De Biasi: grattacapi ma anche tante risorse

De Biasi: grattacapi ma anche tante risorse

Della calda giornata del “Braglia”, il Torino di Gianni De Biasi può conservare la prestazione collettiva, tutto sommato decorosa. Difficile negare che si sia fatto un passo indietro rispetto alle precedenti esibizioni con Mantova, Cesena e Catania, ma non si è certo trattato di un crollo. Al bando gli allarmismi, dunque: perdere al novantesimo contro il Modena di questi tempi ci può stare. Semmai,…

Della calda giornata del “Braglia”, il Torino di Gianni De Biasi può conservare la prestazione collettiva, tutto sommato decorosa. Difficile negare che si sia fatto un passo indietro rispetto alle precedenti esibizioni con Mantova, Cesena e Catania, ma non si è certo trattato di un crollo. Al bando gli allarmismi, dunque: perdere al novantesimo contro il Modena di questi tempi ci può stare. Semmai, è il modo con il quale è arrivata la sconfitta a far riflettere: la bellissima azione del secondo gol emiliano inchioda alle proprie responsabilità la retroguardia granata, come ha già sottolineato Marina Beccuti. Durante la pausa il tecnico avrà modo di insistere sulla concentrazione e la posizione in campo. Un lavoro che aveva dato i suoi frutti nell’ultimo mese, quando gli errori – soprattutto in difesa – erano diminuiti. Tuttavia, questa squadra ha dei limiti strutturali che l’allenatore può soltanto limare, cercando in parallelo di far emergere le potenzialità che la rosa gli mette a disposizione. In più, c’è da considerare che una giornata storta può capitare a chiunque: per esempio a Ferrarese. Con il senno di poi, ci si può chiedere perché De Biasi non l’abbia cambiato nell’intervallo invece di concedergli ancora un quarto d’ora. Probabilmente perché sperava, come successo contro il Mantova, che all’opaco primo tempo seguisse la riscossa nel secondo. Per farlo giocare ha tenuto fuori Rosina. Ecco, nel 4-4-2 del tecnico trevigiano, che può trasformarsi all’occorrenza in 4-2-3-1 o 4-4-1-1, quale spazio può ritagliarsi Rosina? Posto che si vada avanti con due esterni “puri” e Abbruscato davanti, il nazionale Under 21 – che uomo di fascia non è – potrebbe giocare soltanto da seconda punta o vertice alto nel tridente offensivo. Sarebbe quindi in ballottaggio con Muzzi, a meno che De Biasi chieda al bomber romano di partire largo, come ai tempi dell’Udinese. In questo caso, però, giocherebbe solo uno tra Lazetic, Ferrarese e Fantini. Insomma, se in difesa i grattacapi non mancano, a centrocampo e in attacco le alternative abbondano.

P.s. La sconfitta di Modena allontana il sogno della promozione diretta, che noi abbiamo sempre considerato un’impresa ai limiti del possibile, per non dire un’utopia. Pericolosa anche, come ha detto De Biasi perché con quel pensiero in testa si “rischia di arrivare ai playoff sconfortati per non aver centrato l’obiettivo”. Occorre mantenere un minimo di obiettività: persino oggi si potrebbe scrivere che se il Toro vince tutte le partite e il Catania fa 11 punti si va in A (che poi è ancora da vedere, Cesena e Mantova non esistono?). Ma in campo non scende la calcolatrice. Resta invece apertissima la corsa per il terzo posto, con i romagnoli fermati dall’Albinoleffe del Mondo e i virgiliani che domani sera dovranno vedersela con il Bologna di Ulivieri. Coraggio !

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