Domenica arriva Petkovic, il ‘Dottore’ della Lazio

Domenica arriva Petkovic, il ‘Dottore’ della Lazio

Conta il collettivo, non le individualità. Questo il mantra ripetuto a più riprese dall’allenatore della Lazio Vladimir Petkovic. Del resto il “dottore” (soprannome affibbiatogli dai media svizzeri) ha dovuto fare di necessità virtù vista la lungodegenza del suo bomber, Miroslav Klose, sacrificando il suo credo tattico, il 3-4-3,…
Conta il collettivo, non le individualità. Questo il mantra ripetuto a più riprese dall’allenatore della Lazio Vladimir Petkovic. Del resto il “dottore” (soprannome affibbiatogli dai media svizzeri) ha dovuto fare di necessità virtù vista la lungodegenza del suo bomber, Miroslav Klose, sacrificando il suo credo tattico, il 3-4-3, per il bene della squadra.

OUTSIDER
– A inizio campionato nessuno avrebbe puntato sulla Lazio e su questo tecnico semisconosciuto di Sarajevo. E invece Petkovic, con un calcio offensivo, fisico e aggressivo ha conquistato posizioni in classifica e critica. I biancocelesti sono quinti a pari merito con l’Inter, a soli quattro punti dalla zona Champions. L’organico, a parte Hernanes (ma il profeta nelle ultime uscite non è stato molto brillante) e il cannoniere tedesco Klose (tornerà a fine marzo), non fa leva sulle individualità ma sul gioco di squadra.

RIVITALIZZATI – Una delle indubbie qualità del poliglotta Petkovic (parla ben otto lingue), riconosciute da giocatori e staff, è quella di ricostruire la fiducia dei giocatori. Mauri, Candreva, Floccari, Hernanes sono giocatori che in passato hanno vissuto momenti, dentro e fuori dal campo, molto complicati. Eppure il Dottore, o forse sarebbe meglio dire lo psicologo, è riuscito a restituire la giusta serenità ai suoi. Il suo lavoro in Svizzera per la Caritas – ha confidato Petkovic in un’intervista – è tornato utile anche nel suo ruolo calcistico. Nel Canton Ticino, mentre seguiva un corso per allenatori, ha seguito alcuni disoccupati nel processo di reinserimento nel mondo del lavoro. Un impegno gravoso e delicato in cui la chiave era ridare fiducia a queste persone. E l’esperienza ha avuto il suo peso anche nel rilancio dello spogliatoio biancoceleste.

FATICARE – Considerato inizialmente un sergente di Ferro, Petkovic ha dimostrato di saper usare – come si suol dire – il bastone e la carota con i suoi. Dal punto di vista fisico i giocatori hanno dovuto affrontare delle prove pesanti: in estate sveglia alle 7.30 e dopo un quarto d’ora tutti a correre per un’ora. A stomaco vuoto perché si bruciano meglio i grassi. E ancora allenamento il 31 dicembre e il primo, poco spumante e tanto lavoro. La fisicità in un gioco offensivo e votato alla corsa è indispensabile. E nonostante l’appannamento delle ultime uscite, la Lazio rimane una squadra temibile.

Redazione TN

 
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy