiccioli…

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  4. granatadellabassa - 2 settimane fa

    Ci si continua a dimenticare che la serie A non è più il campionato top al mondo. Oggi siamo dietro Premier League, Liga e Bundesliga.

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    1. gl65 - 2 settimane fa

      Non siamo dietro altri campionati, il problema è che questi campionati sono ormai x fasce, prima fascia squadre ricche che fanno la Champions, seconda fascia medie ambiziose che sono molto indietro alle prime x soldi e sponsor,
      terza fascia squadre che lottano per salvarsi e fanno su e giù di categoria, se Daarmian è un buon giocatore di seconda fascia ed è stato fortunato da strappare un contratto di prima, non è detto che lo sia…

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  5. Seagull'59 - 2 settimane fa

    “Hanno fatto sognare il Toro, poi l’eclissi”.
    Potrebbe essere il titolo di una tragedia tutta italiana, con attori protagonisti: Darmian, Cerci, Immobile, Zappacosta.
    Sembravano ottimi attori quando recitavano nel nostro teatro, sotto la regia (Ventura) di chi li sapeva mettere in campo perché ne conosceva bene le caratteristiche, perché non recitava “a soggetto” ma facevano parte una compagnia, una squadra, unita, che si sosteneva e completava a vicenda.
    Poi hanno voluto seguire le sirene di nuovi palcoscenici, internazionali e qui sono emersi tutti i loro limiti: caratteriali innanzitutto, perché non erano dei Carmelo Bene, dei Gassman capaci di imporsi in personalità, presenza scenica, alle prese con lingue, mentalità e modi di giocare a cui non erano né abituati né portati. Si sono così trasformati in pesci fuor d’acqua, hanno sicuramente messo in tasca tanti bei soldi, ma professionalmente si sono fermati, arretrati: credevano di essere qualcuno e si sono scoperti dei mr. nessuno…
    Scusate le metafore teatrali ma credo possano ben spiegare la situazione dei nostri “eroi”, dove al Toro erano Campioni osannati e celebrati, erano parte di una squadra forte, che avrebbe potuto dire la sua in Italia ed EL, se assistita correttamente: peccato per loro, per noi e per chi non ci ha voluto concedere un sogno…

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